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di Jorge Valero | EURACTIV.com | Traduzione di Miryam Magro

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Moscovici: buone notizie da Italia, Portogallo e Spagna

23/05/2017 09:29

Il commissario europeo per gli affari economici ha accolto positivamente i progressi fiscali fatti da Roma, Lisbona e Madrid, e ha parlato di un nuove opportunità per una maggiore integrazione dell'Eurozona.

Quanto è importante per la Commissione Ue che il Portogallo esca dalla procedura di deficit eccessivo?

Dal 2009 il Paese è stato sottoposto alla procedura di disavanzo eccessivo e ha eseguito un programma di aggiustamento con conseguenze sociali estremamente dolorose. Così dopo nove anni siamo in grado di porre fine a questa procedura. Perché ora? Perchè il deficit portoghese è sostenibile sotto la soglia del 3%, lo è persino al di sotto del 2%. Si tratta di un segnale estremamente rassicurante anche per chi non fosse sicuro della credibilità dell'economia portoghese e della solidità delle sue finanze. Le cose in Portogallo vanno molto meglio. Questa è una buona notizia per lo Stato, ma lo è anche per la Commissione europea e per tutta l'Europa. Alcuni sono scettici sul funzionamento del Patto di stabilità e crescita, ma quando esaminiamo i progressi compiuti dal 2011 al 2017, possiamo notare che da 24 Paesi sotto procedura di deficit eccessivo nel 2011 siamo passati oggi ad avere solo quattro, e questo dimostra che le regole funzionano. Ricordo che il livello medio dei disavanzi nell'eurozona nel 2011 era del 6% e oggi è dell'1,4%. Allo stesso tempo, questa manovra non si basa su politiche che danneggiano la crescita, che è infatti in aumento nella zona euro, attestandosi attualmente all'1,8% con una creazione di posti di lavoro senza precedenti in Portogallo. Si può parlare di una buona notizia per tutti. Senza alcun dubbio possiamo dire che la politica di bilancio del governo portoghese è seria e Mario Centeno le sta attuando seriamente. Naturalmente, rimangono ancora incertezze sull'impatto della ricapitalizzazione delle banche, sia quest'anno che nel lungo periodo. Non abbiamo ancora dati definitivi, che verrano forniti in un secondo momento dall'Eurostat. Ma tenendo conto delle nostre conversazioni con le autorità portoghesi, riteniamo che questa ricapitalizzazione non avrà un impatto sostanziale al di sopra della soglia del 3%. L'anno prossimo, le finanze portoghesi saranno solide e ritorneranno al di sotto della soglia del 3%. Per questo motivo abbiamo deciso, all'unanimità, di porre fine alla procedura di disavanzo eccessivo.

La infastidisce che nel dibattito sull'Europa, in particolare in Italia, i politici si riferiscano ad un'Unione dei tecnici o degli "Eurocrati"?

Non so se la cosa mi infastidisca davvero ma sicuramente mi fa sorridere. La trovo una cosa davvero ingiustificata. Se c'è un Paese che non può pensare che questa Commissione sia una tecnocratica, è proprio l'Italia. È infatti l'unico Stato che ha beneficiato di tutta la flessibilità offerta dal patto di stabilità, e stiamo parlando di oltre 10 miliardi di euro nel 2016. Abbiamo concesso all'Italia la clausola di riforma strutturale, nessun altro ha ottenuto una cosa del genere. La Finlandia lo riceverà quest'anno. Sempre nel 2016 abbiamo inoltre concesso a Roma la clausola d'investimento, tenendo in considerazione i ritardi nella fornitura di fondi strutturali del Paese. Abbiamo ritenuto sufficienti per soddisfare i criteri del patto di stabilità e crescita le misure di bilancio in vigore per il 2017 quindi, francamente, chiunque accusi la Commissione di essere un "guardiano delle regole esigente" non può parlare seriamente. La Commissione europea svolge il proprio ruolo. Riteniamo che l'Italia sia un Paese centrale e cruciale per l'Eurozona, uno Stato in cui gli sforzi per attuare le riforme hanno bisogno di un sostegno da parte nostra, Bruxelles deve essere comprensiva con Roma, con intelligenza e sensibilità. Penso che abbiamo preso delle decisioni, nel quadro delle regole, ovviamente, caratterizzate da una buona volontà politica che dovrebbe essere riconosciuta. E vorrei che il dibattito politico italiano smettesse di prendere posizione contro le istituzioni europee, dal momento che la Commissione è stata un amico vigile, impegnato e serio per l'Italia. Il dialogo che abbiamo con il Governo italiano è particolarmente intenso e amichevole. Non passa una sola settimana senza che io incontri [il ministro delle Finanze italiano] Pier Carlo Padoan. Tutto ciò ha portato a un progresso reale dell'economia del Paese. Ma siamo seri, siamo grandi amici d'Italia. Personalmente, mi considero un grande amico. Tutto quello che chiedo è che ci venga riconosciuto il merito di ciò.

Dunque l'Italia sta ricevendo un trattamento di favore?

Nessuno è trattato con più favore degli altri. Non voglio dare l'impressione che questa nostra benevolenza violi le regole: non è quello che stiamo facendo. Abbiamo sempre applicato le norme, ma con una certa flessibilità. Questa Commissione è seriamente impegnata nel controllo del bilancio ma agisce con sensibilità, intelligenza e ragione politica. Abbiamo appena preso in considerazione la situazione italiana. Quindi no, non c'è favorismo per l'Italia rispetto agli altri Paesi membri. Cerchiamo solo di essere giusti con tutti. Anche se ci ritroviamo sempre colpiti dalla stampa italiana, nonostante abbiamo fatto tutto ciò che è in nostro potere per sostenere il Paese.

Per attuare le riforme, c'è bisogno di stabilità politica. Con l'elezione di Pedro Sanchez come nuovo leader socialista pensa che la stabilità politica in Spagna sia a rischio e che ciò pesi sulle riforme economiche?

Non siamo preoccupati delle evoluzioni politiche che avvengono all'intero degli Stati membri dell'Unione, almeno finchè i populismi non avranno la meglio. Non commentiamo l'attività dei partiti politici europei. Ciò che sta accadendo all'interno del Psoe riguarda la Spagna, e la questione della stabilità politica del Paese è  compito del Governo di Madrid, non è nostro.

Crede che con l'elezione del nuovo presidente francese si sia aperta l'opportunità di una nuova dinamica politica in Europa?

Emmanuel Macron s è insediato all'Eliseo circaotto giorni fa, ma già ha dimostrato la sua forte volontà europea. Insieme al cancelliere tedesco e al primo ministro italiano ha già assunto il compito di approfondire ulteriormente l'integrazione europea promossa dalla Commissione. A livello personale, sono molto felice di questo perché per anni, quando facevo parte della squadra di Governo francese, ho proposto la figura specifica di un ministro delle finanze della zona euro e un bilancio dell'Eurozona. Il fatto che esista un gruppo di lavoro franco-tedesco, e che l'obiettivo di Francia, Italia e Germania sia quello di ridurre le divergenze all'interno della zona euro, tutto va nella giusta direzione. Quindi sì, credo che l'elezione di Macron abbia aperto una nuova finestra di opportunità. Questo non significa che si realizzerà tutto e subito, ma ora sappiamo che c'è il desiderio di andare verso un'Eurozona più integrata e più forte che crea più posti di lavoro e crescita. La Commissione europea, ed io in particolare, dedicheremo tutta la nostra energia politica a questo scopo.





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