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di Daniela Vincenti | EURACTIV.com | Traduzione di Miryam Magro

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Negoziati Ue per nuove regole anti-dumping verso la Cina

12/09/2017 15:50

Il commissario europeo per il commercio, Cecilia Malmström, oggi a Strasburgo per cercare accordo con il Parlamento Ue su nuove regole di mercato, in particolare con la Cina.

La Commissione europea ha aperto a luglio i negoziati con i Governi dei Paesi membri dell'Unione per definire le nuove regole sui dazi all'importazione e mettere fine alle attività scorrette, in particolar modo dalla Cina.

"Non passeremo alla storia come quelli che hanno aperto il proprio mercato alla Cina, ignorando completamente le possibile conseguenze drastiche per l'industria e il settore manifatturiero europeo", ha dichiarato Gianni Pittella, capo gruppo dell'S&D al Palrlamento Ue, il quale è impegnato a respingere ogni possibile mossa della Commissione che abbia il fine di garantire il Meccanismo europeo di stabilità alla Cina. "Al momento, le condizioni per concludere un accordo trilaterale non sono state ragiunte", ha aggiunto Pittella.

La Commissione ha elaborato una relazione contenente una ricerca sulle distorsioni di produzione in Cina che copre quattro settori: acciaio, alluminio, ceramica e prodotti chimici, che dovrebbe sostituire i metodi di economia non di mercato applicati fino ad ora alla Cina, spostando l'onere della prova all'Ue.

"Le nostre richieste sono chiare: nessun onere supplementare deve essere imposto all'industria europea. Occorre prendere in considerazione anche il dumping sociale e ambientale ", ha dichiarato Pittella.

Nel corso degli ultimi anni, i posti di lavoro e le imprese europee hanno subito pressioni crescenti a causa della crescente capacità produttiva della Cina e dell'economia agevolata, soprattutto nel settore dell'acciaio. L'Europa è stata inondata di prodotti a buon mercato venduti al di sotto dei costi di produzione. Ciò ha compromesso la competitività dell'industria europea e ha causato la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro in tutta l'Unione.

Gli eurodeputati socialisti sono sostenuti dal presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, precedentemente commissario all'imprese e all'industria presso la Commissione europea, che si è interessato personalmente al fascicolo. La settimana scorsa, Tajani ha affermato che il Parlamento non avrebbe accettato un regolamento che sposta l'onere della prova sull'Ue.

Tajani e Salvatore Cicu (Ppe), hanno dichiarato che non ci sarà "nessun accordo" a meno che il nuovo regolamento non protegga effettivamente i produttori dell'Ue. Tuttavia,  il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, sta spingendo dietro le quinte per un accordo su una nuova metodologia antidumping. I membri del Parlamento hanno ripetutamente sollecitato la Commissione europea a contrastare la concorrenza sleale della Cina in modo conforme alle norme dell'Organizzazione mondiale del commercio. La Commissione respinge linfatti a posizione del Parlamento sull'onere della prova sulla base del fatto che non sarebbe compatibile con l'Omc.

L'Unione europea non può permettersi un sistema che potrebbe mettere a rischio milioni di posti di lavoro e investimenti nell'Ue. "I produttori europei condividono la preoccupazione del Parlamento secondo cui la metodologia antidumping proposta dalla Commissione non sarebbe sufficientemente robusta. Non solo non riuscirebbe a risolvere la minaccia delle importazioni con distorsoni significative ma la mancanza di solidità del regolamento porterebbe davanti alla Corte di giustizia europea una miriade di casi da chiarire", ha dichiarato Ines van Lierde, presidente di una coalizione di industrie dell'Unione europea industrie sotto la bandiera dell'Alleanza AEGIS.

La Commissione "non ha le risorse necessarie, la capacità e l'accesso alle prove necessarie per dimostrare due livelli di distorsione: quelle "dei costi dettagliati" e quelle  "sistemiche orizzontali" in un determinato Paese al di fuori dell'Ue. La proposta della Commissione crea un rischio sostanziale per l'industria dell'Unione, che potrebbe non avere una difesa commerciale efficace ", ha avvertito Van Lierde.

 





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