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di Catherine Stupp – traduzione di Giorgia Crespi

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La Corte di giustizia europea offre un assist al wi-fi libero

17/03/2016 12:57

In nuovo parere emesso il 16 marzo, il consulente legale della Corte di giustizia europea (Cge) Maciej Szpunar scrive che le aziende che offrono la connessione internet gratuita non dovrebbero essere ritenute responsabili in caso gli utenti della relativa rete accedano illegalmente a materiale coperto da copyright. Per quanto tale parere non sia giuridicamente vincolante, si tratta di una tendenza importante in vista del verdetto finale atteso nei prossimi mesi.

L’opinione di Szpunar si rivolge al caso che ha coinvolto Tobias McFadden, un titolare di negozio che si è rifiutato di pagare 800 euro di penale a Sony Music per scaricamento illegale di musica nel suo punto vendita di Monaco. Szpunar sostiene che un’attività non dovrebbe essere ritenuta responsabile per la violazione di copyright commessa da un altro soggetto. McFadden è stato sanzionato per il download di musica realizzato per mezzo della rete Wi-Fi del punto vendita di sua proprietà, nonostante affermi di non essere stato presente nel negozio in quel momento.

In Germania vige una legislazione che fa ricadere sulle imprese la responsabilità di attività illegali effettuate attraverso reti Wi-Fi di proprietà. La disposizione è oggetto di critica e ritenuta responsabile della relativa scarsità dei punti di accesso Wi-Fi gratuiti proprio perché le attività hanno paura di assumersi questo rischio legale. "Spero che la norma decada completamente in Germania", ha confidato McFadden a EurActiv.   

EurolSPA, un’associazione di provider di rete con sede a Bruxelles, spiega che se la Corte europea si allineerà al parere di Szpunar, "il Wi-Fi gratuito potrebbe diventare comunemente disponibile in tutti i contesti commerciali e retail d’Europa". Per Malcolm Hutty, presidente della commissione di responsabilità degli intermediari del gruppo di pressione, "Il futuro economico dell’Europa dipende da un’ampia disponibilità dell’accesso internet, ovunque tu vada, ogni qualvolta tu ne abbia bisogno".

Oltre a richiedere che le aziende siano sollevate da quest’obbligo, Szpunar ha anche affermato che le corti dovrebbero emettere un’ingiunzione per arrestare la violazione del copyright. Inoltre, nel parere si appella alla direttiva comunitaria sull’e-commerce, che solleva i fornitori di servizi internet dalla responsabilità per reati commessi mediante i servizi di rete da loro erogati, costituendo pertanto protezione per il Wi-Fi gratuito di McFadden.

Se la decisione finale della Corte corrisponderà con l’opinione di Szpunar, potrebbe forzare un cambiamento nella legislazione nazionale tedesca che ritiene responsabili le imprese per tali illeciti. I tempi sono maturi: il governo tedesco sta cercando di far passare una nuova normativa sul Wi-Fi che eliminerebbe l’imputabilità delle società, ma solo se le reti sono conformi a standard di cifratura sicuri. Infatti, gli scettici continuano a sostenere che il nuovo dispositivo avrà l’effetto di limitare l’accesso a internet.

Szpunar si è scagliato contro l’idea del governo tedesco. "Qualsiasi obbligo di natura generale alla fornitura dell’accesso a una rete Wi-Fi sicura, come mezzo per proteggere il copyright su internet, potrebbe rappresentare uno svantaggio per la società nel suo insieme e potrebbe avere maggior peso dei potenziali benefici riservati ai titolari di diritti", scrive. Ad ogni modo, il disegno di legge tedesco, che è stato proposto lo scorso novembre, da allora verte in una situazione di stallo.

Pochi mesi dopo che i legali di Sony hanno inviato a McFadden la notifica della sanzione, ha smesso di offrire la connessione Wi-Fi nell’esercizio commerciale di sua proprietà e è passato a una rete a maglie senza fili home-made chiamata Freifunk come i movimenti tedeschi a sostegno delle reti di comunità senza fili.

Le aziende che gestiscono reti Freifunk non sono responsabili per le attività illegali compiute dai loro utenti. "L'unico modo per aprire una connessione Wi-Fi gratuita in Germania è aprire una Freifunk", denuncia McFadden. Attualmente nel Paese si possono contare circa 30 mila hotspot Freifunk, tre volte tanto un anno fa. Peraltro, grazie a norme meno rigide in materia, Freifunk è decollato anche come sistema per offrire l’accesso a internet nelle case dei rifugiati di tutta la Germania.

 





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