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di ItaliaOggi

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Ridotto il flusso dei migranti combattendo il traffico in Niger

21/03/2018 10:45

Aumentano gli arresti dei commercianti di esseri umani

I migranti provenienti dall'Africa sono meno numerosi. I dati pubblicati in ottobre dall'Organizzazione internazionale per le migrazioni mostrano un netto calo dei transiti in Niger.

Alla fine del 2017 se ne contavano 5.500 al mese ad Agadez, contro i 5 mila-7 mila a settimana dell'anno precedente. Secondo l'Oim il calo è strettamente legato alle misure del governo del Niger, sostenuto dall'Unione europea e dalla Francia.Gli sforzi si concentrano su questo paese perché esso rappresenta il principale crocevia dei traffici di esseri umani.

Agadez, alle porte del deserto, è il punto di partenza delle due principali strade che portano verso il Mediterraneo. «I migranti si fermano spesso ad Agadez prima di proseguire il loro viaggio», spiega l'Oim. In questa città l'organizzazione e l'Alto commissariato per i rifugiati hanno aperto uffici fin dal 2015, mentre l'Ue dispiegava forze di polizia incaricate di sorvegliare i trafficanti. Il presidente del Niger, Mahamadou Isooufou, nel 2016 ha firmato diverse leggi che permettono l'arresto dei trafficanti, lo smantellamento delle reti e il sequestro dei beni.

Parallelamente, Parigi ha cominciato a creare in Niger dei centri gestiti dall'Ufficio francese di protezione dei rifugiati e degli apolidi (Ofpra) presso i quali possano rivolgersi i migranti che vogliono chiedere asilo. La Francia si è impegnata ad accogliere 3 mila persone. Tuttavia i migranti in transito in Niger provengono per lo più da paesi stabili, come Costa d'Avorio, Nigeria, Gambia e Mali e dunque non rientrano nei criteri dell'Ofpra per i richiedenti lo status di rifugiati.

Dunque è ancora presto per cantar vittoria. L'Oim sospetta che i trafficanti attivino nuove rotte, magari lungo la frontiera con il Ciad o riattivino le vie tradizionali attraverso il Mali. Mentre sudanesi, etiopi ed eritrei utilizzano di solito l'altra grande via che consente di accedere a Cufra, in Libia, attraverso Sudan e Ciad. Non sono contenti nemmeno gli abitanti di Agadez, dove i traffici di esseri umani facevano vivere almeno 6 mila persone.





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