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di Di Francesco Pucci - MF Dow Jones News

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Luis de Guindos avvicina la Germania alla presidenza della Bce

20/02/2018 10:52

Il Ministro delle Finanze spagnolo, Luis de Guindos, è stato designato vicepresidente della Banca centrale europea. La sua nomina è stata sostenuta dalla Germania, e apre la strada all'attuale presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, che potrebbe prendere il posto di Mario Draghi come presidente dell'Istituto di Francoforte, alla scadenza del suo mandato ad ottobre 2019.

La designazione del Ministro delle Finanze spagnolo, Luis de Guindos, da parte dell'Eurogruppo per la successione a Vitor Constancio come vicepresidente della Banca centrale europea apre la strada allo scenario di un possibile scambio di favori tra Madrid e Berlino.

Infatti, il sostegno della Germania alla candidatura del funzionario governativo della Spagna, potrebbe rivelarsi propedeutico a un appoggio a parti invertite a ottobre 2019, quando si dovrá decidere il nome del nuovo presidente della Bce dopo la scadenza del mandato di Mario Draghi.

Di questa opinione sono anche gli economisti di Intesa Sanpaolo, secondo i quali "de Guindos è stata appoggiato dalla Germania e non si può escludere che la Spagna decida in cambio di appoggiare una candidatura tedesca alla presidenza" dell'Istituto di Francoforte.

Il futuro braccio destro di Draghi, qualora venisse confermato dai leader dei Governi dell'Unione europea, dovrebbe inoltre rivelarsi a favore di un approccio monetario piú restrittivo rispetto alle misure di stimolo introdotte dalla Bce durante la crisi dell'Eurozona, avvicinandosi così alle posizioni della Bundesbank tedesca.

In aggiunta, de Guindos dovrebbe unirsi al board direttivo dell'autoritá monetaria europea a partire dalla riunione di giugno, giusto in tempo per discutere del destino del programma di allentamento quantitativo dell'Istituto, in scadenza a settembre. Questo rappresenterá probabilmente il primo vero test per il possibile allineamento di Madrid a Berlino, che dal canto suo vorrebbe un'interruzione immediata del Qe senza ulteriori tapering.

L'attuale Ministro delle Finanze della Spagna era da lungo considerato il favorito come nuovo braccio destro del presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, grazie all'incessante lavoro dei funzionari del Paese iberico per sostenere la sua candidatura.

Giá nel 2012, al termine del mandato di Manuel Gonzalez Paramo all'interno del Consiglio esecutivo della Bce, lo stesso de Guindos aveva sottolineato che la scelta di un membro del Lussemburgo anzichè di uno spagnolo violava una norma consuetudinaria in base alle quale le quattro principali economie dell'Ue, ossia Germania, Francia, Italia e Spagna, avrebbero dovuto sempre mantenere un seggio nel board direttivo dell'Istituto di Francoforte. Da allora, il Governo di Madrid ha sostenuto che una volta uscita dalla crisi, la Spagna avrebbe "meritato questa posizione".

Inoltre, sono state proprio le misure volute da de Guindos a permettere di ripulire il sistema bancario spagnolo, aiutando il Paese iberico a trasformarsi da uno degli anelli deboli dell'Ue a uno dei migliori performer in termini di ripresa economica, con una crescita del Pil superiore a quella di molti altri Stati europei.





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