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di Alberto Grimelli - ItaliaOggi

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Non ci sarà olio d'oliva per tutti

13/09/2017 09:23

Le rilevazioni ItaliaOggi-Teatro Naturale sulla campagna 2017: boom della Tunisia, ma il resto del Mediterraneo è al tracollo. Le giacenze sono a zero

Entro breve non ci sarà olio di oliva per tutti, poiché l'offerta sarà inferiore alla domanda.

La produzione olearia dei principali player del bacino del Mediterraneo dovrebbe arrivare a 2,3 milioni di tonnellate. La Siria, paese devastato e in guerra, ha una capacità produttiva di circa 150 mila tonnellate. A queste si aggiungono circa 200 mila tonnellate prodotte dall'insieme di tutti gli altri paesi produttori minori, come Francia, Croazia, Cipro ed Egitto, comprensivi quelli dell'Emisfero Sud. Si arriva quindi a un totale di 2,65 milioni di tonnellate, a fronte di 2,9 milioni di tonnellate di consumi mondiali.

Questo deficit sarebbe normalmente stato compensato dalle giacenze che, però, complici tre annate negative, si sono azzerate. In questo scenario l'unica nazione a sorridere sarà la Tunisia che dovrebbe raggiungere o superare la produzione record del 2015, con 300 mila tonnellate. Deludente, certamente sotto le attese, la situazione italiana.

Caldo e siccità hanno compromesso il raccolto negli oliveti non irrigui, ancora la stragrande maggioranza dell'olivicoltura nazionale. Ad aver risentito maggiormente delle condizioni climatiche sarà il Centro Italia, con particolare riferimento alla fascia tirrenica. Toscana, Lazio e Campania dovranno fare i conti con cali del 40-50% rispetto alla scorsa campagna olearia. In calo anche la produzione umbra del 15-20%.

Meglio la situazione sulla fascia adriatica, eccezion fatta per le Marche. Con il segno positivo, mediamente del 20%, troviamo sia l'Abruzzo sia il Molise. Situazione difficile e a macchia di leopardo in Puglia, complici anche le ultime grandinate, con un calo del 15% rispetto alla scorsa campagna olearia. In netta ripresa invece la Calabria, eccezion fatta per l'area di Catanzaro. Nel complesso potrebbe crescere di un 30%. Anche la Sicilia dovrebbe registrare un'ottima performance, in linea con quella della Calabria o anche superiore.

Sarà il Sud Italia a salvare la stagione olearia italiana, anche se la Liguria dovrebbe registrare una buona annata, al contrario del lago di Garda. L'Italia non dovrebbe andare oltre una produzione di 240 mila tonnellate di olio d'oliva. Si tratta di un dato in netta ripresa rispetto alle 182 mila dello scorso anno ma ben distante dalle 475 mila tonnellate del 2015.

Sarà però la Spagna, probabilmente, a subire il maggiore contraccolpo di un'annata decisamente negativa, con una produzione inferiore al milione di tonnellate. Un record negativo visto che il paese iberico è accreditato di una produzione potenziale di 2 milioni di tonnellate. Caldo e siccità hanno colpito anche lì, con particolare riferimento alla provincia di Jaen. In lieve controtendenza altre province andaluse, solo grazie all'entrata in produzione di nuovi impianti.

Produzione in linea con quella dell'anno passato in Grecia, 270 mila tonnellate, non grazie a Creta, tradizionale bacino oleario greco ma soprattutto per merito del Peloponneso. Buone produzioni in Turchia, circa 230 mila tonnellate, Marocco, 120 mila tonnellate e Portogallo, con 130 mila tonnellate. Sul versante prezzi, questi non sono destinati a salire particolarmente. Saranno le industrie olearie, come già avvenuto nel 2014/15, a ridurre i propri margini per evitare di perdere clienti. Infatti, sopra i 6-7 euro al litro si innesca un fenomeno sostituzione per cui i consumatori scelgono altri oli vegetali.





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