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di Herbert Vytiska (da Vienna) - EURACTIV.de | Traduzione di Francesco Chierchia

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L'Austria minaccia provvedimenti contro i titolari di doppia cittadinanza illegale

20/04/2017 14:09

Il ministro degli Interni austriaco vorrebbe intervenire a seguito dell'esito del referendum in Turchia. Oltre 100.000 turchi aventi diritto al voto vivono in Austria, ed è stato stimato che il 10% di questi avrebbe una doppia cittadinanza illegale

La doppia cittadinanza è un argomento molto complicato in Austria. Generalmente viene considerata illegale, e viene concessa solo in situazioni particolari (come, ad esempio, nel caso di Arnold Schwarzenegger).

Secondo le autorità austriache 273.000 persone con origini turche vivono nella Repubblica alpina, e circa due terzi delle stesse ha la cittadinanza austriaca. Quanti di loro abbiano anche un passaporto turco non è chiaro, ma le stime si aggirano intorno ai 10.000 individui.

Vienna intende reagire al risultato del referendum di Ankara, ed al fatto che oltre il 73% degli elettori austriaci ha sostenuto il cambiamento costituzionale turco.

Il ministro dell'Interno, Wolfgang Sobotka, ha proposto di affrontare il problema della doppia cittadinanza illegale prevedendo sia l'istituzione di un reato amministrativo, sia l'introduzione di ammende e sanzioni contro i trasgressori.

Sobotka ha spiegato che "non si può più accettare che alcune persone ingorino le regole nazionali e continuino a mantenere illegalmente due cittadinanze".

Se venissero realmente avviati gli interventi contro i detentori illegali di doppio passaporto, questi verrebbero privati della cittadinanza austriaca e dovrebbero pagare un'ammenda di circa 5.000 euro. Il ministro degli Interni spera che una manovra simile possa agire come deterrente, anche se i pareri sul punto non sono unanimi. Secondo la capogruppo SPO, Andreas Schieder, non vi è una fondata necessità di inasprire norme e controlli sulla cittadinanza.

Il Governo austriaco vorrebbe anche un migliore scambio di dati tra Ankara e Vienna, ma le fredde relazioni tra le due capitali suscitano forti dubbi circa una migliore collaborazione informativa.

Il politico Peter Pilz ha dichiarato in un'intervista che durante le votazioni per il referendum turco c'è stata "una chiara frode elettorale nel cuore di Vienna".

Pilz ha affermato che i sostenitori di Erdogan sono stati accolti in massa nei centri elettorali della capitale, di Salisburgo e Bregenz; mentre gli oppositori del presidente turco sarebbero stati rintracciati, intimiditi e monitorati prima del referendum.

Di conseguenza, la maggioranza dei cittadini aventi diritto al voto non si sarebbe recata alle urne (l'affluenza è stata solo del 48%) a causa dell'influenza di Erdogan che si è radicata per anni in Austria e Germania.





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