EurActive.it

Home > News > La direttiva Ue sul copyright rappresenta un ostacolo per le nostre startup

di Lenard Koschwitz - EURACTIV.com | Traduzione di Francesco Chierchia

Facebook Twitter Linkedin
La direttiva Ue sul copyright rappresenta un ostacolo per le nostre startup

13/04/2017 15:56

Le imprese innovative possono avere successo in Europa solo in presenza di una normativa ben definita che regoli la rete on-line. Tuttavia, nel tentativo di limitare il potere dei giganti tecnologici, Bruxelles rischia di rallentare troppo la prossima generazione di startup. A sostenerlo è Lenard Koschwitz, direttore del reparto affari europei della "Allied for Startup".

Il panorama delle startup in Europa è un esempio lampante di come la mentalità di sviluppo, il duro lavoro e l'assunzione di rischi possano generare crescita economica e innovazione. Gli investimenti in start-up comunitarie sono in costante aumento, in tutto il continente stanno nascendo nuovi poli tecnologici, e le aziende con sede in Europa si stanno espandendo a livello internazionale.

Ma bisogna essere consapevoli che le regole Ue in materia di sviluppo digitale stanno permettendo alle startup di evolversi in un contesto ottimale.

Gran parte del successo delle imprese innovative deriva dalla loro struttura snella e funzionale, in altri termini dal riuscire a creare dei ponti tra consumatori e fornitori in quelle aree dove le grandi aziende non si focalizzano. In questo modo vengono creati anche posti di lavoro, basti pensare che le 77 startup presenti al programma "Future Fifty", nel Regno Unito, hanno creato circa 30.000 posti di lavoro in più rispetto allo scorso anno. Complessivamente, 4,52 milioni di persone in Europa lavorano nel settore delle startup. 

Questo trend positivo, però, potrebbe essere compromesso  da cambiamenti radicali nelle politiche pubbliche, visto che, nel tentativo di controllare e limitare il potere delle grandi aziende hi-tech, l'Unione europea sta valutando nuove norme sul copyright per le piattaforme online che soffocherebbero la crescita delle startup europee.

La risposta da parte degli imprenditori alle nuove disposizioni della Commissione europea è stata chiara: una normativa simile mette a rischio la vita delle nuove imprese tecnologiche Ue, minimizzando i guadagni per gli innovatori. 

Le startup europee consentono alle aziende di reperire informazioni più velocemente, individuare soluzioni innovative per l'e-commerce, proporre prezzi trasparenti, e garantire una migliore raccolta ed analisi dei dati. Tra l'altro, l'Europa oggi è il secondo mercato più grande al mondo proprio per analisi dei dati.

Le norme proposte da Bruxelles alla fine dello scorso anno potrebbero mettere fine a questo sviluppo positivo. Una parte della riforma sui diritti d'autore prevede che le startup debbano applicare una tecnologia di filtraggio su tutti i contenuti che passano attraverso le loro piattaforme, il che significa che ciascuna impresa dovrebbe specializzarsi in controversie sul copyright e sviluppare un sistema per gestire attivamente la segnalazione e le lamentele degli utenti.

Un'imposizione del genere comporterebbe per le società costosi rapporti contrattuali con un numero imprecisato di titolari dei diritti, ed una spesa di centinaia di migliaia di euro. Se l'imprenditorialità era già ad alto rischio prima, questo requisito renderebbe quasi impossibile realizzare un business di successo.

Per alcuni il metodo del filtraggio potrebbe apparire come una soluzione rapida per fermare la violazione del copyright, ma a meno che non vengano previsti degli importanti incentivi economici, il costo per lo sviluppo di una simile tecnologia è stato stimato in 60 milioni di dollari, il che non attirerebbe gli investitori in Europa.

Quel che è peggio, è che la tecnologia di filtraggio dovrebbe essere applicata ai contenuti testuali, audiovisivi, ed a suoni e immagini. Tale tecnologia di solito ha un grado di precisione pari o inferiore a più del 60%, e l'elevato numero di falsi allarmi per violazione del copyright limiterebbe la quantità di contenuti disponibili. Per di più, altri tipi di contenuti come oggetti 3D o realtà virtuale non potrebbero essere affatto rilevati dalla tecnologia di filtraggio.

Paradossalmente, se le startup dovessero essere costrette ad applicare i sistemi di filtraggio, dovrebbero acquisirli direttamente dai leader di mercato. Gli stessi giganti della tecnologia che Bruxelles sta cercando di limitare, come Google e Facebook, potrebbero quindi vedere un boom del loro business generato proprio dalle nuove norme.

Per alcuni, la decisione più responsabile sarà quella di spostare gli affari al di fuori dell'Ue. Mentre quelle startup che ora operano negli Stati Uniti e che hanno come obbiettivo quello di espandersi,  dovranno scegliere un altro luogo dove concentrare il loro business.

Non è troppo tardi per preservare lo sviluppo delle startup in Europa ed incoraggiare gli investimenti globali nel continente. Con le giuste norme sul copyright, le imprese innovative potrebbero prosperare, gli sviluppatori potrebbero essere pagati in modo equo e trasparente ed i consumatori potrebbero trarne molti benefici. Non si tratta di una battaglia tra le start-up e la vecchia industria, ma solo di buon senso.

C'è bisogno di una milgiore riforma nel settore del copyright.





EurActiv Network
Milano Finanza Interattivo © Milano Finanza 2017 Partita IVA 08931350154