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di Mf-DowJones News

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La Brexit cambia il quadro della Tobin tax europea

23/05/2017 14:51

Per il ministro italiano Padoan, il processo di divorzio tra Londra e Bruxelles sta inducendo alcuni Stati Ue a temporeggiare nelle trattative per l'introduzione di tassazioni sulle operazioni finanziarie

"E' innegabile che la vicenda della Brexit e i negoziati che si stanno aprendo danno un ulteriore elemento di variabilitá nel quadro e alcuni Paesi vogliono vedere meglio come andranno le cose nei prossimi mesi prima di proseguire in questo progetto di cooperazione rafforzata". Lo ha detto il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, rispondendo al termine dell'Ecofin ad una domanda sulla Tobin tax europea, sulla quale sono in corso le trattative tra 10 Paesi tra cui l'Italia.

Questa mattina il nuovo ministro francese dell'Economia, Bruno Le Maire, aveva detto che "occorre valutare le conseguenze della Brexit prima di prendere decisioni sulla tassa sulle transazioni finanziarie".

L'Italia, ha spiegato Padoan, "ha sempre dimostrato di essere molto cooperativa" in merito alla Tobin tax europea, "ci siamo accordati perchè l'eventuale tassa fosse applicata in modi che implicavano anche modifiche alla nostra legislazione fiscale. E' stata una trattativa molto complessa e questo ha richiesto molto tempo. C'erano ancora un paio di questioni tecniche ancora da chiudere per la posizione non dell'Italia, ma di altri Paesi, e ci sì è fermati lì. La posizione italiana non cambia, noi siamo sempre disponibilissimi. La Brexit introduce un cambiamento molto piú vasto che non impatta solo sulla tassa sulle transazioni finanziarie".

Padoan ha poi ribadito che sulla ricapitalizzazione precauzionale di Veneto Banca e B.P. Vicenza l'Italia sta lavorando "nell'assoluto rispetto delle regole". "Il compito della Bce - ha spiegato - è definire il fabbisogno di capitale di una banca e quello della Commissione europea è definire il piano di ristrutturazione della banca che richiede l'accesso al meccanismo di ricapitalizzazione precauzionale, valutando se l'utilizzo delle risorse pubbliche che arrivano è compatibile con le norme sugli aiuti di Stato. Sono terreni diversi in un'operazione complessa, non si tratta di visioni diverse ma di mettere insieme, come stiamo facendo, le istituzioni europei, quelle italiane e la banca, per raggiungere un accordo in modo che tutte le regole siano rispettate. Noi stiamo facendo operazioni nell'assoluto rispetto delle regole che consentono l'utilizzo della ricapitalizzazione precauzionale".

Il ministro ha spiegato infine di "non vedere così male il mondo dopo il QE, è un mondo diverso e per alcuni versi piú facile. Sicuramente la politica monetaria della Bce ha dato una mano alla crescita dell'Europa", tuttavia "non basta. E' una condizione necessaria ma non sufficiente per una crescita duratura: ora l'agenda si fa piú strutturale, bisogna stimolare i driver di crescita sottostanti. Una politica monetaria accomodante facilita l'impatto delle riforme strutturali perchè permette il diffondersi dei benefici con piú efficacia. Quando il QE verrá meno i tassi saranno piú alti ma lo saranno anche l'inflazione e i ricavi delle banche, ci sará un ambiente monetario diverso e piú normale".





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