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di Jorge Valero e Sarantis Michalopoulos - EURACTIV.com | Traduzione di Francesco Chierchia

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La corsa alle agenzie Ue mette a rischio l'unità europea

28/04/2017 16:11

Le future sedi Eba ed Ema verranno discusse nel prossimo vertice Ue. Il timore è che la questione potrebbe erodere la coesione che i leader europei vogliono dimostrare prima che i colloqui sul divorzio dal Regno Unito abbiano inizio

I presidenti del Consiglio e della Commissione europea, Donald Tusk e Jean-Claude Juncker, proporranno ai 27 capi degli Stati membri un piano generale per la delocalizzazione dell'Agenzia europea del Farmaco (Ema) e dell'Autorità bancaria europea (Eba).

Tusk e Juncker si aspettano che i leader Ue concordino su un calendario per decidere la futura sede di queste agenzie il più presto possibile; una decisione che si baserà su criteri oggettivi.

Il portavoce principale della Commissione, Margaritis Schinas, ha dichiarato che entrambi i presidenti "stanno lavorando insieme per proporre un processo oggettivo e trasparente che renderà chiara" la discussione.

Nel 2012 la Commissione, il Consiglio ed il Parlamento europeo hanno delineato alcuni "criteri oggettivi" per decidere la collocazione delle agenzie europee.

Questi principalmente consistono nell'accessibilità dell'ubicazione degli organi, nell'esistenza di scuole "adeguate" all'interno delle città ospitanti, nella sicurezza sociale e nell'assistenza sanitaria per le famiglie del personale.

Dopo il summit di domani, entrambi i presidenti stileranno il calendario ed i criteri per prendere una decisione nelle prossime settimane. Il loro contributo sarà discusso ed approvato durante un vertice programmato per giugno, solo allora l'Ue deciderà in base ad una una proposta della Commissione.

I due leader vogliono prendere una decisione rapidamente per assicurare una trasferimento ottimale delle due agenzie verso le nuove destinazioni. 

Il vertice di domani avrà inizio alle 12.30 e dovrebbe concludersi intorno alle 16.00, senza particolari ostacoli alle decisioni da prendere.

"Non ho mai visto una collaborazione così forte durante i lavori (sul bilancio Ue)", ha dichiarato un funzionario europeo, riferendosi ai costi finanziari che la Gran Bretagna dovrà pagare prima di lasciare l'Ue.

La battaglia tra governi nazionali per portare le agenzie nel loro territorio potrebbe però minare la coesione che i Paesi membri stanno dimostrando in vista dei colloqui per la Brexit.

I primi punti all'ordine del giorno saranno i diritti dei cittadini Ue nel Regno unito e viceversa, e la questione dell'Irlanda del Nord. Ma il vertice dovrebbe anche approvare formalmente l'approccio graduale proposto da Tusk: il blocco inizierà a discutere un nuovo accordo con il Regno Unito solo quando "saranno stati compiuti progressi sufficienti" sui temi principali dei negoziati, così da garantire un "uscita ordinata".

I leader europei sembrano però anche pronti ad alzare la voce sulla futura assegnazione dell'Eba e dell'Ema.

Gli Stati membri senza un'agenzia europea (Croazia, Bulgaria, Cipro, Romania e Slovacchia) sospettano che i due organi possano finire in Spagna, che detiene cinque agenzie europee, o a Francoforte, già sede della Bce.

Alcuni governi stanno inoltre chiedendo di rivedere i criteri stabiliti dalle istituzioni dell'Unione per l'assegnazione delle agenzie.

Il ministro irlandese per la Salute Simon Harris, che ha presentato oggi la candidatura di Dublino per ospitare l'Ema, si è espresso in favore dell'adozione di "criteri più precisi". "Lo dico dal primo giorno. Criteri più chiari sono lo strumento migliore per una decisione", ha osservato, aggiungendo che nel processo di scelta dovrebbe essere coinvolto anche il personale Ema.

Illustrando i vantaggi della candidatura di Dublino, Simon ha sottolineato la vicinanza geografica e culturale dell'Irlanda al Regno Unito, che potrebbe esser d'aiuto nel garantire un trasferimento semplice e veloce. Tra gli altri punti a favore, il ministro ha citato gli ottimi servizi ICT irlandesi, una fiorente comunità di scienziati ed il dato secondo cui nove dei primi dieci produttori farmaceutici mondiali hanno sede proprio in Irlanda.


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