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di EURACTIV.com e Reuters | Traduzione di Francesco Chierchia

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L'Ue propone un piano contro i contenuti web violenti

24/05/2017 10:20

Ieri i ministri dell'Unione europea hanno approvato delle proposte per supportare i social network come Facebook, Twitter e YouTube nella gestione dei contenuti violenti caricati sulle loro piattaforme

Le proposte, che rappresenterebbero il primo esempio di legislazione a livello comunitario sul tema, devono ancora essere discusse con l'Europarlamento; ma i legislatori Ue stanno pressando da tempo i vertici dei maggiori social network e siti web affinchè facciano di più per controllare ed eliminare dai loro server eventuali contenuti a sfondo violento.

Tuttavia, se da un lato la proliferazione dei cosiddetti "esempi di odio" e di fake-news sul web ha alzato l'attenzione dei legislatori su un settore in continua espansione, dall'altro alcuni attivisti Internet hanno denunciato che un'eccessiva regolamentazione potrebbe compromettere la libertà d'espressione e di informazione.

L'accordo trovato ieri dai ministri Ue arriva subito dopo l'attentato terroristico alla Manchester Arena, dove 22 persone sono state uccise ed altre 59 sono rimaste ferite. In base alla proposta di Bruxelles, la condivisione di contenuti video costituisce sì una "parte essenziale" dei servizi forniti da un social media, ma al contempo i gestori degli indirizzi web dovranno adottare misure per bloccare e cancellare dalle loro piattaforme qualsiasi video contenga 'odio', incitazioni all'odio ed elementi che sponsorizzino il terrorismo.

Tra le varie possibilità, potrebbero essere introdotti degli strumenti che consentano agli utenti web di segnalare tali contenuti.

"Dobbiamo tener conto dei nuovi metodi di fruizione dei video e trovare il giusto equilibrio per incoraggiare servizi innovativi, promuovere i film europei, proteggere i bambini ed affrontare al meglio il discorso dei contenuti violenti", ha dichiarato Andrus Ansip, vicepresidente della Commissione europea per il Mercato unico digitale.

I provvedimenti avranno come oggetto solo i video memorizzati sui server dei social, mentre non riguarderanno lo streaming live, come ad esempio il servizio 'Facebook Live'.

Le proposte comprenderanno anche il 30% di film e spettacoli televisivi europei presenti su servizi streaming come Netflix ed Amazon Prime Video. In più, gli Stati membri potranno richiedere che le piattaforme di condivisione video contribuiscano finanziariamente alla produzione di opere europee nel Paese in cui sono stabilite e dove si rivolgono al pubblico.

Sfondo

L'Unione europea si è impegnata in una stretta cooperazione nella lotta contro il terrorismo a seguito degli attacchi di Parigi nel 2015. In tale direzione, sono state individuate due linee guida:

- Limitare l'ingresso e lo spostamento dei terroristi in Europa, inclusi i cosiddetti "foreign fighters".

- Bloccare le forme di propaganda terroristica, in particolare su Internet, per tagliare alla base le radici che causano la radicalizzazione dei giovani.





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