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di MF Dow-Jones News

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L'Europa limita le emissioni, su clima avanti senza Usa

14/06/2017 19:30

L'obiettivo è un taglio del 40% rispetto ai livelli di gas serra del 1990 entro il 2030. Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha condannato la decisione di Trump di ritirarsi dall'accordo di Parigi sul clima.

Il Parlamento Europeo ha adottato i nuovi obiettivi obbligatori di riduzione delle emissioni di gas serra, dopo un dibattito sul ritiro degli Stati Uniti dall'accordo di Parigi sul clima, in cui il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha condannato la decisione di Trump.

L'obiettivo generale dell'Ue è un taglio del 40% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2030. Ogni Stato membro dovrá seguire un percorso di riduzione delle emissioni, calcolato a partire da un punto di partenza nel 2018. Per l'Italia, l'obiettivo è una riduzione del 33% entro il 2030. Per garantire la prevedibilitá a lungo termine, i deputati hanno anche fissato un obiettivo per il 2050: un livello di emissioni inferiore dell'80% rispetto ai livelli del 2005. Gli Stati membri con un Pil pro-capite inferiore alla media Ue, che adotteranno prima del 2020 le misure necessarie, saranno premiati con una maggiore flessibilitá.

Il testo è stato approvato con 534 voti favorevoli, 88 contrari e 56 astensioni. "Il voto di oggi manda un segnale cristallino a Donald Trump - ha dichiarato il relatore, il deputato dell'Alde Gerben-Jan Gerbrandy - L'Europa mantiene gli impegni presi con l'accordo di Parigi e coglie l'opportunitá per la crescita verde, con o senza di voi".

Anche il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, ha attaccato la decisione del presidente americano di ritirare gli Usa dal patto sul clima. "Il ritiro degli Stati Uniti dall'accordo di Parigi è piú che un triste avvenimento. E' il segno di un'irresponsabilitá verso l'azione comune per il destino del nostro pianeta", ha dichiarato nel suo discorso davanti al Parlamento riunito a Strasburgo. Juncker ha sottolineato che l'Unione Europea "non rinegozierá l'accordo do Parigi", come Trump ha suggerito, e ha ricordato che Bruxelles può ancora contare sulla collaborazione di alcuni partner negli Usa che hanno promesso di implementare comunque l'accordo, "come la California, lo Stato di Washington e quello di New York, che messi insieme sarebbero la quarta economia mondiale".

Juncker ha ricordato che l'Europa si trova ad affrontare il piú grande flusso migratorio dalla 2* Guerra mondiale, ma ha ricordato che il riscaldamento climatico rischia di provocare una crisi ben piú grave. "Non mantenere gli impegni dell'accordo di Parigi - ha avvertito - significa gettare sulla strada dell'esilio fino a 250 milioni di rifugiati climatici da qui al 2050".





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