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di Cécile Barbière, EURACTIV.fr | Traduzione di Miryam Magro

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Moscovici: Frexit sarebbe colpo fatale per l'Europa

13/04/2017 11:11

Il Commissario europeo per gli Affari economici, Pierre Moscovici, ritiene improbabile una vittoria di Le Pen alle elezioni, e prevede un calo del Pil della Francia al 2,9% nel 2017.

ll primo turno delle elezioni presidenziali in Francia si svolgerà fra due settimane. Cosa pensa del ruolo dell'Europa nel dibattito?

Su questo punto la campagna è senza slancio. E' come durante l'ultimo dibattito televisivo: interessante, imprevedibile, a volte confusa e, per certi versi, preoccupante dal punto di vista europeo. Il tema Europa è all'ordine del giorno, ma non è ancora abbastanza prioritaria. Ci sono molte critiche, ma poche soluzioni e idee chiare. La preoccupante tendenza dell'euroscetticismo in corso in Francia è senza dubbio una forza da non sottovalutare. Ma vorrei fare una distinzione tra Marine Le Pen e gli altri candidati. Le Pen rappresenta una fazione nazionalista che vuole la ‘Frexit’, ossia l'uscita della Francia dall'Unione europea e dall'euro. A mio parere, questa è una posizione fatale per l'Europa e terribile per la Francia.

Dopo la Brexit e l'elezione del presidente Usa Trump, le elezioni francesi rappresentano una nuova opportunità per l'ondata populista. Ritiene che la Commissione europea abbia un piano B in caso di vittoria dell'estrema destra anti-europeista?

Mai avere un piano B, perché significa che non credi nel tuo piano A. Il piano A è forte, la Francia è ancorata all'interno dell'Ue. Molti analisti di tutto il mondo oltre che europei sono preoccupati di una possibile vittoria di Le Pen a queste elezioni. Personalmente, penso che ciò sia più che improbabile. Non vedo alcuna ragione per cui più del 50% degli elettori francesi dovrebbe dare fiducia ad un progetto suicida per la Francia e pericoloso per l'Unione europea come questo. Ma il semplice fatto che Le Pen, in tutti i sondaggi, risulti vicnitrice al secondo turno con il 40% dei voti è già un sintomo che qualcosa non va in Francia. I sostenitori dell'Unione europea dovranno ritrovare la loro voce nei mesi e negli anni a venire. 

Il progetto europeo, allo stato attuale, sopravviverebbe alla elezione di Marine Le Pen?

Credo che l'Unione europea, così com'è, sia il successore della riconciliazione franco-tedesca e rappresenti la necessità di superare l'eredità mortale lasciata dalla seconda guerra mondiale. Questa dualità è al cuore dell'Europa. Se uno di questi pilastri venisse meno, l'Unione come la conosciamo perderebbe gran parte del suo senso, della storia, del suo peso politico e della sua capacità di plasmare il mondo. È per questo che il progetto di Marine Le Pen è inaccettabile per gli europei. Ma anche per i francesi, in particolare quelli che dovrebbero pagare il prezzo di una eventuale Frexit, in termini di inflazione e di perdite dei posti di lavoro.

Anche il candidato Jean-Luc Mélenchon ha parlato di uscita dall'Unione europea, come suo piano B, nel caso in cui il suo piano A di una rinegoziazione del Trattato non dovesse realizzarsi. Un commento?

Non credo nè nel suo piano A nè nel piano B, ma quello di lasciare l'Unione è sicuramente un progetto pericoloso. Tuttavia non credo che il suo piano di rinegoziazione sia fattibile. Per cambiare l'Europa, e ha bisogno di un cambiamento, è necessario essere parte di esso. Dobbiamo semrpe essere pronti al compromesso, in primo luogo tra Francia e Germania, con il sostegno della Commissione, al fine di cambiare l'Europa. L'idea di una rinegoziazione globale ed unilaterale dei trattati non è compatibile con il DNA dell'Europa. Credo che a differenza di Le Pen, Mélenchon voglia veramente cambiare l'Unione europea, ma il suo metodo rischia di condurre il Paese in un vicolo cieco.

Diversi candidati, tra cui Hamon, hanno presentato alcune proposte di riforma dell'Eurozona. Questo tipo di progetto dovrebbe essere realizzato nel più breve tempo possibile?

Tre candidati hanno sollevato la questione della governance della zona euro: Benoît Hamon, Emmanuel Macron e François Fillon, e le loro idee sono molto diverse. Questo è un problema che va evidenziato. L'euro resta popolare perché è un baluardo contro l'inflazione e la volatilità, ma non stimola l'economia. Se non saremo in grado di avviare un progetto serio sulla zona euro nei prossimi anni, come la creazione di un bilancio dell'Eurozona  per incentivare gli investimenti, ci troveremo ad affrontare difficoltà gravi. In termini di controllo democratico della zona euro, credo sia necessario costruire sulle istituzioni esistenti e cambiarle. Il controllo democratico potrebbe essere esercitato da un ente come il Parlamento europeo. Abbiamo anche bisogno di un ministro delle Finanze della zona euro o di un alto rappresentante. Ho fatto le mie proposte sulla governance e sono state ampiamente riprese da Emmanuel Macron.

Tutti i candidati sembrano impegnati a cercare di superare la regola del deficit al 3%. Disavanzo che la Francia deve abbassare nel 2017, in linea con le norme UE. Cosa ne pensa?

Contrariamente a quanto si possa pensare, questa regola non è una punizione, è una necessità. Attualmente, solo due paesi della zona euro su 19 sono al di sopra del target del 3%: la Spagna e la Francia. Secondo le nostre stime, il deficit della Francia scenderà al 2,9%. Il messaggio che voglio inviare ai candidati è che continuando ad accumulare debito si mette a repentaglio il futuro del Paese. E 'estremamente importante per la credibilità di bilancio della Francia. Una marcia indietro da parte del nuovo Governo sugli impegni presi con Bruxelles, significherebbe offuscare l'immagine del Paese. La Francia non può permettersi di essere nel 2018 è l'unico Stato con un deficit al di sopra del 3%! Il compito della Francia è quello di essere il motore dell'Europa, non una carrozza. Il rispetto del target al 3% non è un optional. E 'una necessità politica.





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