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di Angelica Ratti - ItaliaOggi

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La Turchia affonda i pescatori greci

01/06/2017 09:32

Il turismo ellenico si è avvantaggiato dalla crisi turca; il Paese di Erdogan, punito dal terrorismo, si rifà esportando pesce a prezzi bassi in Grecia

Guerra delle orate tra i pescatori greci e turchi, in un mercato del pesce sempre più redditizio per le orate del Mediterraneo orientale. 

La guerra è cominciata l'estate scorsa, il 15 luglio 2016, quando i turisti hanno cominciato a disertare il Paese di Erdogan dopo il tentato colpo di Stato che ha provocato anche la svalutazione della lira turca e la caduta drastica, appunto, del turismo. Da allora, i pescatori turchi hanno preso a esportare il proprio pesce, meno caro di quello greco, e a fare concorrenza ai loro vicini.

Nell'isola greca di Kalymnos, nel Dodecanneso, ci sono le vasche per la piscicoltura dove vengono allevate orate e spigole. Da qui si vede la costa della Turchia, distante soltanto una quindicina di chilometri.

Finora la Grecia ha esportato l'85% della propria produzione. Ogni settimana 2 mila tonnellate di orate e spigole di allevamento venivano esportate in oltre trenta paesi. Adesso, i greci hanno paura che i loro nemici storici, i turchi, possano conquistare le loro acque.

La Turchia consumava il 90% della propria produzione di pesce grazie ai turisti, desiderosi di degustare orate alla griglia o al vapore. La svalutazione della lira turca ha dimezzato i prezzi del pesce turco in rapporto a quello greco. Il fatto di essere più conveniente lo rende più attrattivo, secondo quanto ha riportato Le Figaro.

A questo si aggiunge che lo Stato turco finanzia il trasporto aereo delle orate, cosa invece proibita per i greci perché i trattati europei considerano questo come un aiuto di Stato. Il trasporto è il costo più elevato. E dunque, secondo Thanassis Skordas, presidente di Selontas, una delle due più grandi società di allevamento di orate e spigole d'Europa, c'è una concorrenza sleale sui prezzi di vendita delle orate da parte dei turchi.

La sua società aveva aperto il proprio mercato a numerosi supermercati e negozi degli Stati Uniti, con la conseguenza di veder aumentare le quantità esportate, cresciute del 31,6% in quantità, e del 27,6% in valore, mentre i costi di produzione erano stati ridotti dell'8% nel 2016.

Le due società di allevamento elleniche Nireus e Selontas hanno tra gli azionisti anche le quattro principali banche sistemiche greche e dovranno essere vendute per ristrutturare il debito di questi istituti di credito ellenici. In settimana sarà lanciato il bando di gara, ma già adesso sono molti gli interessati, tra i quali figurano una compagnia americana, due cinesi e una decina di fondi di investimento.

Gli investitori si augurano che la guerra delle orate non si prolunghi e, nell'attesa, la maggior parte dei produttori greci di orate concentra le proprie speranze sul turismo: quest'estate in Grecia sono attesi 30 milioni di visitatori, un record dal 2004 quando ci furono i Giochi Olimpici. E i turisti potranno essere premiati con orate greche al vapore.





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