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di Alessia Luzi | Mf-DowJones News

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Libia: Gentiloni, Italia ha sua agenda ma ok nuove iniziative

27/07/2017 15:12

Al termine dell'incontro con il presidente del Spd, Martin Schulz, il premier italiano ha confermato la disponibilità a prendere in considerazione tutte le iniziative europee sulla questione libica. Tuttavia il Governo non è disposto a mettere da parte i propri programmi ed a venir meno alle decisioni già prese

Sulla questione libica il governo italiano è pronto ad accogliere qualsiasi iniziativa al livello europeo ma non intende rinunciare alla sua agenda e alle decisioni già prese. Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, commenta così la decisione del capo dell'Eliseo, Emmanuel Macron, di aprire, già in estate, degli hotspot in territorio libico per gli immigrati.

"Noi abbiamo una nostra agenda, che ci impegna sul piano dell'accoglienza e non ci rinunciamo. Tutte le altre iniziative che, al livello europeo, sostengono quest'agenda sono benvenute ma sia chiaro che i passi sono questi e che i problemi si risolvono in modo diverso", ha detto Gentiloni in occasione del punto stampa organizzato al termine dell'incontro con il presidente del Partito socialdemocratico tedesco, Martin Schulz.

Il premier ha poi ribadito che la richiesta del premier libico Fayez al-Sarraj di inviare navi italiane in acque libiche, "può essere un punto di svolta perchè da tempo ci ripetiamo che dobbiamo lavorare su cosa spinge la diffusione dei grandi flussi e sappiamo che la graduale stabilizzazione della Libia consente di evitare la situazione finora diffusa".

Secondo Gentiloni, infatti, "la possibilitá di recuperare il controllo del proprio territorio da parte delle autoritá libiche è un punto di svolta nella gestione della situazione". Tuttavia, i dettagli della missione, "li stiamo discutendo in queste ore, li presenteremo martedì alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato e con il voto del Parlamento sono certo dei risultati", ha poi aggiunto il capo dell'esecutivo sottolineando che "mi fa piacere constatare che in Europa c'è grande sostegno a questa nuova possibilità".

Quanto alla sfida sull'immigrazione, "non ci rassegniamo all'idea che la questione della crisi migratoria possa essere lasciata a singoli paesi per scelta del caso o della geografia", ha affermato il premier convinto che "l'Ue corrisponde alla propria civiltá se ha politica comune sull'immigrazione e lo dice un paese che sta compiendo tutti i passi necessari per affrontare tale sfida. Proprio per questo pretendiamo un atteggiamento positivo dell'Ue". "Io e Schulz siamo convinti che sia giunto il momento per accelerare su un tipo di Europa che punta sulla promozione degli investimenti, sul rafforzamento dell'unione monetaria e fiscale e su una maggiore responsabilitá comune", ha spiegato Gentiloni sottolineando che "i primi dati positivi sulla crescita devono tradursi in posti di lavoro e in investimenti e questo deve essere l'impegno principale dei Paesi europei".

Secondo Schulz, "bisogna far sì che la solidarietà sia un principio fondamentale per l'Europa e questo in tutti i campi, soprattutto in quello dell'immigrazione". Il presidente dei socialdemocratici tedeschi, ha spiegato che "oltre ad aver parlato della lotta contro l'evasione e l'elusione fiscale, io e Gentiloni abbiamo affrontato un secondo punto, ovvero il bisogno di comprensione all'interno della Ue sulla necessità di una maggiore solidarietà".

"E' evidente che i Paesi che hanno i confini esterni dell'unione europea hanno un compito particolare e devono affrontare sfide e carichi particolari. Noi dovremmo evitare che un paese che si trova davanti a una sfida del genere alla fine rimanga da solo e vanga piantato in asso dagli altri. Nel 2015 abbiamo visto quando anche su questo terreno la situzione si fa critica, e abbiamo visto cosa succede se alcuni paesi non ce la fanno più", ha concluso.





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