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di EurActiv.com, traduzione di Barbara Pianese

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L'euro compie 15 anni ma non festeggia

03/01/2017 16:30

L'euro, usato oggi da quasi 340 milioni di persone ogni giorno in 19 paesi, ha festeggiato il primo gennaio il suo quindicesimo compleanno senza celebrazioni. Un rapporto dell’eurobarometro mostra lo scarso entusiasmo per la valuta nei paesi fuori dall’eurozona

L’euro è stato lanciato il primo gennaio 1999 inizialmente solo come moneta virtuale nelle transazioni finanziarie e contabili. Le monete e le banconote sono infine state introdotte il primo gennaio del 2002.

A quel tempo, l’Ue consisteva di 15 stati membri. A tutti i paesi che da allora si sono aggiunti, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Slovenia, Estonia, Lettonia, Lituania, Cipro e Malta nel 2004, Bulgaria e Romania nel 2007 e Croazia nel 2013, è stato richiesto di adottare la valuta quando fossero pronti in base a quanto stabilito dai rispettivi trattati di adesione. Un tale obbligo non esiste, invece, per i membri più antichi. Per questo il Regno Unito, la Danimarca e la Svezia sono rimaste fuori dall’euro.

Nel frattempo 7 su 13 nuovi membri sono entrati nell'eurozona. La Slovenia ha aderito nel 2007 seguita da Cipro e Malta nel 2008, dalla Slovacchia nel 2009, dall’Estonia nel 2011, dalla Lettonia nel 2014 e dalla Lituania l’anno successivo. È inoltre consuetudine che tutti i nuovi membri dell’euro aderiscano all’eurozona il primo dell’anno.

Le crisi dell’eurozona hanno poi generato ripensamenti in alcune economie fuori dalla zona euro, in modo particolare la Polonia, attualmente guidata da un governo euroscettico. Nessuno di questi paesi ha fretta di adottare la valuta.

Proprio un'indagine dell'eurobarometro pubblicata lo scorso dicembre ha evidenziato come i sei paesi a maggioranza contrari all'euro sono tutti localizzati fuori dall'eurozona: la Repubblica Ceca (72% contrari), Svezia (69%), il Regno Unito (67%), la Danimarca (64%), la Polonia (57%) e la Bulgaria (50%). Altri paesi che hanno mostrato una grande opposizione all’euro sono Croazia (43%), Ungheria (41%), il membro dell’eurozona Cipro (43%) Italia (37%) e Romania (35%). Per inciso, i risultati della Romania sono i più vicini alla media europea. Nel paese, infatti, il 55% si è detto favorevole alla moneta unica contro la media dell’Ue a 28 del 58%.

Studi precedenti dell'Eurobarometro hanno mostrato risultati simili mentre nel momento della crisi dell'eurozona il supporto per la valuta era sceso al 52%. In un recente discorso in Italia, Benoît Cœuré, membro del comitato esecutivo della Bce, ha ammesso la mancanza di fiducia nella moneta europea ma ha anche insistito che, in ultima analisi, le responsabilità ricadano sui governi nazionali che devono condurre riforme strutturali.





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