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di Sam Morgan - EURACTIV.com | Traduzione di Francesco Chierchia

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Parlamento Ue: rafforzare piano energie rinnovabili 2030

05/09/2017 11:00

Durante una riunione della commissione per l'energia del PE, gli eurodeputati hanno confermato di voler introdurre obiettivi per le energie rinnovabili più ambiziosi di quelli proposti da Bruxelles

Ieri il Comitato per l'industria, la ricerca e l'energia (ITRE) del Parlamento europeo ha discusso 1.300 emendamenti alla proposta iniziale della Commissione per una nuova direttiva sulle fonti energetiche rinnovabili. Dalla riunione è emersa una posizione comune e chiara: aumentare l'ambizione degli obiettivi energetici proposti da Bruxelles.

Il relatore della direttiva, José Blanco López, ha insistito sul fatto che "è necessario un accordo che vada oltre l'obbiettivo iniziale del 27%" di fonti rinnovabili entro il 2030 , sostenendo che "si tratta di una questione sociale". L'Europa ha bisogno di una nuova direttiva che "non si dimostri immediatamente obsoleta", ha aggiunto il politico spagnolo.

Il target del 27% entro il 2030 non è stato assegnato equamente tra tutti i Paesi Ue. E' stata riconosciuta infatti la differenza di risorse disponibili tra un membro e l'altro, e i governi del blocco sono stati liberi di stabilire il proprio obiettivo nazionale, a condizione che il risultato finale dei 28 Stati nel loro complesso sia appunto il raggiungimento del 27% di energie rinnovabili.

Tuttavia, fin da subito il limite proposto dalla Commissione è stato ritenuto troppo basso.

López ha inoltre affermato che il numero e il tipo di emendamenti presentati hanno suggerito che la nuova normativa dovrebbe includere sia obiettivi vincolanti per gli Stati membri, sia obiettivi più ambiziosi in generale.

Dall'altro lato, i politici conservatori del Parlamento la pensano diversamente. Sean Kelly (PPE) ha espresso il proprio disaccordo e ha sostenuto l'idea di una migliore governance piuttosto che l'imposizione di obiettivi nazionali vincolanti.

Hans-Olaf Henkel (ECR), vicepresidente della commissione ITRE, ha confermato la volontà di introdurre obiettivi più ambiziosi. Ma ha al contempo invitato ad aspettare che la Commissione fornisca dati più aggiornati sui costi prima di presentare ulteriori proposte.

L'eurodeputato lussemburghese, Claude Turmes, ha espresso il proprio sostegno verso obiettivi vincolanti a livello nazionale, aggiungendo che, ad esempio, il consumo di elettricità per le automobili dovrebbe essere collegato ad investimenti in fonti rinnovabili, "altrimenti, le vetture elettriche in Polonia funzioneranno a carbone".

Per Fredrick Federley (ALDE), invece, gli obiettivi nazionali rappresentano una preoccupazione secondaria, mentre l'attenzione dovrebbe essere posta sulla legislazione. "Se non verrà stimolato nessun investimento per il futuro, allora gli obbiettivi non contano", ha avvertito.

La commissione si riunirà nuovamente a Strasburgo la settimana prossima, e si pensa possa votare sulla direttiva il 28 novembre.





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