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di Sarantis Michalopoulos - EURACTIV.com

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Ministro Galletti: l’agricoltura e l’ambiente devono andare ‘di pari passo’

30/11/2017 11:00

L'agricoltura e l'ambiente devono andare di pari passo, tenendo conto del ruolo che ciascuno svolge, ha dichiarato a EURACTIV.com il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti. Guarda il Multimedia Report | CIO' CHE L'ITALIA VUOLE DALL'AGRICOLTURA EUROPEA

Galletti ha rilevato che l'agricoltura è indispensabile per l'ambiente, non solo perché un buon ambiente è favorevole alla buona agricoltura, ma anche perché una buona agricoltura corrisponde a un buon ambiente.

Il ministro ha collegato il ruolo dell'agricoltura agli impegni che l'Europa ha assunto firmando l’accordo di Parigi. "I contributi del mondo agricolo dovrebbero essere lì e devono essere decisivi".

Secondo il ministro, l'agricoltura di precisione e l'introduzione di nuove tecnologie nel settore agricolo potrebbero contribuire a raggiungere quegli obiettivi virtuosi che l'Europa ha sottoscritto, riducendo le emissioni di CO2 del 40% entro il 2030.

"Questo deve avvenire in armonia, sapendo che l'agricoltura è una parte importante dell'economia, che l'agricoltura ha una forte prospettiva di crescita e che impiega molte persone", ha spiegato.

Rafforzamento dei pagamenti diretti

Intervenendo al Global Food Forum organizzato dal think tank Farm Europe a Treviso il 19 Ottobre scorso, Massimiliano Giansanti, presidente dell'organizzazione agricola italiana Confagricoltura, ha dichiarato che la politica agricola comune post-2020 (PAC) dovrebbe rafforzare il suo primo pilastro: i pagamenti diretti.

"È un elemento essenziale nella strutturazione della PAC", ha sottolineato Giansanti, aggiungendo che d'altra parte la PAC deve aiutare gli agricoltori alla luce dei cambiamenti climatici che stanno influenzando sempre più la loro attività riducendo i rischi e stabilizzando i prezzi.

"Per noi, la sfida più grande è la semplificazione della PAC. Nel corso degli anni, abbiamo conosciuto una PAC che è stata generosa con gli agricoltori ma i cui benefici sono stati piuttosto difficili da ottener," ha osservato Giansanti.

"Ed è troppo burocratica, abbiamo bisogno di una PAC che sia più facile da accedere e possa consentire all'agricoltore di essere più un agricoltore e meno un impiegato amministrativo," ha aggiunto, sottolineando che gli agricoltori devono produrre tonnellate di documenti per ottenere contributi dall’Unione Europea.

Vedi anche: Chi guida la qualità nel settore agroalimentare Ue?

Scambi commerciali e indicazioni geografiche

Giansanti ha anche parlato dell'accordo commerciale che l'UE sta negoziando con i paesi terzi. Ha detto che il problema è sorto dal fallimento dei negoziati all'interno dell'organizzazione mondiale per il commercio [OMC], dove non c'è stato alcun successo, e quindi, le negoziazioni sono diventate bilaterali.

"Dagli accordi bilaterali ci sono alcune opportunità. Il CETA è un grande successo per noi perché ha riconosciuto nel mercato canadese ben quarantuno indicazioni geografiche italiane che fino ad oggi non sono state riconosciute ", ha affermato.

Ha notato che le aziende italiane inizieranno ad esportare in un mercato importante che sa come premiare la qualità dei prodotti italiani.

"Ora che i mercati si stanno aprendo, saremo sempre più presenti e, di conseguenza, il consumatore che vuole mangiare il vero prodotto italiano può scegliere il prodotto certificato che oggi, sfortunatamente, non riesce a trovare".

Vedi anche: I greci temono di perdere il loro "oro bianco" con il CETA





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