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di Mf-DowJones News

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Pressing UE sull'Italia, serve una bad bank

19/05/2017 12:12

Per qualche mese è stata meno intensa, ma la pressione dal resto d'Europa sull'Italia perchè aggredisca i problemi del sistema bancario sta per tornare

Con un suggerimento che emergerá nei prossimi giorni in forma vaga, per farsi poi sempre piú esplicito nel corso del 2017, il governo potrebbe costituire una "bad bank" nazionale che, senza violare le regole europee, aiuti gli istituti a liberarsi dei loro crediti di cattiva qualitá.

Lo scrive Il Corriere della Sera spiegando che nessuna istituzione europea - dalla Commissione, al Consiglio Ecofin dei ministri finanziari, alla Banca centrale, all'Autoritá bancaria di Londra - può formalmente obbligare un Paese a lanciare un'operazione del genere. Il varo di una societá che compri dalle banche i crediti piú difficili, per gestirli e rivenderli, resta una prerogativa delle autoritá nazionali.

Ma a Francoforte e a Bruxelles ci si prepara a mettere sotto pressione i Paesi dove i prestiti in default sono molto numerosi e il loro peso cala troppo lentamente; dunque, piú di ogni altro, l'Italia. Nei prossimi giorni, la Commissione Ue e l'Ecofin definiranno un primo testo di un centinaio di pagine dedicate problemi dei crediti inesigibili. Lo ha steso il Comitato di stabilitá finanziaria, una costola del gruppo degli sherpa dell'Ecofin il cui presidente è il direttore italiano del Tesoro, Vincenzo La Via.

Quel rapporto descrive la situazione dei crediti cattivi in Europa, valuta ciò che si è fatto nei vari Paesi, e dá suggerimenti. Sará solo un primo passo. Secondo due persone coinvolte, partirá poi il lavoro per nuove "linee-guida" su un punto specifico toccato nel rapporto iniziale: come deve operare una "societá di gestione degli attivi" che compri dalle banche (non a prezzi di svendita) i prestiti crediti in default che paralizzano i bilanci, e ne estragga quanto piú valore possibile.

I due rapporti europei sottolineeranno che un'operazione del genere può funzionare solo se i sistemi giudiziari lavorano in tempi abbastanza rapidi. Le procedure fallimentari dei diversi Paesi saranno messe a confronto, i tempi di recupero delle garanzie presentate dai debitori insolventi anche. Tutti sanno giá che l'Italia ne uscirá agli ultimi posti, perchè le riforme del 2016 per accelerare le procedure giudiziarie riguardano solo i casi futuri; non i 349 miliardi di prestiti cattivi che esistono giá. Il Sole 24 Ore riporta inoltre che si alza il conto per il salvataggio delle ex popolari venete: la Commissione europea ha chiesto 1 miliardo di euro in piú per concedere il via libera dello Stato.

Il problema è che dovrá trattarsi di contributi a carico dei privati e non dello Stato nell'ambito della ricapitalizzazione precauzionale di Veneto Banca e B.P.Vicenza, disciplinata dalla legge salva risparmio con il suo budget da 20 miliardi.





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