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di Luciano Mondellini - Milano Finanza

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Renault rafforza l’asse Francia-Cina

30/08/2017 09:48

La casa guidata da Ghosn lancia una joint-venture nell’elettrico nel paese asiatico. Il partner della società transalpina, controllata dall’Eliseo, è Dongfeng, colosso pubblico del Dragone e primo azionista di Peugeot. Proprio assieme al governo Macron e alla famiglia omonima

L’alleanza industriale Renault-Nissan ha annunciato ieri il lancio di una nuova joint-venture in Cina con il partner locale Dongfeng al fine di sviluppare e vendere veicoli elettrici nel Paese asiatico.

La nuova realtà, che si chiamerà eGT New Energy Automotive, dovrebbe unire nei piani delle parti contraenti il potenziale della società franco-nipponica nell’elettrico e le risorse di Dongfeng nelle nuove energie. In termini finanziari, invece, l’intesa prevede che Renault e Nissan (le due case sono legate da partecipazioni incrociate e guidate dallo stesso ceo, il franco-libanese Carlos Ghosn) posseggano ognuna il 25% di eGT, mentre a Dongfeng spetterà il residuo 50%. Rendendo quindi la joint venture nei fatti paritetica, mentre la società avrà sede a Shiyan.

Bisogna dire che non è la prima volta che Renault-Nissan e Dongfeng collaborano, visto che dal 2016 hanno un impianto in comune a Wuhan nel centro della Cina, ma quello che più conta è che Dongfeng non è un partner qualsiasi: la società cinese guidata da Zhu YanFeng (e a controllo pubblico) è il primo azionista (insieme con lo Stato francese e la famiglia Peugeot) di Psa Peugeot-Citroen. Insomma la cinese Dongfeng, controllata dal governo di Pechino e primo azionista di Psa con lo Stato francese, ha rafforzato la sua intesa con Renault-Nissan che ha proprio nell’Eliseo il suo azionista principale. È evidente quindi che l’operazione non può essere avvenuta senza il beneplacito delle cancellerie di Parigi e Pechino e appare altrettanto palese come dietro ci sia un disegno sull’asse Francia-Cina che nel lungo termine può risultare decisivo nel ridisegnare gli equilibri mondiale del settore auto (si legga altro articolo in pagina).

Nel dettaglio dell’operazione va invece segnalato che eGT disegnerà inizialmente un modello elettrico con connettività intelligente, messo a punto su una piattaforma Suv di Renault-Nissan tenendo conto di tecnologie ed esperienze maturate e dei costi manifatturieri competitivi di Dongfeng.

La costruzione è pianificata negli impianti del partner cinese a Shiyan con inizio atteso nel 2019 e capacità di produzione e vendita di 120 mila veicoli annui. «La joint venture conferma il nostro impegno a sviluppare veicoli elettrici competitivi per il mercato cinese», ha detto Ghosn. Il piano «è frutto degli sforzi per sviluppare l’auto elettrica per il mercato cinese», ha spiegato Zhu Yanfeng.

Per l’alleanza franco-nipponica, diventata leader mondiale nel primo semestre con l’ingresso nel perimetro di Mitsubishi, si tratta di un importante salto: secondo la China Association of Automobile Manufacturers, il Paese asiatico è il primo mercato anche nel settore elettrico: nel 2016 sono stati venduti 256.879 unità (+121% annuo), mentre nei primi sette mesi del 2017 la produzione ha toccato quota 223mila e vendite per 204mila unità. Un trend che conferma la spinta a pesanti investimenti, rispondendo alla richiesta di Pechino di sviluppo di tecnologie per abbattere l’inquinamento.





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