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di Giuseppe Corsentino (da Parigi) - ItaliaOggi

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La nuova Silicon Valley è a Parigi

30/06/2017 09:08

Inaugurato ieri Station F, il campus da 250 milioni di euro voluto dal magnate delle tlc Niel. Dove prima c'era uno scalo merci ora sorge un maxi-incubatore di startup

Il record si ripete. Quasi un secolo fa, negli anni 20, la Halle Freyssinet (dal nome del suo progettista, l'ingegner Eugène Freyssinet, l'inventore del cemento armato precompresso) era il più grande scalo merci d'Europa, collegata alla vicina Gare d'Austerlitz, di proprietà della compagnia ferroviaria Paris-Orléans. 

Un secolo dopo, la Halle Freyssinet, rifatta di sana pianta (con un investimento da 250 milioni di euro) e ribattezzata Station F, 34 mila mq, centinaia di uffici tutti perfettamente attrezzati e connessi con il mondo intero, è diventata «le plus grand campus de start-up au monde», il più grande incubatore d'aziende del pianeta, come titola con soddisfazione il quotidiano Le Monde il giorno dell'inaugurazione, ieri giovedì 29 giugno, alla presenza della sindaca Anne Hidalgo (che ha ereditato il progetto del suo predecessore, Bertrand Delanoë) e del neopresidente Emmanuel Macron. Il giovane enarca diventato capo dello stato ha colto l'occasione per ricordare, sotto gli occhi riconoscenti del proprietario di Station F, Xavier Niel, magnate delle telecomunicazioni (Iliad e Free) e dell'editoria (azionista di riferimento del gruppo Le Monde: da qui l'entusiasmo del giornale), il suo progetto, tanto sbandierato in campagna elettorale, di un fondo d'investimento pubblico-privato da 10 miliardi (capperi!) per finanziare le startup francesi.

Le migliori troveranno posto, ovviamente, a Station F che può fare spazio, con tutte le strutture necessarie al loro sviluppo (a questo serve, appunto, un incubatore), a più di mille startup selezionate da uno speciale jury internazionale di cui fanno parte economisti ed esperti di innovazione (tra cui, tanto per far capire chi comanda, l'ingegner Quentin Sannié, patron di Devialet, una start-up specializzata in acustica di proprietà del medesimo Niel).

D'altra parte essere ammessi a Station F è come avere un «marchio di qualità», entrare in un ecosistema che promette, come ha spiegato ieri la responsabile del sito, Roxanne Varza, una trentenne americana di origine iraniana che ha affascinato Niel quando l'ha scoperta alla London School of Economics e se l'è portata a Parigi, di «détecter les licornes», di individuare, già alle prime battute, le aziende destinate a diventare «liocorni»: così si chiamano, nel linguaggio delle startup, le aziende di successo, imprese leggendarie (come il liocorno, l'animale mitologico) con fatturati superiori al miliardo di euro.

Poche, pochissime start-up diventano liocorni. Attualmente in Francia ce ne solo due, la Ovh, il più grande hosting server d'Europa con 250 mila server in 17 paesi, insomma una Aruba dieci volte più grande (nato dall'idea di uno studente di ingegneria di Lille) e Blablacar, una società di car-pooling, di auto in affitto, nata dall'idea di uno studente di fisica che la sera di Natale del 2006 voleva rientrare a casa, in Vandea, da Fontainebleau dove frequentava l'Insead, ma non riusciva a trovare né un'auto né un treno. 

A Station F, in ogni caso, le startup non solo si muovono e interagiscono in un ecosistema ideale, ma hanno a disposizione le strutture, le competenze, l'esperienza di colossi come Facebook e Microsoft (per citare solo gli americani, ma ci sono anche Bnp Paribas con la sua Plug&Pay, Thales, Unisoft e perfino Hec, la Bocconi francese) che hanno aperto maxi-uffici nel gigantesco campus immaginato una decina d'anni fa da Niel e su cui il tycoon parigino (uno che ha fatto i primi soldi con le chat erotiche una trentina d'anni fa, tanto per dire il tipo) ha investito 250 milioni (70 solo per rilevare l'ex impianto ferroviario dalla Sncf) con l'intenzione di restarci - cioè di mantenere l'attività - per i prossimi 12 anni, fino al 2030. Poi si vedrà.

Anche perché, visto il soggetto come si diceva prima, se alla Station F nascerà un licorn, un colosso da un miliardo di euro, Niel di certo non se lo lascerà sfuggire.





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