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di Valéry Laramée de Tannenberg - EURACTIV.com | Traduzione di Francesco Chierchia

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Le proposte ambientali dei candidati alla presidenza francese non convincono

19/04/2017 16:08

A Parigi mai prima d'ora così tanti politici avevano sottolineato il loro impegno per l'ambiente, ma questo non significa che essi conoscano realmente l'ambientalismo

"Stiamo facendo progressi!", è questo il commento che potrebbe riassumere perfettamente la campagna presidenziale francese. Ad una prima analisi, tutti gli 11 candidati hanno inserito all'interno dei loro programmi elettorali misure ambientali, il che di per sé rappresenta un passo verso la giusta direzione.

Una Francia verde

Un certo consenso sembrano averlo ottenuto alcuni temi in particolare, come ad esempio le energia pulite. Sono finiti i giorni in cui Nicolas Sarkozy o François Hollande si impegnavano a "sviluppare energie rinnovabili". Questa volta, i candidati sembrerebbero seri.

Basando i loro intenti su dati provenienti da Ong ed organizzazioni come l'Ademe (l'Agenzia francese per l'ambiente e l'energia), alcuni concorrenti hanno promosso una Francia che sia libera dall'utilizzo del carbone, in grado di sfruttare l'energia solare ed eolica per illuminare il Paese entro i prossimi trent'anni.

In verità però, molti addetti ai lavori nel settore energetico considerano questi programmi del tutto irrealistici.

Rivoluzione fallita

Ben pochi dei candidati sembrano aver compreso i principali temi della rivoluzione energetica in corso in questi anni. Nessuno di loro ha parlato di una società in cui (quasi) tutti generano autonomamente la propria energia, così da poterla poi rivendere a terzi in caso di surplus. Si tratta di una vera e propria occasione persa, perché è proprio questo tipo di progetti, e non l'aggiornamento delle ormai vecchie centrali energetiche francesi, che garantirebbero il futuro del colosso energetico EDF.

Il tema dell'insicurezza energetica è stato oggetto di molte delle campagne dei candidati; ma dando un rapido sguardo alle misure proposte, si può già prevedere non sarà uno dei reali assi portanti dei progetti politici, almeno non fino alle successive elezioni presidenziali.

Sicurezza sociale

Allo stesso modo, la cattiva qualità dell'aria in Francia pareva aver finalmente attirato l'attenzione dei politici in competizione, ma la loro preoccupazione principale sembra esser quella di vendere un maggior numero di auto elettriche. Ancora una volta, si è persa l'opportunità di tracciare un collegamento tra la riduzione di morti causate dalle emissioni dei veicoli e la legge sulla sicurezza sociale del paese, uno dei temi centrali della campagne elettorali.

Il futuro dell'agricoltura

La biodiversità viene quasi trascurata. Alcuni candidati desiderano garantire protezione ai cacciatori, di cui, evidentemente, si fidano più che degli scienziati. Altri dichiarano di voler applicare pienamente l'attuale legge sulla biodiversità, senza però far riferimento a come finanziare concretamente l'operazione.

Nessun candidato ha realmente sostenuto e comunicato agli elettori che preservare la biodiversità significa proteggere le specie, la sicurezza alimentare, i mari e lotta al cambiamento climatico.

Più di un semplice riciclaggio

In queste elezioni si è parlato per la prima volta anche dell'"economia circolare", e la maggior parte dei candidati si è espressa in maniera positica sul tema. In realtà, i politici tendono a vederla come poco più di una nuova strategia di riciclaggio (nel peggiore dei casi), o come un programma di ecologia industriale (nella migliore delle ipotesi).

Quale candidato ha una strategia per obbligare le industrie a fare tagli significativi sui consumi di materie prime? A produrre beni con una vita utile più lunga e che possano essere risanati e riciclati facilmente? La risposta è nessuno.

Più di un miliardo di persone vive senza la possibilità di procurarsi facilmente acqua potabile. E con il cambiamento climatico, tale cifra è destinata a raddoppiare nei prossimi anni, con conseguenze drastiche per le migrazioni, la sicurezza internazionale e la protezione delle frontiere.





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