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di AgricolturaOggi, inserto di ItaliaOggi

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Pasta e riso, in Italia scatta l'obbligo di origine

14/02/2018 12:22

In vigore i decreti sull'etichettatura. Multe fino a 9.500 euro

In Italia scatta l'obbligo di indicazione in etichetta dell'origine di riso e pasta. E le aziende che non lo rispettano rischiano una multa salata, che va da 1.600 a 9.500 euro. Sono infatti entrati in vigore i due decreti, datati 26 luglio 2017, dei ministeri delle Politiche agricole e dello Sviluppo economico, pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale italiana n. 190 e n. 191/2017, che consentono ai consumatori di conoscere il luogo di coltivazione del grano e del riso in modo chiaro sulle confezioni. Nel solco di quanto fatto per latte e derivati, la sperimentazione è prevista per due anni.

Il decreto grano/pasta prevede che le confezioni di pasta secca prodotte in Italia dovranno avere obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture: Paese di coltivazione del grano: nome del Paese nel quale il grano viene coltivato; Paese di molitura: nome del Paese in cui il grano è stato macinato. Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi Ue, Paesi non Ue, Paesi Ue e non Ue; se il grano duro è coltivato almeno per il 50% in un solo Paese, come ad esempio l'Italia, si potrà usare la dicitura: «Italia e altri Paesi Ue e/o non Ue».

Il decreto sull'etichetta del riso prevede invece che debbano essere indicati: «Paese di coltivazione del riso»; «Paese di lavorazione»; «Paese di confezionamento». Se le tre fasi avvengono nello stesso Paese è possibile utilizzare la dicitura «Origine del riso: Italia».

I decreti restano in vigore fino alla piena attuazione dell'articolo 26, paragrafo 3, del regolamento (Ue) n. 1169/2011 che prevede i casi in cui debba essere indicato il paese d'origine o il luogo di provenienza dell'ingrediente primario utilizzato nella preparazione degli alimenti, subordinandone l'applicazione all'adozione di atti di esecuzione da parte della Commissione, che ad oggi non sono stati ancora emanati.

Le indicazioni sull'origine dovranno essere apposte in etichetta in un punto evidente e nello stesso campo visivo in modo da essere facilmente riconoscibili, chiaramente leggibili ed indelebili.





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