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di Andrea Pira - Milano Finanza

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La Ue spinge sul mercato capitali

09/06/2017 09:35

La Commissione presenta nove nuove azioni prioritarie per adattarsi alla Brexit. In arrivo un piano pensionistico paneuropeo e la riduzione dei requisiti Solvency II per gli investimenti in infrastrutture. In Italia la Camera chiede attenzione ai contesti nazionali

La tempistica conta. Proprio nel giorno delle legislative in Gran Bretagna, convocate dalla premier Theresa May con l’intento di rafforzarsi in vista delle trattative per la Brexit, a Bruxelles i vertici comunitari hanno rilanciato nuove misure per accelerare il completamento dell’Unione dei mercati dei capitale.

Il pacchetto di nove azioni prioritarie indicato dalla Commissione europea per favorire il processo di integrazione nasce dalla necessità di dover fare i conti con l’uscita del principale centro finanziario dalla Ue, ha spiegato il vicepresidente dell’esecutivo comunitario, Valdis Dombroviskis. E intanto alla Camera dei Deputati è stata presentata una prima proposta di documento sulla relazione della Commissione europea in merito all’accelerare dell’Unione dei capitali. Il testo presentato dal relatore Paolo Petrini valuta positivamente gli sforzi intrapresi dalla Ue, in particolare l’obiettivo di una maggiore mobilità transfrontaliera dei capitali, il rilancio delle cartolarizzazioni «come strumento utile per alleggerire la mole dei crediti in sofferenza» e l’approvazione del regolamento sul venture capital dello scorso 30 maggio, che «dovrebbe mettere a disposizione delle imprese innovative e di nuova costituzione un volume di risorse più consistente».

Nel documento si fanno comunque alcune osservazioni. Tra le altre si chiede che il processo di armonizzazione dei mercati salvaguardi «le specificità positive dei sistemi nazionali, attraverso una rigorosa applicazione del principio di proporzionalità». Inoltre chiede di ridurre le conseguenze negative del cosiddetto gold plating, ossia il rischio di creare concorrenza sleale, trasponendo a livello nazionale la disciplina europea.
Il piano d’azione lanciato dalla Ue ormai due anni fa è arrivato al tempo della revisione obbligatoria, per valutare cosa è stato fatto e cosa ancora da fare per arrivare a una piena unione.

Allo stato attuale sono stati realizzati circa due terzi delle 33 azioni indicate nel 2015. Ma intanto la Commissione ha già preannunciato tre proposte legislative che saranno presentate nei prossimi mesi e porteranno avanti quanto lasciato in sospeso. In rampa di lancio, già entro la fine giugno, c’è pertanto una proposta per un prodotto pensionistico personale paneuropeo per sostenere i cittadini a finanziare il proprio addio al lavoro. Entro l’anno, nell’ultimo trimestre, sarà la volta di misure per garantire la certezza del diritto in materia di detenzione di titoli in un contesto transfrontaliero. Infine nei primi tre mesi del 2018, il calendario stilato da Bruxelles prevede una proposta per un quadro comunitario sulle obbligazioni garantite, che permetta alle banche di finanziare le proprie attività di prestito. La revisione intermedia è stata anche occasione per annunciare l’intenzione di ridurre nel corso del 2018 l’entità del capitale che le compagnie d’assicurazione devono possedere in base alle regole di Solvency II, quando investono in società di infrastrutture.

Quanto alle nove azioni prioritarie indicate ieri, la Ue punta a rafforzare i poteri dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, così da promuovere una vigilanza «efficace e uniforme»; intende creare un ambiente normativo «proporzionato» per le pmi quotate; vuole valutare la possibilità di un quadro comunitario per il rilascio di licenze e passaporti per le attività di fintech. Intende inoltre rivedere il trattamento prudenziale delle società d’investimento, stimolare i mercati secondari per i crediti deteriorati e facilitare distribuzione e supervisione sia fondi d’investimento alternativi sia degli organismi di investimento collettivo in valori mobiliari. Infine si propone di promuovere una strategia europea per lo sviluppo dei mercati dei capitali locali e regionali, un quadro amichevole per la risoluzione delle controversie e vuole dare seguito alle raccomandazioni del gruppo di esperti sulla finanza sostenibile.

Le reazioni del mercato non si sono fatte attendere. L’iniziativa della Commissione è stata accolta con favore da Insurance Europe, la federazione delle assicurazioni, che però giudica ancora limitati i cambiamenti, che riguarderanno soltanto un numero limitato di compagnie.





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