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di Maria Luisa Pieri - ItaliaOggi

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No al semaforo sul cibo: coltivatori, industria e sindacato lo bocciano

12/04/2017 10:39

Al Vinitaly Coldiretti, Federalimentare e Uila si schierano contro l'etichettta nutrizionale

Asse Coldiretti-Federalimentare-Uila contro l'etichetta a semaforo. Non solo imprese e industria, infatti, ma anche il sindacato fortemente rappresentativo nelle multinazionali che hanno promosso l'etichetta a semaforo (Nestlè, Coca-Cola, Mars, Mondelez e Unilever) è contrario a un sistema che non valorizza e protegge il Made in Italy.

In nome del quale, messi da parte reciproci interessi di natura diversa, imprese-industria-sindacato hanno manifestato apertamente, nel corso della tavola rotonda «Mangio italiano, voglio un lavoro etico» organizzata dalla Uila-Uil al Vinitaly, il proprio favore verso un'etichetta trasparente sia in termini di tracciabilità che di valore nutrizionale dei prodotti, senza dimenticare l'eticità del lavoro, ovvero l'assenza dello sfruttamento nel processo produttivo.

«È un sistema assurdo che induce il consumatore in errore e va combattuto» ha detto il presidente Coldiretti Roberto Moncalvo, al quale ha fatto eco il presidente di Federalimentare Luigi Scordamaglia: «Non si può massificare il valore della nutrizione del prodotto a prescindere dalla qualità. Con Coldiretti ci accomuna la richiesta per una maggiore distintività delle produzioni e standard qualitativi più elevati. Sì alla massima trasparenza in etichetta, però siamo contrari a provvedimenti solo nazionali, che sono parziali».

In tal senso il ministro alle politiche agricole Maurizio Martina si è impegnato a portare avanti una battaglia per giungere a un sistema europeo di etichettatura uniforme. «È interesse dell'intero sistema evitare che si affermino modelli distorsivi di questo tipo» ha detto «e per questo andremo avanti con la nostra battaglia per arrivare a un sistema normativo comunitario chiaro e uniforme su tracciabilità e etichettatura». «Ci siamo riuniti qui oggi per ricercare il minimo comun denominatore tra le esigenze dell'industria agroalimentare, che non ha eguali al mondo, e quelle del comparto primario, che fa della tracciabilità la sua arma vincente» ha spiegato il segretario generale Uila Stefano Mantegazza. «A entrambi chiediamo di essere con noi nella battaglia contro lavoro nero e caporalato, anche con un'etichetta trasparente che guidi i consumatori verso produzioni di qualità anche etica, in modo che sia tracciato il prodotto ma anche il lavoro».

Voucher

Convergenza di intenti anche sui voucher. Se per Moncalvo è necessario «costruire ex-novo uno strumento che possa rispondere alle stesse esigenze di imprese e lavoratori», il sindacato è disponibile ad aprire un «confronto con il sistema delle imprese per individuare soluzioni utili a una gestione trasparente e condivisa del mercato del lavoro agricolo».

Caporalato

Condivisa poi la proposta di modifica della legge 199 e degli indici di sfruttamento che risultano penalizzanti per le imprese che operano nella legalità. «Creare subito linee guida per distinguere chi fa errori formali da chi sfrutta» è la necessità sottolineata da Moncalvo, appoggiata da Mantegazza secondo cui bisogna stabilire «un discrimine tra aziende che operano in un regime di sostanziale legalità da quelle che operano in condizioni di sfruttamento e illegalità, definendo la casistica dei diversi livelli di gravità degli indici di sfruttamento». Mantegazza ha colto l'occasione anche per fare delle proposte circa l'operatività della Cabina di Regia della Rete del lavoro agricolo di qualità, la gestione della rete sul territorio ai prefetti e alle parti sociali e l'introduzione del marchio etico e della premialità, sotto forma di sgravi contributivi, per le aziende che assumono manodopera attraverso la Rete.





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