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di Sam Morgan | EURACTIV.com | Traduzione di Miryam Magro

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L'Ets ostacola gli sforzi Ue su politiche energetiche

20/09/2017 10:33

Dubbi sull'efficacia del sistema di scambio delle emissioni dell'Ue (Ets), con il basso prezzo del carbonio che continua a ostacolare gli sforzi del mercato dell'energia.

In occasione di una conferenza sul tema del mercato dell'elettricità organizzata dalla presidenza estone del Consiglio dell'Ue,  sono emersi ancora dubbi sull'efficacia del sistema europeo di scambio delle quote di emissioni di carbonio, e i suoi difetti sono stati visti come un ostacolo significativo per le politiche energetiche e climatiche dell'Unione. Da quando il sistema è stato lanciato nel 2005, la sua efficacia nel taglio delle emissioni in tutta Europa è stata limitata da una distribuzione eccessiva dei permessi, che ha mantenuto basso il prezzo del carbonio, permettendo a 11.000 fabbriche, centrali elettriche di pagare per inquinare.

Il deputato europeo Claude Turmes (Greens / EFA) ha avvertito che durante il periodo dell'Estonia a capo della presidenza del Consiglio Ue non sarà garantito un prezzo competititvo del carbonio. Infatti, gli analisti hanno rivisto al ribasso le loro previsioni per i prezzi delle EU Allowances (EUA), passando da 5,39 euro per tonnellata a soli 5,25 euro / t, dopo che le aste pubbliche delle autorizzazioni da parte dell'Ue hanno aumentato le offerte. Sette anni fa, il prezzo era di circa € 28.

Turmes ha inoltre invitato l'UE a non fare affidamento esclusivo sul prezzo del carbonio come unico strumento per raggiungere gli obiettivi dell'accordo di Parigi, ma ha aggiunto che "anche dopo dieci anni di fallimenti, non ho abbandonato l'ETS".  Ulrik Stridbæk, Senior Director, Head of Group Regulatory Affairs di DONG Energy, ha lodato il mercato interno dell'energia elettrica come un ottimo esempio di cooperazione europea ma ha insistito sul fatto che gli sforzi del mercato sarebbero inutili se gli operatori sono liberi di inquinare impuniti.

Bruxelles ha da tempo compreso che sarà necessario un prezzo più elevato del carbonio per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione e di emissione dell'UE e la Commissione europea ha proposto una riforma del sistema nel 2015. Ad ottobre si terrà un altro giro di colloqui tra Commissione, Parlamento e Consiglio Ue per approndire il tema.

Ma i prezzi bassi potrebbero non essere l'unica minaccia all'ETS, dato che l'incertezza causata dalla decisione del Regno Unito di lasciare l'UE fa temere che il Paese deciderà di abbandonare anche il regime di scambio. La Gran Bretagna è il secondo più grande emettitore di anidride carbonica nell'UE dopo la Germania, prima di Italia e Francia, mentre i suoi operatori sono i maggiori acquirenti dei permessi. Se la Gran Bretagna abbandonasse l'ETS e scaricasse le sue quote, spingerebbe ulteriormente al ribasso il prezzo del carbonio. Westminster finora non ha espresso una posizione ufficiale sul sistema, ma è chiaro che il Primo Ministro, Theresa May, vuole che il Regno Unito faccia ancora parte del programma. 

Gli eurodeputati i sono mossi per limitare i danni potenziali che la Brexit potrebbe causare all'ETS approvando un progetto sulle emissioni degli aeromobili, nel quale è pèrevisto inoltre che i permessi acquistati da Paesi che decideranno di uscire dall'Unione verranno annullati e non rimessi sul mercato. Tale relazione, che ha esteso l'esenzione dall'ETS per i voli commerciali all'interno e all'esterno dell'UE fino al 2021, deve ancora essere firmata dagli Stati membri prima di diventare legge.

Se il Regno Unito lascia l'ETS per ragioni politiche, il recente collegamento del sistema dell'Unione europea con la Svizzera potrebbe rappresentare un modello da replicare anche in futuro con la Gran Bretagna. L'Ets è attualmente il più grande sistema di scambio di quote di carbonio al mondo, ma potrebbe presto affrontare la concorrenza dalla Cina, che dovrebbe lanciare il proprio sistema entro la fine di quest'anno. 

Lo schema cinese è impostato su un' "apertura soft" di tre anni, in cui il regolatore nazionale sarà in grado di individuare e risolvere i problemi che inevitabilmente emergeranno dal lancio di un sistema di questa natura e in un Paese così vasto. Si prevede che il sistema venga pienamente attuato a partire dal 2020.





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