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di Elisabetta Rovis | MF-Dow Jones News

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La Ue vara la web tax

22/03/2018 10:26

La Commissione propone un'imposta al 3% sui ricavi delle imprese internet attive nell'Unione. Sarà applicata alle aziende che fatturano più di 50 milioni di euro, quindi dovrebbero essere escluse start-up e scale-up. Moscovici: previsto un gettito iniziale di 5 miliardi

La Commissione europea ha presentato due proposte legislative per assicurare che le società attive nell'economia digitale siano tassate in Europa in modo equo e favorevole alla crescita.

La prima iniziativa è intesa a riformare le norme in materia di imposta sulle società in modo che gli utili siano registrati e tassati nel luogo in cui le imprese hanno un'interazione significativa con gli utenti attraverso i canali digitali. Si tratta della soluzione a lungo termine preferita dalla Commissione. In base a questa proposta, una piattaforma sarà considerata una "presenza digitale" imponibile se supera i 7 milioni di ricavi annuali in uno Stato membro, o se ha più di 100 milautenti in uno Stato membro in un esercizio fiscale o se supera i 3 mila contratti commerciali per servizi digitali conclusi tra l'impresa e utenti aziendali in un esercizio fiscale.

La seconda proposta risponde alle richieste di numerosi Stati membri di istituire un'imposta temporanea da prelevare sulle principali attività digitali, che al momento sfuggono a qualsiasi tipo di imposizione nella Ue. L'obiettivo è garantire che le attività attualmente non tassate inizieranno a generare un gettito immediato per gli Stati membri, contribuendo anche a evitare che alcuni Stati adottino misure unilaterali per tassare le attività digitali, il che potrebbe condurre a una molteplicità di risposte nazionali dannosa per il mercato unico.

L'imposta si applicherà ai ricavi ottenuti dalle attività in cui gli utenti svolgono un ruolo fondamentale nella creazione di valore e che sono i più difficili da quantificare con le norme fiscali attuali, come ad esempio i ricavi generati dalla vendita di spazi pubblicitari online, da attività di intermediazione digitale che permettono agli utenti di interagire con altri utenti e che possono facilitare la vendita di beni e servizi tra di essi, o ottenuti dalla vendita di dati generati da informazioni fornite dagli utenti. L'imposta sarà riscossa dagli Stati membri in cui si trovano gli utenti e si applicherà solo alle imprese con ricavi annui complessivi a livello mondiale di 750 milioni di euro e ricavi nella Ue di 50 milioni di euro. Questo contribuirà a far sì che le start-up e le scale-up più piccole siano esonerate dall'imposta.

Secondo le stime, se sarà applicata a un'aliquota del 3%, l'imposta potra' generare entrate per gli Stati membri dell'ordine di 5 miliardi di euro all'anno.

"La digitalizzazione porta molti benefici e opportunita", ha affermato Valdis Dombrovskis, vice presidente della Commissione, "ma richiede anche modifiche alle nostre regole. Preferiremmo avere norme concordate a livello globale, ma la quantità di profitti che al momento non sono tassati è inaccettabile. Dobbiamo portare le nostre regole sulla tassazione nel 21esimo secolo, mettendo in campo una soluzione globale e valida per il futuro".

Anche il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici ha sottolineato che "l'economia digitale è una grande opportunità per l'Europa, e l'Europa è una fonte enorme di ricavi per le imprese digitali. Ma questa situazione win-win solleva preoccupazioni legali e fiscali. Le nostre regole pre-Internet non permettono agli Stati membri di tassare le società digitali che operano in Europa se queste hanno una minima presenza fisica nel continente. Questo rappresenta un buco nero per gli Stati membri, perché erode la base imponibile. Per questo proponiamo un nuovo standard legale e una tassazione provvisoria per le attività digitali". Nessun legame tra web tax e dazi Usa, ha voluto precisare Moscovici: "Questa non è un'imposta Gafa (Google, Apple, Facebook e Amazon, ndr) né un'imposta anti-Usa, non è mirata a una società o a un Paese. Saranno coinvolte tra 120 e 150 aziende che sono europee, asiatiche e americane".

Le proposte legislative saranno presentate al Consiglio per adozione e al Parlamento europeo per consultazione. La Ue continuera' inoltre a contribuire attivamente al dibattito mondiale sulla tassazione dell'economia digitale nell'ambito del G20 e dell'Ocse e a sollecitare soluzioni internazionali.





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