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di James Crisp – traduzione di Giorgia Crespi

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Naomi Klein: alla Cop21 la Francia ha sfruttato la strage di Parigi

23/03/2016 15:07

Dopo gli attacchi di novembre, la Francia ha vietato i cortei durante la Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (Cop21), che Parigi sta ospitando. Il 10 dicembre Klein ha dichiarato: “Credo che il governo francese abbia approfittato del dolore e della paura della gente, e questo deve finire”.

L’autrice del bestseller This Changes Everything è a Parigi per la Cop21, che si concluderà oggi. La conferenza ha coinvolto quasi 200 Paesi per la negoziazione internazionale volta a porre un freno al riscaldamento globale. La giornalista canadese, un’eroina per la sinistra, stava parlando a un pubblico estasiato di 1.000 attivisti in occasione di un evento a latere tenuto al Le Centquartre, un centro culturale nel 19° arrondissement.

La capienza del locale è di 2.000 persone e ieri sera c’era posto solo in piedi. Inoltre, la location è situata solo a 3,6 km dal teatro Bataclan, dove i terroristi hanno freddato 89 fan durante il concerto degli Eagles of Death Metal. Per la giornata di sabato, i manifestanti hanno in programma di prendersi “l’ultima parola” sulla Cop21, sfidando il divieto di manifestare. “Non otterremo nulla se non difendiamo il nostro diritto di scendere in strada, e il nostro diritto a organizzarci, e il 12 dicembre a mezzogiorno, ci riprenderemo la strada”, ha affermato la Klein tra gli applausi.

Gli attivisti oggi hanno informato che la protesta avrà luogo all’Arco di Trionfo, vicino al monumento al milite ignoto. A mezzogiorno del dodicesimo giorno del dodicesimo mese, “onoreranno le vittime del cambiamento climatico”. Si spalmeranno di vernice rossa per simboleggiare le linee rosse dell’accordo che non tollereranno siano superate.

Passando al francese, la Klein ha dichiarato: “Libertà non è solo una parola. È un dovere. Non riguarda solamente le partite di calcio e i mercatini di Natale”. Non è la prima volta che Klein, il cui pubblico si azzuffa per un autografo sotto il palco, ha criticato la Francia per aver consentito la continuazione del campionato di calcio e dei mercatini di Natale, ma non delle manifestazioni.

Tuttavia, l’accusa che la Francia abbia sfruttato la tragedia degli attacchi terroristici dell’Isis è un’esagerazione della sua retorica. In precedenza aveva attribuito la colpa del divieto a una sedicente influenza delle grandi multinazionali sulla Cop21, descrivendo i cortei vietati come “vittime dell’austerità”. Il governo francese non ha fornito abbastanza finanziamenti statali alla conferenza, inducendo le multinazionali a sponsorizzare le trattative, ha affermato.

Nonostante le invocazioni alla libertà di parola, Klein è estremamente prudente con la stampa. Si dice che richieda le domande delle interviste in anticipo e di recente avrebbe snobbato un’intervista con Le Monde. La Cop si è svolta lungo gli ultimi quindici giorni. Fino a ieri sembrava probabile, in caso di raggiungimento di un’intesa, che i governi potrebbero fissare un tetto di due gradi oltre i livelli preindustriali, con un obiettivo di lungo termine di 1,5 gradi.

Tuttavia, Klein, che per molti tra il suo pubblico l’altra sera è stata una “star”, ha dichiarato che qualsiasi accordo è destinato a fallire. “Questo incontro sul clima ha fallito prima di iniziare”, ha affermato. L’evento dal titolo Il capitalismo vs il clima poggiava sulla tesi che gli accordi di libero scambio, come il controverso Transatlantic Trade and Investment Partnership, che l’Ue sta negoziando con gli Stati Uniti, mettano a rischio la salute del clima. Per Klein, l’accordo Cop21 dovrebbe fornire ai Paesi in via di sviluppo, molti dei quali sono più a rischio di cambiamenti climatici, la stessa protezione che il Ttip offrirà alle multinazionali.





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