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di Miryam Magro

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Scenario hard Brexit sempre più plausibile

15/09/2017 18:08

Per Francesco Cherubini, docente di Diritto dell'Unione Europea e di Organizzazione internazionale e diritti umani presso la Luiss Guido Carli di Roma, fra Londra e Bruxelles è muro contro muro.

Le riforme proposte dal presidente della Commissione Ue basterebbero a rendere l'Unione europea piú democratica?

Nonostante si sia fatto molto per rendere l'Unione europea piú democratica, dal punto di vista dei trattati rimane un'organizzazione internazionale. Dopo gli aggiustamenti fatti negli anni, c'è poco margine per il rafforzamento del principio democratico e lo step successivo sarebbe quello di svoltare verso una direzione federale piú netta del'Unione, che sarebbe però tutt'altro che semplice.

Una delle proposte di Juncker, in linea con il presidente francese Macron, è quella di nominare un ministro delle finanze e dell'economia europeo. Cosa ne pensa? Crede sia davvero ciò di cui ha bisogno l'Ue in questo momento?

No. La nomina di un ministro europeo dell'economia e delle finanze in questo momento rappresenterebbe soltanto un'operazione cosmetica. Se questa figura venisse dotata di poteri incisivi allora la sua funzione avrebbe un senso, ma l'economia è uno dei settori nei quali i Paesi membri dell'Unione sono piú distanti fra loro, e una nomina del genere sarebbe per certi versi simile a quella del rappresentante della Pesc, poco incisiva e priva di una linea politica unitaria.

Quali pensa che saranno i prossimi sviluppi dei negoziati sulla Brexit?

E' difficile dirlo. I negoziati si stanno svolgendo in un clima particolare che trapela solo in parte sui media e la stampa estera. Fra le parti si è creata una situazione di muro contro muro. Ad uscire piú danneggiata dalla Brexit è certamente la Gran Bretagna, ma ormai i negoziatori britannici sono presi dal salvare la faccia, non potrebbero ammettere di aver commesso uno sbaglio optando per l'uscita dall'Unione. Lo spazio per il negoziato fra Londra e Bruxelles non è molto ampio, e l'ipotesi di una hard Brexit è sempre piú plausibile. Quel che è certo è che il termine dei negoziati per il 2019 non verrá rispettato e probabilmente verrá concessa una proroga.

Sono sempre piú insistenti le voci di un possibile allargamento dell'unione economica e monetaria ai Paesi del nord Europa. Quali sono, secondo lei, le reali possibilitá che ciò avvenga?

Non sarebbe semplice ampliare l'unione monetaria. Tanto piú considerando l'equivoco di fondo, l'aver disgiunto la materia economica da quella monetaria. Alla luce di ciò è difficile che i Paesi del nordeuropa si convincano ad entrare a far parte dell'unione, soprattutto se pensiamo al fatto che un Paese come la Svezia, che piú degli altri potrebbe andare ad aggiungersi agli Stati membri dell'Eurozona, ha deciso volontariamente di non rispettare i criteri di convergenza. Inoltre, non condivido questa smania di allargamento a tutti i costi. Per usare una metafora, credo sia necessario costruire uno stabile solido prima di invitare le persone ad entrare, altrimenti si rischia di bloccare i lavori di costruzione.





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