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di Alessia Luzi | Mf-DowJones News

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L'Italia autorizza missione in Libia

28/07/2017 15:19

Via libera del Consiglio dei ministri alla missione italiana in Libia, per il premier Paolo Gentiloni si tratta di un passaggio importante

Il Governo italiano ha autorizzato l'invio di navi a supporto della guardia costiera libica richiesto dalle autoritá del governo nazionale guidato da Fayez al Serraj, nell'attivitá di contrasto ai trafficanti di esseri umani.

"Quello che abbiamo approvato è nè piú nè meno quel che ci è stato richiesto dal governo di accordo nazionale libico", ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, al termine del Consiglio dei ministri a palazzo Chigi aggiungendo che "è un passo in avanti nel contributo italiano per il contrasto agli scafisti".

Il premier ha poi precisato che "sarebbe non rispettare la sostanza di quello che il governo ha deciso presentarla come un enorme invio di grandi flotte, squadriglie aeree e cose di questo genere. Stiamo parlando - ha spiegato - di una richiesta a cui abbiamo aderito di supporto alla guardia costiera libica" e "credo che sia di un certo rilievo che anche il mondo dell'informazione, dei media, ci aiuti in qualche modo a presentare questa iniziativa per quello che è: è un'iniziativa importante perchè può dare un contributo significativo a rafforzare la sovranitá libica".

Secondo Gentiloni, infatti, "non sfugge a nessuno che questo supporto può rafforzare la guardia costiera libica e che questo può dare un contributo molto rilevante non solo a contrastare l'azione dei mercanti di esseri umani ma anche a governare i flussi migratori che raggiungono il nostro Paese".

Il capo dell'esecutivo ha poi espresso l'augurio affinchè "il Parlamento, al quale la missione verrá presentata martedì, prenda una decisione con il piú ampio consenso possibile per ridurre il traffico orrendo di esseri umani". Ribadendo che la stabilizzazione della Libia è un "dovere" dell'Italia, Gentiloni ha poi spiegato di non aver "mai negato in questi anni e tantomeno nei mesi da presidente del Consiglio che tale percorso è una prioritá ma è accidentato. Non è un'autostrada in discesa e quindi, senza enfasi, sottolineo che questo passaggio può essere rilevante e importante e può dare al percorso di stabilizzazione e ai riflessi sui flussi migratori e quindi sull'Italia conseguenze rilevanti".

L'ok del Governo italiano alla missione arriva nel giorno in cui il leader libico al Serraj ha negato di aver chiesto all'Italia l'invio di navi italiane in acque libiche. "Con gli italiani abbiano concordato di continuare nel sostegno alla Marina libica attraverso addestramento e fornitura di attrezzature militari che ci consentano di condurre operazioni di soccorso verso i migranti e di contrastare i trafficanti di esseri umani, oltre alla fornitura di attrezzature elettriche di controllo per i nostri confini meridionali", ha dichiarato al Serraj in una nota diffusa ieri, aggiungendo che "la sovranitá della Libia è una linea rossa".

Una smentita che, però, non sembra aver minimamente scalfito Gentiloni. L'invio di navi "non è un'iniziativa contro la sovranitá libica" ma, anzi, "è una richiesta di supporto alla guardia costiera libica", ha precisato infatti il premier. Il Parlamento discuterá della missione a partire da martedì prossimo, mentre l'avvio dell'operazione è previsto giá per mercoledì.





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