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di Francesco Ninfole - Milano Finanza

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Lente Bce sulle piccole banche

25/05/2017 09:13

La Vigilanza di Francoforte sta valutando i modelli di business degli istituti. L’indagine sulle previsioni di redditività è stata estesa a 176 banche europee meno significative (Lsi), tra cui 12 italiane, scelte per dimensioni e rischiosità. L'azione è coordinata con le autorità nazionali

La Bce allarga l’analisi sui modelli di business a 176 banche europee meno significative (less significant institutions o Lsi), tra cui 12 italiane. La Vigilanza sta raccogliendo dati sulle previsioni di redditività degli istituti di credito, un tema di grande rilievo in tutta Europa.

«Il Single Supervisory Mechanism ha deciso di estendere il sondaggio sulla redditività condotto per le banche significative (direttamente vigilate da Bce, ndr) a un campione di 176 istituti meno significativi», ha scritto Danièle Nouy, presidente del Ssm, in risposta a un’interrogazione dell’europarlamentare tedesco Markus Ferber. «L’obiettivo dell’indagine è raccogliere informazioni sulla strategia forward-looking e sui piani finanziari delle Lsi nel contesto di una redditività generalmente bassa nel settore bancario». Nouy ha aggiunto che «i dati raccolti serviranno all’analisi interna della Bce sui rischi delle Lsi. L’indagine fornirà informazioni aggiuntive su gruppi di istituti nei vari Paesi e aiuterà le autorità nazionali competenti nel valutare le previsioni delle banche e i loro modelli di business», come previsto dalle procedure Srep.

L’indagine sulla redditività rientra nel piano di attività 2017 definito congiuntamente da Bce e autorità di vigilanza nazionali. Secondo la regolamentazione del Ssm gli approfondimenti tematici, come quello sui modelli di business, riguardano anche il comparto Lsi: perciò l’indagine ha interessato anche banche meno significative. Nouy ha precisato che l’esercizio «è stato ampiamente coordinato con le autorità nazionali per la maggior parte degli aspetti dell’indagine, come la tempistica del progetto, il questionario e le istruzioni alle banche». Inoltre è stata coordinata «la selezione delle banche coinvolte nell’indagine». Per l’Italia sono state inserite nel campione 12 banche selezionate sulla base di vari criteri come la dimensione e la rischiosità.

Questi istituti non sono considerati un campione rappresentativo dell’intero comparto. Perciò le informazioni saranno usate per valutazioni specifiche sui singoli intermediari, nell’ambito della normale attività di vigilanza, senza trarre indicazioni sistemiche. È quindi poco plausibile che vengano pubblicati i risultati dell’indagine. La Vigilanza Bce ha chiarito inoltre di aver consultato le associazioni bancarie europee e nazionali, di aver distribuito «una versione preliminare del questionario nel dicembre 2016» e di aver raccolto commenti che hanno portato alla modifica di alcune parti del documento.

Nell’interrogazione l’eurodeputato Ferber si era lamentato per la quantità di informazioni chieste dalla Bce alle banche meno significative. «Il template comprende centinaia di campi di dati ed è accompagnato da un manuale di 15 pagine in inglese», ha osservato il parlamentare tedesco. «Da un lato l’indagine chiede dati che le banche non sono attualmente obbligate a segnalare, dall’altro richiede informazioni già comunicate alla Vigilanza con altri mezzi». Requisiti informativi addizionali di questo tipo, secondo Ferber, sono «un grande problema» per le banche meno significative.
Quanto al problema della proporzionalità dei requisiti, Nouy ha risposto che il sondaggio «riguarda solo una piccola parte delle banche non significative, meno del 3%».

Inoltre, il questionario per le Lsi «copre meno della metà dei dati raccolti dagli istituti significativi». In ogni caso la responsabile della Vigilanza ha assicurato che «l’indagine sulle Lsi è un esercizio una tantum limitato al 2017». Le banche sono state invitate a rispondere «al loro meglio, ovvero con dati relativi all’ultimo bilancio disponibile e per l’orizzonte temporale normalmente previsto». Oltre alle richieste quantitative l’indagine contiene domande qualitative che secondo Nouy sono «destinate a ridurre l’onere della compilazione».





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