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di EURACTIV.com e Reuters | Traduzione di Francesco Chierchia

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Londra rivuole il controllo delle politiche sulla pesca

03/07/2017 14:09

La Gran Bretagna si ritirerà dall'accordo che permetteva ad alcuni Paesi europei di pescare tra le 6 e le 12 miglia dalla costa britannica

Il Governo britannico ha reso noto di voler avviare le procedure (della durata di due anni) per lasciare la Convenzione di Londra sulla pesca, un accordo risalente al 1964 che ha finora consentito ai pescherecci di Francia, Belgio, Germania e Paesi Bassi di pescare in acque inglesi.

"Riprenderemo il controllo (delle acque), e potremo decidere le condizioni di accesso" alla pesca, ha dichiarato Gove alle Bbc.

In realtà, per il capo negoziatore Brexit dell'Unione europea Michel Barnier, l'uscita del Regno Unito dalla Convenzione non comporterà conseguenze rivelanti, visto che nella pratica l'accordo era già stato sostituito dalla politica comune Ue sulla Pesca (che a sua volta sarà oggetto dei negoziati Brexit).

Secondo Gove, invece, una volta che la Gran Bretagna avrà lasciato il blocco sarà in grado di estendere il proprio controllo sulle acque fino a 200 miglia dalla costa.  Lasciare la Convenzione di Londra, inoltre, permetterà per la prima volta (dopo 50 anni) alla Gran Bretagna di decidere chi può navigare nelle sue acque e chi no.

"Mentre lasciamo l'Unione europea, questo è uno storico primo passo verso l'adozione di una nuova politica interna sulla pesca. Un passo che renderà l'industria più competitiva, redditizia e sostenibile per tutto il Regno Unito”, ha dichiarato Gove.

Il Governo Uk ha stimato che, solo nel 2015, sono state circa 10.000 le tonnellate di pesce pescate da navi provenienti da Francia, Belgio, Germania, Irlanda e Paesi Bassi in acque inglesi.

Tuttavia Barnier ha prontamente respinto l'affermazione del ministro britannico, negando che la Gran Bretagna, una volta uscita dalla Convenzione, sarebbe in grado di dettare unilateralmente i termini di accesso alle sue acque.

“Uk denuncia la Convenzione di Londra = nessun cambiamento: la politica comune Ue sulla pesca l'aveva già superata", ha scritto Barnier su Twitter, aggiungendo che gli interessi dei rimanenti 27 Stati in materia di pesca saranno prioritari durante i colloqui per il divorzio.

Infine, il ministro irlandese dell'Agricoltura, dell'Alimentazione e degli Affari marittimi, Michael Creed, ha affermato che la decisione di Londra è "sgradevole ed inutile". "Tutto questo non fa altro che aumentare le tensioni intorno ai negoziati", ha spiegato Creed all'emittente televisiva Rte.





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