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di EurActiv.com, traduzione di Barbara Pianese

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Medici senza Frontiere: in Ungheria abusi su migranti

02/08/2016 17:19

La situazione sulla rotta migratoria dei Balcani sta diventando sempre più preoccupante, secondo Médecins Sans Frontières. L'organizzazione accusa l'Ungheria di usare una violenza " eccessiva " nei confronti dei migranti bloccati nella zona

Nel mese di marzo i leader dell'Ue hanno deciso di chiudere la rotta balcanica utilizzata dalla maggior parte dei migranti per raggiungere l'Europa, lasciando migliaia di persone intrappolate nella regione. Per questa ragione Médecins Sans Frontières ha definito miope la politica delle "frontiere chiuse", sottolineando come il problema dei rifugiati non sia stato risolto.

In particolare la sede serba di Médecins Sans Frontières ha recentemente messo in guardia sul deterioramento della situazione nel paese. Le diverse equipe del territori hanno, infatti, rilevato una situazione umanitaria e medica in peggioramento a causa delle restrizioni ai confini imposte a migliaia di migranti e richiedenti asilo.

"Negli ultimi mesi, un numero crescente di nostri pazienti ha segnalato casi di violenza e di abuso. Molti di questi casi sono stati presumibilmente perpetrati dalle autorità ungheresi”, ha specificato il capo missione di MSF in Serbia, Simon Burroughs. "Condanniamo fortemente l'uso eccessivo della forza e sollecitiamo le autorità ungheresi a prendere le azioni necessarie per porre termine ad azioni di questo tipo", ha aggiunto.

I piani dell'Ue per ripartire i migranti tra i diversi Stati membri hanno finora portato scarsi risultati. In totale solo 3.056 persone sono state trasferite (2.213 dalla Grecia e 843 dall’Italia), mentre la Commissione mirava al dislocamento di 6.000 persone al mese.

Il primo ministro dell'Ungheria, Viktor Orbán, resta però del tutto contrario al piano della Commissione, annunciando per il prossimo 2 ottobre un referendum nel paese in tema. Budapest sostiene, infatti, che il piano viola la sovranità nazionale del paaese e che c'è il pericolo che i terroristi possano entrare nel paese sotto mentite spoglie.





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