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di EurActiv.com

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Leader Ue a conclave sul futuro dell'Unione

24/06/2016 17:30

I leader dell’Ue converranno a Bruxelles il 28-29 giugno. Il primo giorno sarà presente anche il premier David Cameron. Nel conclave di luglio, invece, si discuterà del futuro dell’Ue. Ancora incertezza sull'eventuale presidenza Uk del Consiglio Ue nel 2018

Il secondo meeting non sarà un incontro ufficiale, non potendo essere così definito in base ai trattati, essendo anche improbabile che produca conclusioni. Nonostante questo il 29 giugno sarà una data importante per fissare un eventuale conclave a luglio, questa volta per decidere in che forma l’Unione Europea potrà sopravvivere.

In particolare sarebbe stato il primo ministro belga, Charles Michel, a sottolineare l’utilità del Conclave “per discutere ad alti livelli le orientazioni politiche riguardo il futuro dell’Europa”. In particolare andrà definito come procedere sul fronte del mercato interno che, secondo Michel, non è in uno stadio sufficientemente avanzato, ma anche di altri temi come: energia, mercato digitale e relativi risvolti occupazionali, rafforzamento dell’Unione economica e monetario.

In particolare nel Conclave, la forma più segreta del processo decisionale europeo, saranno discussi possibili cambiamenti dei trattati per permettere all’Unione di sopravvivere, salvandosi dall'attacco delle forze populiste. Queste, infatti, potrebbero usare il referendum per tentare di smantellare l’Unione.

Nel frattempo, il Regno Unito dovrebbe assumere dal 1 luglio 2017 la presidenza rotante del Consiglio dell’Unione Europea sebbene sarebbe surreale che il paese guidasse l’organo che si prepara a lasciare. Una cosa è certa: il Regno Unito deve affrettarsi, secondo quanto stabilito dall’articolo 50 del Trattato di Lisbona, a fare domanda per la procedura di uscita dall’Ue. Secondo le norme Ue, uno stato membro che decide di lasciare l’Unione, deve notificare al Consiglio Europeo le sue intenzioni per poi negoziare nell’arco di due anni i termini della separazione. Durante questo periodo al paese non sarà più concesso di prendere parte a nessuna decisione politica. In questo senso il paese potrebbe non assumere la presidenza dell’Unione ma essere sostituito dall’Estonia.

Il premier britannico Cameron, però, sebbene abbia già annunciato le sue dimissioni, ha anche rimarcato che la domanda per l’uscita dall’Ue spetterà al suo successore. “Le negoziazioni con l’Unione Europea saranno iniziate dal nuovo premier e penso sia giusto che sia il primo ministro a scegliere quando avvalersi dell’articolo 50 e iniziare il processo formale di uscita dall’Ue” ha affermato Cameron oggi.

In un comunicato congiunto, il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, il presidente dell’Europarlamento, Martin Schulz, e il premier olandese, Mark Rutte, attuale presidente del Consiglio Ue, hanno comunque sollecitato il Regno Unito ad implementare il risultato del referendum il prima possibile “per quanto sia un processo doloroso” hanno dichiarato.

Secondo quanto risulta ad EurActiv.com, i leader europei temono che Londra possa usare il caso irrisolto della presidenza semestrale europea per contrattare migliori condizioni per il “divorzio”. Stati membri e Commissione Europea, infatti, potrebbero essere intenzionati a rendere il divorzio il più difficile e doloroso possibile per scoraggiare altri stati a seguire la stessa strada.

 

 

 





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