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di Alberto Chimenti MF Dow Jones News

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Referendum Catalogna pesa soprattutto su asset spagnoli

02/10/2017 15:30

L'effetto contagio sugli altri Paesi dell'Eurozona potrebbe aggravarsi se la crisi tra Barcellona e Madrid dovesse peggiorare. Per ora non ci sono segnali di panico sui mercati. Gli effetti si vedono piú che altro sui Bonos, che stanno sottoperformando gli altri bond dell'Eurozona, sull'Ibex, che lascia sul terreno l'1,6%, e sull'euro/usd, che ha aggiornato il minimo intraday a 1,1730 in tarda mattinata.

Il referendum in Catalogna ha impattato prevalentemente sugli asset spagnoli, ma l'effetto contagio sugli altri Paesi dell'Eurozona potrebbe aggravarsi se la crisi tra Barcellona e Madrid dovesse peggiorare. Comunque sia per ora non ci sono segnali di panico sui mercati. Gli effetti si vedono piú che altro sui Bonos, che stanno sottoperformando gli altri bond dell'Eurozona, sull'Ibex, che lascia sul terreno l'1,6%, e sull'euro/usd, che ha aggiornato il minimo intraday a 1,1730 in tarda mattinata.

"C'è da aspettarsi un periodo di confusione significativa", commenta Holger Schmieding, economista di Berenberg. Il referendum e le scene di violenza che lo hanno accompagnato sollevano questioni sulla longevitá del Governo di Mariano Rajoy e dovrebbero avere un impatto duraturo sulla percezione del rischio politico in Spagna, affermano gli analisti di Rabobank, aggiungendo che gli investitori potrebbero diventare sempre piú sensibili a rischi del genere dal momento in cui la Banca centrale europea avvierá il proprio piano di riduzione del programma di allentamento quantitativo.

La confusione derivante dal referendum ha il potenziale per rallentare la crescita spagnola, seppur in misura modesta, aggiunge Holger Schmieding, analista di Berenberg, sottolineando tuttavia che la ripresa economica del Paese sembra troppo ben radicata per deragliare a causa dell'incertezza catalana. Secondo l'esperto, "ci vorrá un pò di tempo prima che Madrid e Barcellona imbocchino l'unica via percorribile", ossia quella di un accordo che garantisca maggior autonomia alla Catalogna. Nel breve periodo, prosegue Schmieding, tale esito appare impossibile da raggiungere, così come non sembra pronosticabile la nascita di uno Stato catalano indipendente.

Resta però un dato di fatto che la crisi tra Spagna e Catalogna si sia aggravata, commentano gli economisti di Intesa Sanpaolo. Si sono infatti sono verificati scontri tra la polizia e i partecipanti al voto, che hanno causato centinaia di feriti. Il Governo catalano ha dichiarato che avrebbero votato 2,2 milioni di elettori, circa il 42% degli aventi diritto, e che fra questi il 90% avrebbe votato per l'indipendenza.

L'intervento del Governo centrale ha reso poco trasparente e non verificabile il processo di voto, condotto per di piú in violazione delle stesse regole fissate per lo stesso dal parlamento catalano. Rajoy ha dichiarato che il referendum era e resta illegale, giustificando l'intervento della Guardia Civile con la necessitá di difendere la Costituzione. Il primo ministro ha anche dichiarato che se non avrá il completo appoggio dei partiti (socialisti inclusi), indirá elezioni anticipate.

L'esecutivo catalano, malgrado la consultazione non sia stata per nulla condotta secondo adeguate procedure di garanzia e malgrado il "sì" sia stato espresso da appena il 38% degli elettori, intende procedere a tamburo battente per far dichiarare al parlamento l'autonomia. Il parlamento catalano sará convocato in seduta straordinaria nei prossimi giorni per discutere e approvare la dichiarazione di indipendenza, senza alcuna pausa di riflessione e negoziato con il Governo centrale. "Tale atto rischia di portare a una nuova escalation dello scontro", concludono gli esperti.

"Barcellona potrebbe provare a dichiarare la Catalogna una repubblica indipendente una volta che il parlamento locale avrá approvato il voto", aggiungono gli strategist di Unicredit, evidenziando tuttavia che in tal caso "probabilmente Madrid interverrá invocando l'articolo 155 della Costituzione per rimuovere il Governo locale". Nonostante questo, gli esperti sostengono che, "dal momento che la popolazione catalana è profondamente divisa sull'argomento", le due parti "avvieranno probabilmente negoziati per emendare la Costituzione, in modo da evitare che la crisi degeneri".





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