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di Matteo Rizzi - ItaliaOggi

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L'Ue accelera contro l'elusione

29/11/2017 14:37

Margrethe Vestager alla Bocconi: "Abbiamo bisogno di una nuova cultura della fiscalità". Giganti web, accordi fiscali e Panama papers nel mirino

Direttiva antielusione in vigore dal 1 gennaio 2019 e proposta di pubblicazione paese per paese delle imposte pagate dalle multinazionali in Europa.

Queste sono due delle misure del pacchetto per assicurare un'equa tassazione nell'Unione Europea, presentato dal commissario alla concorrenza, Margrethe Vestager, durante il discorso di apertura dell'anno accademico dell'Università Bocconi di Milano. «Dopo gli scandali dei Paradise Papers, Panama papers e Swiss Leaks, abbiamo visto come i più ricchi e le multinazionali vogliano sottrarsi al pagamento delle imposte attraverso l'uso delle lacune normative. Ci aspettiamo che tutti i soggetti portino il loro equo contributo, in modo che tutti i nostri governi possano fornire i servizi necessari per i cittadini». Ma non si tratta solo di budget pubblici, «i privilegi fiscali danneggiano la concorrenza e i consumatori che vedono perdere tutti i vantaggi legati ad essa, come l'innovazione e l'abbassamento dei prezzi».

Web Tax.«Per i colossi di internet, la Commissione auspica ad un accordo internazionale, altrimenti l'Europa agirà in autonomia». Vestager ha poi aggiunto che le considerazioni portate dall'Italia in tema web tax «sono molto importanti e interessanti. Qui in Italia, le autorità fiscali hanno esaminato se Apple e Google avessero versato tutte le imposte dovute. Ciò ha portato nelle casse dello stato più di 600 milioni di euro». Vestager considera un'ipotesi di Web tax che «potrebbe tassare i ricavi ma non sarebbe semplice definire le aliquote, dal momento che si tratta di aziende con bilanci molto differenti tra loro. Necessario, comunque, è creare nuove regole, in quanto i nostri sistemi fiscali non sono costruiti per affrontare le aziende digitali.»

Tax Ruling. Dal 2013, ha ricordato Vestager, è stato chiesto a tutti i Paesi dell'Unione di spiegare come utilizzano le pratiche di tax ruling. «Abbiamo esaminato in dettaglio le risposte dei 23 Paesi che li utilizzano, e complessivamente, abbiamo esaminato più di mille accordi fiscali. La maggior parte di loro, comunque, è risultata legale. Ma in alcuni casi, i tax ruling sono stati usati per concedere un trattamento fiscale preferenziale a società selezionate». Molti degli accordi sono stati oggetto di casi di transfer pricing, come quello di Amazon in Lussemburgo da poco denunciato, «casi complessi che coinvolgono differenti meccanismi che lasciano spazio alla manipolazione». Per questo, afferma Vestager, «l'Unione vuole rilanciare il progetto denominato Common Consolidated Corporate Tax Base che chiuderà le lacune tra i differenti sistemi giuridici europei, fornendo meccanismi comuni per calcolare i profitti tassabili all'interno dell'area dell'Unione Europea». Inoltre, si ricorda che dal primo gennaio è in vigore l'obbligo, da parte delle autorità fiscali dell'Ue, dello scambio automatico delle informazioni sui ruling fiscali. «Le grandi multinazionali ora devono comunicare alle autorità le imposte pagate in ciascun paese». Dal 2019, una nuova direttiva anti evasione eliminerà una serie di lacune che comporteranno il recupero di circa 50 miliardi di euro ogni anno.

Panama papers. «Abbiamo analizzato le informazioni emerse dalla pubblicazione Lux Leaks e stiamo valutando se procedere nella medesima direzione con i Paradise Papers» continua il commissario, «intermediari come contabili, studi legali e banche possono essere profondamente coinvolti nella creazione di accordi che possono essere utilizzati per eludere le impose. Abbiamo visto questo ruolo molto chiaramente dai Panama papers e dai Paradise Papers. Pertanto, in giugno, abbiamo proposto nuove regole che obbligano agli intermediari a comunicare di tali accordi alle autorità fiscali».





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