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di Sarantis Michalopoulos - EURACTIV.com | Traduzione di Francesco Chierchia

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L'Ue vuole contrastare lo squilibrio negli appalti pubblici con l'estero

04/04/2017 10:27

La Commissione europea ha sollevato preoccupazioni circa il limitato accesso ai mercati pubblici esteri per le imprese dell'Unione, proponendo delle misure per bilanciare il divario.

La questione delle acquisizioni straniere 'aggressive' da parte delle società statali estere era stata sollevata dalla Germania fin dallo scorso ottobre, quando Midea, produttore cinese di elettrodomestici, ha acquisito il produttore di robot tedesco Kuka, ed allo stesso modo il produttore di chip Sanan ha acquisito il gruppo Optoelectronics.

Come reazione il Ministero dell'economia tedesco ha proposto l'abbassamento delle soglie per il controllo di fusioni aziendali a livello nazionale, così da poter sorvegliare le acquisizioni di aziende europee che possiedono tecnologie chiave o infrastrutture.

In mezzo a una crescente pressione per sostenere il futuro digitale dell'industria europea, a febbraio Berlino, Parigi e Roma hanno inviato una lettera a Cecilia Malmstrom, Commissario europeo per il commercio, richiedendo “più spazio per esaminare le singole acquisizioni e, qualora fosse necessario, la possibilità di poterle bloccare”.

Le economie più forti dell'Ue hanno sostenuto che l'Unione dovrebbe aumentare la sua capacità di tutelare gli interessi pubblici. Le leggi comunitarie dovrebbero prevedere meccanismi più efficenti per regolare i criteri economici in caso di acquisizioni da parte di investitori stranieri, specialmente quelle che riguardano il settore hi-tech e le infrastrutture strategiche.

Il recente battibecco transatlantico

La discussione si è recentemente riaccesa nei Paesi Bassi, quando il produttore olandese di vernici e rivestimenti, Akzo Nobel, ha respinto una seconda offerta d'acquisto presentata dai rivali statunitensi della PPG Industries, del valore di 22,4 miliardi di euro.

Come parte di un'ondata di fusioni nel settore dell'industria chimica, durante l'ultima settimana la Commissione ha autorizzato una fusione, del valore di 130 miliardi di dollari, tra Dow Chemical e DuPont, due dei più antichi produttori di sostanze chimiche degli Stati Uniti.

La multinazionale olandese ha fatto capire che tale operazione avrebbe comportato un duro colpo per l'interesse del Paese, e di conseguenza non c'era nessun sostegno politico del governo. Il leader della società ha inoltre dichiarato che proprio a causa della mancanza di sostegno politico da parte del governo olandese, Bruxelles sarebbe scettica circa il progetto di acquisizione.

“Come regola generale, qualsiasi iniziativa a livello Ue dovrebbe essere in linea con i trattati dellUnione e gli impegni internazionali della stessa. Tutte le indagini in materia di concorrenza condotte dalla Commissione si basano esclusivamente sui fatti e sulla legge, non su altre considerazioni”, ha detto un portavoce della Commissione europea a EURACTIV.com.

Le preoccupazioni della Commissione

Il funzionario ha poi dichiarato che l'esecutivo Ue ha bisogno di valutare costantemente se è in possesso di tutti gli strumenti per rispondere al mutevole panorama della globalizzazione, e che “in un contesto simile, le idee come quelle contenute nella lettera di Germania, Francia e Italia devono essere discusse”.

Secondo il portavoce dell'Unione europea, la Commissione condivide pienamente la preoccupazione per l'accesso limitato che le imprese dell'Ue hanno a un certo numero di appalti nei mercati dei paesi stranieri rispetto, invece, alla notevole apertura del mercato degli appalti dell'Unione.

“Deve essere raggiunto un accordo a livello europeo su come affrontare questi squilibri: la Commissione, a gennaio 2016, ha realizzato una proposta per la previsione di un International Procurement Instrument, che offrirebbe all'Ue un'opportunità per migliorare l'accesso ai mercati degli appalti pubblici esteri,” ha dichiarato il portavoce.

Riferendosi ai negoziati commerciali e di investimento in corso, il funzionario ha infine sottolineato che Bruxelles mira ad aprire nuovi mercati agli investitori europei e a garantire loro una parità di condizioni.





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