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Loehde, la Danimarca deve diventare demenza-friendly entro il 2025

04/11/2016 11:08

Il ministro danese per la sanità e la terza età Sophie Loehde ha presentato un piano nazionale che mira a rendere il Paese demenza-friendly entro il 2025

La demenza è diventata una priorità politica per la Danimarca, dove si stima che 35 mila persone (i casi registrati) convivano oggi con questo problema. "In realtà, il numero è molto più alto in quanto molti convivono con la malattia senza una diagnosi e negli anni a venire l’incidenza sarà molto maggiore", ha osservato Sophie Loehde (nella foto Flickr/Venstre). "La demenza è una condizione terribile che mette sottosopra la vita delle persone colpite", ha sottolineato il ministro, aggiungendo che considerata la situazione critica il governo ha deciso di stilare un nuovo piano d'azione nazionale sulla demenza fino al 2025.

Gli obiettivi principali

Il piano d'azione della Danimarca è stato lanciato recentemente e, con un finanziamento di oltre 60 milioni di euro, si ispira alle migliori pratiche in tutta Europa. Stando al ministro, si concentra su tre obiettivi generali. "In primo luogo, la Danimarca deve diventare una nazione demenza-friendly in cui le persone affette possano vivere una vita tranquilla e dignitosa", ha puntualizzato, anticipando che il secondo obiettivo riguarda la cura e la prevenzione su misura. "Il trattamento e la cura delle persone affette da demenza devono essere basati su bisogni e valori del singolo, e la terapia deve essere prestata con coerenza concentrandosi sulla prevenzione e l’intervento precoce e si fonda sulle competenze e la ricerca più recenti", ha spiegato.

Per quanto riguarda il terzo obiettivo, il ministro danese ha evidenziato che il coinvolgimento e il sostegno dei parenti avrebbero preso il centro della scena. "Concentrarsi sui parenti è importante quando si tratta di demenza, in quanto si trovano ad affrontare una sfida molto particolare. […] Non solo devono accettare che una persona vicina è gravemente malata, allo stesso tempo hanno anche a che fare con il dolore della perdita del contatto con una persona cara", ha illustrato.

Inoltre, il ministro ha detto che l'80% della popolazione beneficerà di una specifica diagnosi, così come una migliore formazione e sviluppo delle competenze per gli operatori sanitari, le case di cura e gli ospedali. “La somministrazione di farmaci antipsicotici alle persone affette da demenza dovrebbe essere ridotta del 50% entro il 2025. Non è facile, ma so che ce la possiamo fare", ha osservato.

Stop alla stigmatizzazione

Intervenuto alla 26esima Conferenza annuale di Alzheimer Europe a Copenhagen, il ministro della sanità danese ha fatto presente che il piano nazionale del suo Paese è stato concepito collegialmente con la partecipazione di diversi stakeholder, tra cui le persone affette da demenza. Il ministro ha visitato 35 municipalità in Danimarca, oltre che Paesi Bassi, Regno Unito, Norvegia e Svezia. Rendere tutti i 98 comuni "demenza-friendly" è un obiettivo politico poiché deve essere "più semplice convivere con questa malattia in Danimarca per le persone colpite da demenza e i loro parenti”.

"Insieme [alle parti interessate] abbiamo portato la demenza in cima all'agenda politica, come dovrebbe essere”, ha insistito. Quindi ha riportato l’esperienza del parente di un malato: "A volte, quando incontriamo dei conoscenti cambiano strada per evitarci. Ci dispiace per loro. Sappiamo che lo fanno perché non sanno cosa fare o cosa dire”. "Voglio combattere questa stigmatizzazione”, ha concluso il ministro.

Ispirazione britannica

Il piano nazionale della Danimarca sulla demenza è principalmente ispirato alle pratiche del Regno Unito. Loehde ha confessato di essersi particolarmente rifatta al Regno Unito, impegnandosi nella formulazione di obiettivi politici supportati sistematicamente dai dati sulla prestazione di ogni regione del Paese. "Sono impressionata dagli sforzi del Regno Unito nel rapporto con le persone affette da demenza e le loro famiglie […] sono rimasta particolarmente colpita dal modo in cui la società civile è coinvolta a Manchester”.

Quindi ha citato l’esempio di una giovane donna inglese che è stata importunata mentre faceva la spesa in un supermercato locale. Delle persone “troppo occupate” hanno perso la pazienza mentre erano in coda dopo di lei alla cassa. Successivamente, la donna ha contattato il direttore del supermercato che ha deciso di istituire una cassa dedicata. "Un piccolo esempio che indica quanto un piccolo cambiamento possa fare una differenza enorme sulla gente", ha concluso il ministro.

Il ruolo delle comunità locali

Commentando la strategia nazionale sulla demenza, la presidentessa della Danish Alzheimer Association Birgitte Vølund ha riferito a EurActiv che l'obiettivo principale è coinvolgere pienamente i comuni al fine di creare società locali demenza-friendly. "I comuni dovrebbero elaborare politiche specifiche e definire obiettivi chiari. I comuni si fanno carico dell'80% del peso economico, quindi sono questi che dovrebbero essere riformati”, ha messo in luce Vølund, aggiungendo che le persone affette da demenza dovrebbero essere ascoltate in questo processo, in particolare durante la fase attuativa.

"Il nostro obiettivo è fornire cure di migliore qualità nella vita quotidiana", ha precisato. Dopo la diagnosi la persona "è praticamente abbandonata a se stessa”, come se i comuni dicessero "chiamateci se avete bisogno di aiuto. Uno è così confuso quando riceve una diagnosi [...] dobbiamo agire per aiutare queste persone fin dall'inizio", ha osservato, aggiungendo che l'amministrazione locale dovrebbe adottare strategie proattive incentrate su visite e assistenza. 

“Un altro aspetto è puntare all’incremento del numero dei più centri per l’attività di volontariato in Danimarca che si occupano di attività sociali, culturali e fisiche", ha affermato.





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