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di Giovanni Galli - ItaliaOggi

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Paesi emergenti gas-dipendenti

07/09/2017 10:01

Il consumo diminuisce negli Stati più sviluppati mentre è in forte crescita altrove. Sempre più grosse le navi che trasportano gas liquefatto

I paesi emergenti in Asia si rivolgono alle importazioni di gas naturale liquefatto (Lng) per compensare le forniture domestiche in diminuzione, rafforzando il commercio di Lng nella regione dal momento che la domanda da parte dei mercati più grandi è in diminuzione.Quasi il 90% della crescita globale della domanda di Lng verrà da economie emergenti entro il 2022 secondo le stime dell'Agenzia internazionale per l'energia (Iea), riportate dal Wall Street Journal.

I prezzi del gas naturale sono scesi al livello più basso nel decennio 2016, secondo la Iea, rendendolo una fonte di energia più accessibile per i paesi in via di sviluppo. Lng è un tipo di gas che viene convertito in forma liquida in maniera da poter essere trasportato dai paesi produttori a quelli consumatori dove viene riconvertito in forma gassosa.

Mentre la maggior parte della domanda arriverà dall'enorme mercato della Cina che compete con Singapore e Giappone per diventare essa stessa un hub per l'Lng, il resto della domanda arriva dalle economie più piccole, secondo quanto sostiene la Iea sul Wall Street Journal.

Le riserve di Lng si stanno esaurendo in paesi come Bangladesh, Pakistan e Filippine, costringendoli a cercare fonti esterne. Il Bangladesh ha gas naturale per solo altri 12 anni.

La crescita della domanda nei mercati dei consumatori tradizionali come Giappone e Corea del Sud è rallentata mentre quella dei più piccoli crescerà del 20% sul mercato globale di Lng entro il 2022, secondo le previsioni dell'Iea riprese dal Wall Street Journal. 

Storicamente, l'Asia è dipendente dal gas naturale trasportato liquefatto perchè le perché le condutture sono difficili da costruire in aree geografiche isolate per mercati insulari come il Giappone. E i costi di costruzione sono proibitivi per alcune nazioni in via di sviluppo.

L'alternativa più economica è realizzare terminali offshore, al largo, che costano molto meno di quelli a terra.

La società energetica nazionale di proprietà dello Stato del Bangladesh, Petrobangla, sta costruendo il primo terminale galleggiante di Lng al largo dell'isola di Moheshkhali, nel Golfo del Bengala, in parte finanziato da International Financed Corp, un ramo privato della Banca mondiale.

La domanda di gas del Pakistan nel 2015 è stata di 6 miliardi di piedi cubi (169,9 milioni di metri cubi) al giorno, mentre le sue forniture domestiche hanno coperto 4 miliardi di piedi cubi (113,2 mln di metri cubi) al giorno, secondo Engro Elengy Terminal Ltd., che gestisce il terminal Port Qasim. Dall'inizio del 2017, il terminal copre circa il 30% di tale deficit, secondo i dati di Engro Elengy Terminal.

La domanda di gas naturale da Australia, Giappone, Corea del Sud e Nuova Zelanda dovrebbe scendere a 206 miliardi di piedi cubi (5 miliardi e 833 milioni di metri cubi) nel 2022, dai 218 miliardi di piedi cubi (6 mld e 173 milioni di metri cubi) del 2016, secondo l'Iea. Nel frattempo, la domanda dei mercati emergenti dovrebbe balzare a 375 miliardi di piedi cubi (10,6 miliardi di metri cubi) nel 2022 dai 312 miliardi (8,8 miliardi di metri cubi) di piedi cubi dell'anno scorso.

Mentre i prezzi dell'Lng probabilmente rimarranno bassi per il prossimo futuro, la vera domanda è che cosa succederà quando i prezzi del gas naturale aumenteranno.





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