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di Mf-DowJones News

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L'Italia approva un decreto contro la povertà

09/06/2017 15:09

Dal Governo 2 miliardi all'anno per le persone in evidenti difficoltà economiche. Priorità a famiglie con figli minorenni, donne in gravidanza ed over 50 senza lavoro. Ora si attende l'esame delle Commissioni parlamentari

Via libera del Consiglio dei ministri al decreto legislativo sul reddito di inclusione.

Lo ha annunciato il premier Paolo Gentiloni, spiegando che "sin dall'insediamento di questo governo è stata una delle nostre prioritá. Il Parlamento ha approvato una legge e noi abbiamo preso l'impegno ad approvare il decreto legislativo".

Per Gentiloni "è solo un primo passo. Una prima risposta all'esigenza sociale molto rilevante. Per certi versi siamo soddisfatti per aver varato per la prima volta ad uno strumento contro la povertá, ma sappiamo che saranno necessari altri passi".

In particolare il decreto introduce in Italia "una misura nazionale di contrasto alla povertá", che dovrá passare all'esame delle Commissioni parlamentari competenti per l'acquisizione dei pareri. La misura interesserá una platea di 1,7 milioni di persone.

Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha spiegato che il Governo mette a disposizione "2 miliardi di euro l'anno nei prossimi anni" per il reddito di inclusione. "La doppia soglia di accesso prevede 6.000 euro di reddito Isee e 3.000 euro di reddito equivalente", ha aggiunto. "Nella prima fase la prioritá andrá a famiglie con figli minorenni, con donne in gravidanza o con persone di oltre 50 anni disoccupate".

Il beneficio del reddito di inclusione nella prima fase, ha continuato Poletti, sará destinato a 660.000 famiglie e andrá da "un minimo di 190 euro a un massimo di 485 euro".

Il ministro ha sottolineato la volontá del Governo di "lavorare con continuitá nella logica del sostegno all'inclusione". Saranno due i pilastri del decreto indicati da Poletti: "sostegno al reddito e presa in carico per l'inclusione", con strumenti che andranno sia direttamente ai cittadini che "al potenziamento dei servizi e politiche attive", circa il 15% delle risorse.





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