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di Sarantis Michalopoulos | Traduzione di Miryam Magro

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Ong spingono per rapida delocalizzazione Agenzia Ue del Farmaco

13/04/2017 10:11

Inviata una lettera al Commissario per la Salute e la sicurezza alimentare, Vytenis Andriukaitis, e al capo negoziatore Brexit, Michel Barnier, per un trasferimento rapido e che non danneggi il settore.

La discussione sulla delocalizzazione dell'Agenzia europea del farmaco si è riaccesa dopo l'attivazione dell'art. 50 del Trattato di Lisbona da parte Governo di Londra, dove ha sede al momento l'agenzia.

Mercoledì scorso, tre associazioni di pazienti hanno inviato una lettera al Commissario per la Salute e la sicurezza alimentare, Vytenis Andriukaitis, ed a Michel Barnier, capo negoziatore Brexit dell'Ue, sottolineando la necessità di un rapido trasferimento dell'agenzia. L'Organizzazione europea dei consumatori (BEUC), il Forum Europeo dei Pazienti (EPF) e Malattie Rare EURORDIS-Europe, hanno dichiarato che il trasferimento imminente dell'Ema è fonte di ‘grande preoccupazione per i pazienti ed i consumatori in tutta l'Ue’. Secondo le Ong  la decisione di trasferimento dovrebbe essere presa“il più presto possibile”, per evitare ritardi nelle attività di farmacovigilanza e di valutazione dei nuovi farmaci. Nella lettera si legge inoltre che la valutazione della nuova sede "dovrebbe concentrarsi su fattori pratici e ambientali", sulle quali si baserà "la capacità dell'agenzia di avere il maggior numero di membri del personale esperto in servizio il più a lungo possibile, e di attrarre e coinvolgere in futuro i migliori esperti della società medica, scientifica e civile”.

Un portavoce della Commissione europea ha dichiarato che la decisione sulla sede delle agenzie comunitarie è determinata “di comune accordo tra i rappresentanti degli Stati membri riuniti a livello dei capi di Stato o di Governo, o dal Consiglio”. La dichiarazione congiunta e di strategia comune di Parlamento, Consiglio e Commissione Ue del 2012 sulle agenzie decentralizzate dell'Unione, stabilisce una serie di criteri da prendere in considerazione al fine di contribuire al processo decisionale per la scelta della sede opportuna per l'agezia. Un primo aspetto da prendere in considerazione è l'accessibilità del luogo, così come l'esistenza di strutture scolastiche adeguate per i figli dei membri del personale.

Tra i fattori da prendere in consderazione, suggeriti dalle Ong, ci sono inoltre i costi del Paese ospitante, in particolare per il trasporto e l'alloggio. Nella lettera delle associazini dei pazienti ai commissari Ue, viene inoltre suggerita la presenza di “un aeroporto internazionale con voli giornalieri diretti, a prezzi ragionevoli". Il costo del volo è infatti "un fattore importante che incide sul bilancio dell'Agenzia, ma lo è  anche per i rappresentanti dei pazienti e dei consumatori che sono tenuti a coprire le proprie spese ”. Infine, le Ong hanno indicato fra i requisiti anche la disponibilità di alberghi accessibili e con diverse categorie di prezzi, dove potersi sistemare restando nei pressi dell'Agenzia.

Diversi paesi europei hanno già espresso il loro interesse ad ospitare l'Ema, come Svezia, Danimarca, Italia, Francia, Irlanda, Germania, Grecia e Croazia. Con il sostegno del Governo spagnolo, anche Barcellona è entrata a far parte della rosa dei candidati. Già nel 1992 la capitale catalana si era offerta di ospitare l'agenzia, ma finì al secondo posto dopo Londra, attuale sede dell'Ema.





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