EurActive.it

Home > Opinioni > Nuove regole sul venture capital, fondamentali per PMI e startup

di Michael Collins | Invest Europe, traduzione di Barbara Pianese

Facebook Twitter Linkedin
Nuove regole sul venture capital, fondamentali per PMI e startup

06/09/2016 16:30

La proposta della Commissione europea di rivedere il regolamento EuVECA è positiva ma, qualora i cambiamenti non siano implementati, il venture capital europeo rischia di restare locale. Lo sostiene Michael Collins, direttore di Invest Europe, l’associazione europea del private equity e del venture capital

Il regolamento europeo sui fondi europei per il venture capital (EuVECA), entrato in vigore nel 2013, offre la possibilità ai venture capitalist di commercializzare in tutta l'Ue i corrispondenti fondi grazie ad un passaporto volontario valido in tutta Europa con il marchio EuVECA. Questo permette di raccogliere capitale più facilmente da investitori europei senza limitarsi a quelli domestici. Ma solo il 25% del venture capital europeo tra il 2013 e il 2015 è stato raccolto fuori dal paese di origine secondo i dati di Invest Europe, l’associazione europea del private equity e del venture capital.

Le ragioni sono diverse ed includono le limitazioni dei tipi di imprese in cui un EuVECA può investire, ma anche l’imposizione, in alcuni stati membri, del pagamento di imposte addizionali dai parte dei manager dei fondi per essere presenti in quelle giurisdizioni. Quest’ultima pratica rappresenta una barriera all’unione dei mercati dei capitali e dovrebbe essere messa fuori legge.

In realtà i problemi non si pongono per i fondi di venture capital in grandi paesi europei dove è possibile giovare di grandi masse di capitale a livello locale e dove è spesso facile raccogliere fondi senza il passaporto europeo sopracitato. Ma nei paesi membri più piccoli, con meno investitori domestici, le barriere alla raccolta fondi transfrontaliera tendono a non far crescere i fondi di venture capital piccoli e dipendenti dall’investimento pubblico.

Questo, a sua volta, rende difficile il business delle start-up che potrebbero trovare più facile cercare capitali in altri paesi extra-europei, come gli Stati Uniti. C’è quindi il rischio che anche l’imprenditoria segua la direzione del venture capital, lasciando l’Europa senza proprietà intellettuale, talento o il potenziale senza limite che questi imprenditori rappresentano.

Per questo, nonostante la revisione del regolamento EuVECA fosse prevista non prima dell’anno prossimo, la Commissione europea ha deciso di anticiparla, in linea con gli obiettivi del Piano sull’Unione del mercato dei capitali che mira anche a sviluppare misure alternative di finanziamento per le piccole e medie imprese (PMI).  

La proposta di revisione della direttiva è stata quindi pubblicata lo scorso 14 luglio per assicurare che imposte addizionali negli stati membri siano vietate ma anche per aumentare il numero di imprese in cui un fondo di venture capital può investire.

Questi ultimi, inoltre, sono spesso troppo piccoli per ricadere nella direttiva Alternative Investment Fund Managers (AIFMD), rivolta ad organismo più grandi. La direttiva EuVECA richiede, infatti, che il 70% dell’investimento del fondo vada a PMI (che per la Commissione europea deve avere meno di 250 dipendenti e un fatturato inferiore ai 50 milioni di euro). Quindi, se un fondo avvia uno o due investimenti in imprese con 251 dipendenti o con un fatturato eccedente anche di poco i 50 milioni, non può usare il passaporto EuVECA, limitando la sua capacità di attrarre investitori in altri paesi europei. La Commissione, quindi, mira ad aumentare a 499 dipendenti la soglia di definizione delle PMI. 

La catena di cibo per animali, la finlandese, Musti ja Mirri, è solo una delle quattrocento che ogni anno riceve il sostegno del private equity. Vaaka Partners ha investito nell’azienda nel 2010 permettendole di diventare il più grande retailer di cibo per animali in Scandinavia e il quarto in Europa.

Il gruppo di lavoro del Consiglio dell’Ue si incontrerà questa settimana per discutere le proposte EuVECA per la prima volta. Se le modifiche saranno approvate, miglioreranno il flusso degli investimenti in Europa. In caso contrario, potremmo vedere un numero maggiore di start-up o piccole aziende fallire nel raggiungere il loro potenziale o addirittura trasferirsi negli Stati Uniti assieme a tutto il loro potenziale di innovazione, crescita e lavoro.





EurActiv Network
Milano Finanza Interattivo © Milano Finanza 2017 Partita IVA 08931350154