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di Di Davide Annarumma e Francesco Pucci - Dow Jones News

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Mercati apprezzano soft Brexit proposta da May

22/09/2017 18:20

Il primo ministro britannico, Theresa May, ha pronunciato oggi il suo discorso sullo stato delle negoziazioni tra Ue e Regno Unito a Firenze, sorprendendo i mercati e pronunciandosi più a favore di una "soft Brexit". La sterlina ha perso valore, riguadagnando parzialmente terreno alla conclusione dell'intervento.

Il primo ministro britannico, Theresa May, è intervenuta oggi a Firenze per discutere degli avanzamenti della Brexit. Gli operatori hanno ascoltato con molta attenzione le sue parole, per poter avere qualche delucidazione sullo stato dei negoziati fra Unione Europea e Regno Unito.

L'inquilino di Downing Street "ha puntato sull'ipotesi soft Brexit, che potrebbe portare vantaggi sia alla Gran Bretagna sia all'Unione Europea, e che è quella che piace di piú ai mercati". Lo dichiara Massimo Intropido, analista di Ricerca e Finanza. Secondo l'esperto, "bisognerá ora vedere la risposta dell'Ue, il capo negoziatore dell'Unione, Michel Barnier ha aperto qualche porta, ricordando che si può trattare, ma loro sono fuori". Sul fronte dei mercati, si tratta però "di una reazione talmente lieve che è difficile attribuirla unicamente alle parole di May, visto che gli operatori erano abbastanza fermi in vista delle elezioni tedesche di domenica", conclude Intropido.

Tuttavia, Theresa May non ha fornito molti dettagli su come vede le relazioni tra Regno Unito e Paesi dell'Unione europea dopo la Brexit. La premier britannica ha affermato che non si aspetta un accordo simile a quello tra il Canada e l'Ue o un qualcosa di simile a una membership dell'Area Economica Europea. May ha sottolineato che vorrebbe che il suo Paese formasse una propria tipologia di relazione con i Pesi europei. "Cerchiamo di essere creativi", ha affermato il capo del Governo londinese. Un simile livello di incertezza risulta deleterio per la sterlina, che ha tuttavia guadagnato leggermente quando il primo ministro ha detto che dovrebbe esserci un periodo di transizione di circa due anni, che darebbe al Regno Unito e alla valuta britannica un pò piú di tempo per adattarsi ai nuovi scenari.

Malgrado le aspettative, "il discorso di May ha offerto ben pochi dettagli e ancora meno sorprese". Lo afferma Tim Graf, strategist di State Street Global Markets, spiegando come lo spunto piú interessante per i mercati sia "il desiderio espresso in maniera formale di ottenere un periodo di transizione di circa due anni", a partire da marzo 2019. Secondo l'analista, "nel breve periodo, l'assenza di dettagli forniti dal leader del Governo britannico potrebbe provocare uno stallo nei negoziati". Nel corso del discorso, la sterlina si è indebolita e i rendimenti dei buoni del Tesoro sono calati, per poi tornare sui livelli precedenti, "forse proprio in reazione a un discorso che non ha rivelato molte informazioni nuove".

Durante il discorso di May si è registrato inizialmente un "deprezzamento della sterlina contro il dollaro", dichiara Roberto Mialich, economista valutario di Unicredit. Secondo l'esperto, "le dichiarazioni indicano che il Regno Unito voglia uscire dall'Ue prima del 2019". Inoltre, l'analista ricorda che negli scorsi giorni la valuta britannica si era apprezzata, e che probabilmente il movimento è stato "uno storno sulla sterlina".

Infatti, il cambio gbp/usd ha toccato il minimo intraday a 1,3495, e l'euro ha toccato i massimi da due giorni contro la valuta britannica a 0,8870.

Oggi si è registrata "una giornata movimentata, in particolare in Gran Bretagna. Il Ftse 100 ha corso molto, si mantiene sopra i 7000 punti". Lo dichiara Filippo Diodovich, strategist di Ig. Questa reazione dei mercati "potrebbe essere stata accentuata da Theresa May, che forse un pò a sorpresa ha adottato un tono un pò piú morbido durante il suo discorso di Firenze", sottolinea lo strategist. Il Ftse 100 ha chiuso guadagnando lo 0,64%.

Successivamente, la sterlina ha recuperato il terreno che aveva perso all'inizio del discorso di Theresa May a Firenze, dichiarano gli strategist di Ig. "Si registra un effetto contrastato, la valuta britannica è prima scesa e poi è risalita", commentano gli analisti. "La cosa piú interessante da notare è che Theresa May ha fatto dichiarazioni piú nel senso della soft Brexit rispetto a quanto atteso dai mercati. E' un segnale che vuole restare partner dell'Ue, non abbandonarla", concludono gli esperti.





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