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di Miryam Magro MF-Dow Jones News

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La Corea del Nord non ha intenzione di attaccare

05/09/2017 16:16

Per Alessandro Orsini, direttore del sito Sicurezza Internazionale della LUISS Guido Carli di Roma, la finalità del programma nucleare nordcoreano è prettamente difensiva

Qual è la posizione della Corea del Nord nel quadro dell’attuale situazione geopolitica?

La rappresentazione che l’opinione pubblica ha della Corea del Nord è altamente distorta. La decisione di Kim Jong-un di testare la bomba all’idrogeno non è stata improvvisa. Il dittatore nordcoreano sarebbe stato disposto ad aprire un dialogo con gli Stati Uniti e la Corea del Sud se questi avessero rinunciato a portare avanti le loro esercitazioni militari, iniziate il 21 agosto. Non è stato dunque Kim Jong-un a fare la prima mossa. La Corea del Nord è uno dei Paesi più pacifici del mondo e non ha piani di guerra o d’invasione contro alcun Paese straniero. Pyongyang sta cercando di sviluppare la bomba atomica perché nel 2002 l’allora presidente Usa, George W. Bush, citò fra gli “Stati canaglia” insieme ad Iran e Iraq anche Corea del Nord e Libia e, dato che Saddam Hussein è stato impiccato e Gheddafi trucidato, il dittatore nordcoreano è giunto alla conclusione che l’unico modo per non essere invaso dall’esercito statunitense è dotarsi dell’arma atomica. La finalità del programma nucleare nordcoreano è dunque prettamente difensiva. In secondo luogo, il clamore mediatico degli ultimi giorni si basa sul pericolo che la Corea del Nord lanci una bomba atomica, ma il Governo nordcoreano non ha intenzione di utilizzarla contro nessuno. Inoltre, gli Stati Uniti possono contare su 7.400 bombe atomiche, dunque la decisione della Corea del Nord di utilizzarne una contro gli americani appare assai improbabile in termini strategici. Ciò che temono davvero gli Usa non è subire un attacco atomico, ma assistere ad un’alterazione dei rapporti di forza nel Pacifico, area in cui il Governo americano ha importanti piani di espansione per il futuro che però dovrebbe ridimensionare se la Corea del Nord diventasse una potenza nucleare a tutti gli effetti. Quello che la Casa Bianca vuole evitare è che la Cina abbia al suo fianco un alleato con la bomba atomica, la Corea del Nord appunto.

Quali sono dunque i possibili scenari ai quali potremmo assistere?

In termini di probabilità, la Corea del Nord dovrebbe diventare una potenza nucleare. Gli incentivi per Pyongyang ad abbandonare il proprio programma di armamento sono troppo bassi. Il Governo è ad un passo dal raggiungimento di un risultato formidabile e, considerati i forti investimenti fatti nell’ultimo anno, è poco probabile che si fermi ad un passo dall’obiettivo. Inoltre, la Cina vuole impedire il rovesciamento del regime nordcoreano per evitare che le due Coree vengano unificate sotto l’egida statunitense, che sarebbe un grande successo americano a discapito della Cina. Allo stesso modo, la Russia non vorrebbe mai ritrovarsi con un governo filo-americano in Corea del Nord, che segnerebbe un’avanzata enorme per l’espansione americana ai danni di Putin.  La questione nordcoreana fornisce un valido pretesto all’amministrazione americana per rafforzarsi militarmente a ovest del Pacifico.  Uno scenario bellico resta dunque possibile ma poco probabile anche considerando il costo in termini di vite umane che un bombardamento porterebbe con sé. Secondo un’analisi costi-benefici l’opzione militare appare poco conveniente agli Stati Uniti.

 La mancata reazione dei mercati alle minacce da parte della Corea del Nord è dunque motivata?

Evidentemente i mercati si stanno muovendo sulla base di analisi condotte da bravi sociologi. In caso di rischio imminente di guerra, la città di Seul verrebbe fatta evacuare, la gente affollerebbe i supermercati per accumulare scorte di cibo e il governo della Corea del Sud aprirebbe i bunker per far rifugiare i cittadini. Accadde nel 1995, quando Clinton ordinò di bombardare la Corea del Nord, ma poi ritirò l’ordine perché i generali americani calcolarono circa un milione di morti in caso di guerra. Al momento mancano  i tipi segnali che annunciano una guerra imminente. Se, nel 1995, gli americani calcolavano circa un milione di morti in caso di guerra, oggi devono considerare che la Corea del Nord sarebbe in grado di lanciare la bomba atomica contro il Giappone. Se rischiasse di essere trucidato come Gheddafi, Kim Jong-un utilizzerebbe tutte le sue armi.





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