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di Daniele Cirioli - ItaliaOggi

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Pietra tombale sui voucher

20/04/2017 09:25

Il senato ha convertito in legge il dl n. 25/2017 che ha abrogato il lavoro accessorio. Stop definitivo ai buoni. Appalti, lavoratori più tutelati

Addio definitivo ai voucher e lavoratori più tutelati negli appalti. Ieri, con 140 voti favorevoli, 49 voti contrari e 31 astensioni, il senato ha convertito in legge il dl n. 25/2015, il provvedimento che ha abrogato il lavoro accessorio e rimesso sullo stesso piano i committenti e gli appaltatori circa la responsabilità negli appalti. Nessuna novità è arrivata dal dibattito parlamentare; pertanto, rimane in vita la possibilità di utilizzare i buoni-lavoro acquistati fino al 17 marzo entro la fine dell'anno. Sul versante responsabilità solidale, inoltre, dal 17 marzo i lavoratori che vantino diritti non riconosciuti per lavoro prestato negli appalti (mancato pagamento di paghe e contributi) possono far subito causa al committente, invece che all'appaltatore, cosa di fatto impossibile fino al 16 marzo (occorreva prima chiamare in giudizio l'appaltatore e solo se questi non soddisfaceva la pretesa si poteva denunciare il committente). 

Addio ai voucher. La norma che ha messo la parola fine sui voucher è brevissima: è l'art. 1 del dl n. 25/2017 che stabilisce «gli articoli 48, 49 e 50 del dlgs n. 81/2015 sono abrogati». La norma è entrata in vigore il 17 marzo e, da questa data, non è stato più possibile acquistare i buoni-lavoro, né cartacei né telematici. Una seconda norma, altrettanto breve, ha attenuato quest'improvvisa scomparsa: è il comma 2 del citato art. 1 che stabilisce: «I buoni richiesti alla data di entrata in vigore del presente decreto possono essere utilizzati fino al 31 dicembre 2017». Con la conversione in legge, dunque, le norme diventano definitive: i voucher non sono più in vendita e quelli richiesti fino al 17 marzo possono essere utilizzati fino al 31 dicembre 2017. Vale la pena ricordare che l'Inps (messaggio n. 1652/2017) ha fatto sapere che le nuove norme non hanno modificato le regole sulla riscossione dei buoni. Pertanto, rimangono validi i precedenti termini: i lavoratori potranno riscuotere entro 24 mesi dalla loro emissione i voucher postali ed entro 12 mesi i voucher distribuiti dai tabaccai e banche popolari. Per i voucher telematici, inoltre, eventuali versamenti per acquisto effettuati con bollettino postale, bonifico, F24 o dal portale dei pagamenti dell'Inps in data successiva al 17 marzo, poiché non possono essere utilizzati, sono rimborsati a cura delle sedi territoriali dell'Inps, previa verifica del regolare afflusso dei fondi (ma c'è da attendere del tempo, almeno quello necessario a predisporre uno specifico applicativo gestionale).

Lavoratori più tutelati. L'art. 2 del dl n. 25/2017 ha modificato l'art. 29 del dlgs n. 276/2003 (riforma Biagi), relativo alla cosiddetta «responsabilità solidale negli appalti», che è la speciale forma di garanzia dei diritti in materia retributiva e contributiva dei lavoratori occupati negli appalti. In origine la garanzia si applicava solo ai dipendenti; oggi anche ai compensi e agli obblighi contributivi dei lavoratori parasubordinati (co.co.co. ecc.). Fino 16 marzo la disciplina prevedeva, tra l'altro, che nel caso fosse stato chiamato in giudizio per mancato pagamento di paghe e contributi, il committente poteva eccepire a propria difesa la preventiva escussione del patrimonio di appaltatore ed eventuali subappaltatori. Il dl n. 25/2017, con effetto dal 17 marzo, ha modificato la disciplina con le seguenti abrogazioni: 

- il beneficio della preventiva escussione del patrimonio dell'appaltatore a favore del committente (comma 1, lett. b); 

- la possibilità, per i contratti collettivi, di derogare al principio della responsabilità solidale tra committente e appaltatore, individuando procedure di controllo della regolarità degli appalti (comma 1, lett. a).

In pratica la novità normativa aumenta le tutele ai lavoratori: in caso di mancato pagamento di paghe e/o contributi possono decidere liberamente di agire anche subito nei confronti del committente, senza avere l'obbligo (vigente fino al 16 marzo) di passare per la previa escussione dell'appaltatore o subappaltatore.





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