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di Mf-DowJones News

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#Media4EU: serve cooperazione sul mercato news Ue

08/06/2017 16:25

Gli attori del mercato editoriale stanno perdendo la sfida con i nuovi mezzi di informazione. Social network e motori di ricerca rischiano di oscurare definitivamente i media tradizionali, finora incapaci di rinnovarsi. Ma una cooperazione dell'informazione tra Paesi potrebbe cambiare le cose

Cooperazione digitale, maggiore scambio dati e condivisione di competenze ed esperienze tra i produttori di informazioni dell'Ue. Sono questi i punti di #Media4EU, la ricerca dedicata all'innovazione nel campo dell'informazione promossa da EurActiv, presentata oggi a Roma.

I media tradizionali devono trasformarsi radicalmente in modo da poter competere con le piattaforme social, e ciò potrebbe accadere attraverso la cooperazione e l'integrazione europea. La stampa tradizionale ha risposto alla globalizzazione con un approccio troppo localista; e soprattutto il modello di business editoriale non è più legato solamente alla pubblicità, ma anche all'organizzazione di eventi e partnership inedite.

Negli ultimi 10 anni le risorse destinate all'editoria sono state progressivamente ridotte fino al 50%. Con l'avvento di Facebook, Twitter, Google e delle altre piattaforme digital il settore dell'informazione è mutato in maniera sostanziale. Non solo è cambiato il mercato economico legato alle news, ma sono cambiati anche metodi e tempistiche per raggiungere i lettori.

Il sostanziale stato di fermo dell'editoria europea può essere riavviato attraverso progetti ed investimenti in partnership. L'Unione europea sta lavorando allo sviluppo di un Mercato unico digitale che sfrutta un modello di diffusione orizzontale per ridurre gli ostacoli, ma da solo non basta. Serve ridurre il gap tra Paesi sia in termini di età/competenza che di modello di editoria/business.

Per ottenere simili risultati bisognerebbe puntare inoltre su un progetto definito Erasmus4Media, in grado non solo di alimentare uno scambio di contenuti, ma di far condividere tra Paesi tutti gli aspetti cardine della comunicazione. Un piano capace di interessare e coinvolgere anche molteplici aziende e think tank.

Per Christophe Leclercq, presidente e fondatore di EurActiv, l'industria dell'informazione vive una crisi parallela ed equivalente a quella che sta vivendo l'Europa. In una situazione simile però non mancano gli elementi per immaginare un'inversione di tendenza. "La domanda di condivisione di informazioni in Europa è alta, ma al contempo c'è un'esigenza di migliorare questo tipo di scambio. Bisogna trovare un modo per sostenere questo processo", ha affermato Leclercq.

Nell'attuale scenario caratterizzato dai social network "il settore media o si adatta o muore", ha aggiunto.





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