EurActive.it

di Jorge Valero – traduzione di Giorgia Crespi

Facebook Twitter Linkedin
Piano Juncker, Bruxelles apre le porte alla Cina

13/04/2016 15:38

Lo scorso settembre Bruxelles e Pechino hanno istituito un gruppo di lavoro con lo scopo di individuare la soluzione migliore per canalizzare l’importante quota che la Cina è pronta a offrire. Secondo fonti interne, si tratterebbe di una somma compresa tra 5 e 10 miliardi di euro. Nonostante non fosse chiaro quale fosse l'opzione tecnica migliore per facilitare il suo coinvolgimento, la Cina è stato il primo Paese non Ue a annunciare il proprio contributo al piano.

Dopo mesi di trattative tra le due parti, l'Unione e le autorità cinesi hanno convenuto che Pechino contribuirà al Fondo europeo per gli investimenti strategici (Feis) mediante il Fondo per la Via della Seta, un fondo pubblico. Questo significa che la Cina dovrà rispettare le stesse norme applicabili agli investitori privati, ha spiegato un esponente della Commissione. Inoltre, investendo dell’ambito di questo regime dovrà soddisfare tutte le disposizioni europee in materia di appalti pubblici, diritto del lavoro o ambientale. "Non ci sarà nessun trattamento speciale per gli investimenti cinesi", ha insistito la fonte.

Spetta ora al governo cinese avviare il processo di selezione dei progetti tra quelli già filtrati dal Feis, il sistema di garanzia dell'Ue volto a mobilitare almeno 315 miliardi di euro in investimenti privati fino al 2018. Finora, lo strumento ha attratto investimenti per 76 miliardi di euro. Se la Cina decidesse definitivamente di contribuire con 10 miliardi di euro, si aggiudicherebbe il titolo di maggiore contribuente al piano Juncker dal lancio dello scorso autunno. Ad oggi, il più grande contributo nazionale è venuto dal Regno Unito, con 8,5 miliardi di euro. Tuttavia, il portavoce della missione cinese a Bruxelles non ha risposto alle richieste di approfondimento di EurActiv.

Ad ogni modo, la Commissione europea ha escluso che il rallentamento dell'economia cinese possa influenzare l'appetito del Dragone per l’investimento in Europa, in quanto necessita ancora di investire in progetti interessanti per massimizzare i rendimenti.

Nonostante la Cina sia il primo Paese non membro dell'Ue a manifestare il proprio interesse, dall’avvio dei negoziati con Pechino, altri investitori esteri sono stati attratti dal Feis. Secondo i funzionari coinvolti, investitori provenienti da Stati Uniti, Canada e Medio Oriente stanno già prendendo parte al piano Juncker, sebbene non siano stati forniti dettagli sulle cifre o i progetti specifici in questione.

L'esecutivo è soddisfatto dei risultati visti tenuto conto che il piano di investimenti europeo è partito sette mesi fa. La Commissione ritiene che la partecipazione delle piccole e medie imprese sia stata un particolare successo. Attraverso 150 intermediari finanziari (come banche o fondi speculativi), per le Pmi sono stati stanziati circa 3,4 miliardi di euro, di cui hanno beneficiato circa 125 mila piccole imprese. "È meglio del previsto perché in un anno abbiamo raggiunto quello che ci aspettavamo di osservare non prima del 2018", ha spiegato.

Eppure, la Commissione europea desidera rafforzare la campagna di comunicazione per attirare ulteriori progetti, al fine di smontare la "falsa percezione" di complessità connessa al Feis. L’esecutivo auspica che la promozione di qualche “esempio di successo”, come un piano di efficienza energetica in Francia, o un impianto per il riciclo del titanio, potrebbe avere un "effetto contagio" e contribuire ad attirare altri progetti innovativi.

Visto il progresso costante raggiunto fino ad oggi, i funzionari stanno prendendo in considerazione l'estensione del piano di investimenti oltre il 2018, come era stato inizialmente previsto quando è stata lanciata l’iniziativa. Peraltro, gli Stati membri, tra cui l'Italia, la Francia e il Regno Unito, guardano con favore a questa opzione, ha riferito il funzionario.

Nella sede di Borsa Italiana (dalle 8,15 alle 17 circa) si terrà la terza edizione della



EurActiv Network
Milano Finanza Interattivo © Milano Finanza 2017 Partita IVA 08931350154