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di Samuel White e Sarantis Michalopoulos - EURACTIV.com | Traduzione di Miryam Magro e Davide Annarumma

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Seminare il terreno per la PAC post-2020

31/07/2017 10:30

Nel giugno 2013 l'Europa ha approvato la prima grande riforma della Politica agricola comune (PAC). La revisione è avvenuta dopo mesi di contrattazioni su quote, sovvenzioni e misure per migliorare la responsabilità ambientale. Tuttavia, quando nel 2015 le nuove norme sono entrate in vigore, gli stessi leader che le avevano approvate ne hanno poi criticato alcuni aspetti "troppo ingombranti"

Background

Ideata nel 1962, la Politica agricola comune, o Pac, è un sistema di sussidi e programmi agricoli dell’Unione Europea che occupa la porzione più grande del budget dell’UE, circa il 40% di quello attuale, rispetto al 70% degli anni ’70.

La Pac è sempre stata una sorta di lavoro in corso. Le riforme avviate negli anni '90 hanno cercato di eliminare gli sprechi della produzione agricola. Nel 2003 si è provato a "scollegare" le sovvenzioni da colture o prodotti specifici, sebbene l'accordo firmato il 26 giugno 2013 ed implementato nel 2015, abbia cambiato questo aspetto.

"Il disaccoppiamento sistematico non è più l’obiettivo finale. Ad eccezione della Germania, tutti i [Paesi] stanno cercando di virare verso un "rimpiazzamento", secondo un'analisi del think tank Farm Europe.

La nuova Pac ha inoltre ritardato gli sforzi di liberalizzazione del mercato agricolo, estendendo le quote relative allo zucchero ed estendendo i diritti di impianto dei vitigni. Ha inoltre introdotto alcune nuove funzionalità:

  - Maggiore flessibilità nello spostare il denaro tra i  fondi per i pagamenti diretti agli agricoltori (primo pilastro) e sviluppo rurale (secondo pilastro);

  - Incentivi per incoraggiare i giovani ad entrare nel mondo dell’agricoltura, e sostenere l'agricoltura familiare;

  - Armonizzazione graduale dei pagamenti del primo pilastro tra gli agricoltori degli Stati membri fondatori dell'UE e dei Paesi che hanno aderito a partire dal 2004;

  - Misure "Greening" volte a promuovere la conservazione del suolo e la protezione della biodiversità.

La Pac è definita in quattro regolamenti che disciplinano lo sviluppo rurale, i finanziamenti, i pagamenti diretti agli agricoltori e le misure di mercato.  La Politica agricola comune mira a garantire la sicurezza alimentare, promuovere l'agricoltura sostenibile e le buone pratiche ambientali, contribuendo a creare uno sviluppo equilibrato, per evitare che le aree rurali si tramutino in zone svantaggiate.

La Pac non riguarda soltanto gli agricoltori. Circa un quarto del programma, o 95,6 miliardi di euro dei 408,3 miliardi di euro complessivi del periodo 2014-2020 sono diretti al turismo e ad altri progetti di sviluppo rurale, i cui costi sono condivisi fra il finanziamento erogato dalla Pac e lo Stato ospitante. La maggior parte, 312,7 miliardi di euro, vengono pagati direttamente agli agricoltori.

La Politica agricola comune è il programma più grande e costoso dell'Unione europea, e coinvolge circa 4 euro di ogni 10 spesi dall'UE. Circa 1.100 dipendenti della Commissione Europea in 11 direzioni generali agricole sono coinvolti nell'amministrazione del programma.

Le autorità nazionali, regionali e locali svolgono un ruolo mportante nella gestione del programma, e la Commissione UE stima che abbia circa 8 milioni di beneficiari, sul totale della popolazione dell'UE di oltre 500 milioni persone.

Nonostante la sua importanza politica e fiscale, l'agricoltura è una piccola parte dell'economia europea: rappresenta l'1,7% del Pil e il 4,6% dell'occupazione totale europea secondo l’Ocse.

L'UE e gli Stati Uniti competono per essere i più grandi esportatori agricoli a livello mondiale, con il commercio UE che ha raggiunto la cifra di 130,7 miliardi di euro nel 2016.

Il processo legislativo è stato storico, poiché per la prima volta il Parlamento europeo ha avuto un ruolo uguale nell'influenzare la legislazione e il finanziamento delle aziende agricole, grazie ai poteri acquisiti nel quadro del trattato di Lisbona del 2009.

Il lento meccanismo di approvazione della Pac ha fatto si che l'accordo fosse attuato soltanto un anno dopo la scadenza, alla fine del 2015. Ritardati da nuove regole e dal complesso sistema di reporting, i ministri dell’agricoltura hanno richiesto una semplificazione  delle normative in settori chiave: il verde, il meccanismo di approvazione per i progetti di sviluppo rurale e la riduzione dei requisiti per le organizzazioni di produttori. Le modifiche hanno avuto effetto nel 2016.

Problemi

E’ partita ora la discussione sulla Pac post-2020.

Da febbraio a maggio 2017, la Commissione Europea ha tenuto una consultazione pubblica, i cui risultati sono stati presentati il 7 luglio. Il progetto ha coinvolto cittadini provenienti da tutta l'UE, e nello specifico agricoltori, dipendenti delle imprese agroalimentari e membri della società civile.

Secondo i risultati di questa consultazione pubblica, i principali ostacoli al settore sono la mancanza di terreno (29%), il basso margine di profitto (23%) e i problemi amministrativi (13%).

Per quanto riguarda i redditi agricoli, la maggioranza schiacciante ha risposto che gli agricoltori ricevono una percentuale molto piccola del prezzo pagato dai consumatori per l'acquisto di un prodotto. Gli intervistati hanno inoltre affermato che il loro reddito è molto più basso rispetto a quello derivante da altre professioni, e che gli agricoltori dell'UE si trovano ad affrontare regole più severe dei loro competitor esterni all’Unione.

Per quanto riguarda la questione ambientale, gli intervistati hanno evidenziato l’ importanza della protezione della biodiversità, la riduzione del degrado del suolo, l’utilizzo più efficiente dei fertilizzanti e dei pesticidi, mentre la maggioranza della popolazione interpellata ha risposto che la Pac attuale non affronta questi problemi.

Inoltre, tutte le parti interessate si sono trovate d’accordo sul fatto che la Pac dovrebbe fare di più in tre settori: incoraggiare gli investimenti, la crescita e l'occupazione, cercare di ridurre ed eventualmente adattarsi ai cambiamenti climatici ed infine rafforzare il mercato unico dell'UE.

Misure di semplificazione

Il Commissario UE per l'agricoltura, Phil Hogan, ha ammesso che la nuova Pac è stata "più complicata di quanto necessario" e ha annunciato nuove misure di semplificazione, tra cui:

  - Maggiore flessibilità nei requisiti di mappatura per le aree di focalizzazione ecologica (EFAs);

  - Un'estensione del termine per le domande di aiuto;

  - Maggiore flessibilità per le condizioni di ammissibilità per il sostegno volontario accoppiato. 

"A beneficio di tutti, dobbiamo rendere le cose più semplici", ha detto Hogan. "Questo è uno dei miei obiettivi principali nei prossimi anni: ridurre gli oneri amministrativi, assicurandosi che siano tutelati tutti gli interessi".

Hogan ha sottolineato che l'obiettivo della gestione delle politiche per l'agricoltura dell'UE dovrebbe spostarsi dalla conformità ai risultati, al fine di ridurre e migliorare i controlli e gli oneri amministrativi per tutti, ma in particolare per gli agricoltori.

Le principali modifiche apportate finora sono state quelle relative alla legislazione secondaria nei settori dei pagamenti diretti, al sistema integrato di amministrazione e di controllo (Iacs) per la gestione e il monitoraggio dei pagamenti agli agricoltori effettuati dagli Stati membri, grazie ai fondi provenienti dal bilancio della Pac e  le modifiche relative all'attuazione della politica di sviluppo rurale, con le regole che  disciplinano la regolamentazione di settori specifici di mercato.

"Dove sarà opportuna, una maggiore sussidiarietà per gli Stati membri consentirebbe una sufficiente flessibilità per gestire la politica nel modo più appropriato, mentre l'UE continua a fissare gli obiettivi e gli ed i target da raggiungere", ha sottolineato il Commissario.

"Ho proposto un nuovo e più giusto sistema di sanzioni per chi sbaglia, così come una sorta di cartellino giallo per i primi errori. Ciò dovrebbe porre fine allo stress e all'ansia che molte famiglie di agricoltori in difficoltà sentono quando compilano i nostri form molto dettagliati ", ha dichiarato Hogan, aggiungendo che l'opportunità di verifiche preliminari delle domande da parte delle autorità, prima che il periodo di iscrizione sia formalmente chiuso, vedrà una riduzione degli errori, poiché gli agricoltori sono supportati in modo proattivo, per garantire che le loro domande siano compilate accuratamente.
 
Oltre a questi cambiamenti, un portavoce dell'Unione Europea ha dichiarato a Euractiv che la Commissione ha anche introdotto una serie di misure volte a migliorare i requisiti di “greening” e l'amministrazione, sono stati poi abbassati i requisiti per beneficiare dei finanziamenti allo sviluppo rurale, per verificare pubblicamente informazioni sui finanziamenti, data la maggiore flessibilità di modifica dei programmi nazionali di sviluppo rurale, in modo da rispondere alle catastrofi naturali, e semplificare le norme che disciplinano il sostegno del settore apiculturale.
 
"Il prossimo ciclo di semplificazione della Pac vedrà  una riduzione dai 200 regolamenti comunitari esistenti a 40 o 50, abbassando il livello di burocrazia per agricoltori, operatori e amministrazioni nazionali", ha sottolineato il Commissario. In un'intervista con Euractiv, Hogan ha anche affermato che la Pac non è “statica”.
 
"Si è evoluta notevolmente negli ultimi 20 anni. Infatti, molti degli elementi della riforma del 2013 avranno effetti per molti anni, ad esempio, la distribuzione più equa dei pagamenti diretti Pac all'interno e tra gli Stati membri,  o i requisiti di “greening” per arrestare la monocoltura e il degradamento del suolo, che vediamo ora ", ha osservato.
 
Dal momento che la Pac continua ad evolversi, le aree di controllo futuro delle operazione di semplificazione dell'esecutivo dell'UE includono l'etichettatura dei vini, i termini tradizionali e le denominazioni di origine protette,  le indicazioni geografiche protette (DOP / IGP), oltre a nuove norme sulla comunicazione dei dati relativi alla produzione di zucchero, a seguito della fine del sistema delle quote.
 
"La recente consultazione pubblica sulla modernizzazione e la semplificazione della Pac ci ha fornito molte altre proposte, che saranno considerate dalla Commissione, che adotterà una Comunicazione entro la fine dell'anno", ha dichiarato il portavoce dell'UE.
 
Rendere la Politca Agricola Comune "più verde"

Le politiche "verdi" svolgono un ruolo chiave nella nuova Pac. Mentre fra il 2007 e il 2013 sono stati stanziati 44,2 miliardi di euro nell'ambito dell'asse ambiente, per il periodo 2014-2020 sono stati destinati approssimativamente 112,5 miliardi di euro.

I fondi “verdi” hanno rappresentato almeno il 25% del Pilastro dello sviluppo rurale nel periodo fra il 2007 e il 2013, mentre costituiscono almeno il 30% di tutti i pagamenti diretti nella Pac fra il 2014 e il 2020.

Gli agricoltori ricevono fondi dell'Unione europea per attività di utilità ambientale, tra cui la diversificazione dei prodotti agricoli, la manutenzione dei pascoli permanenti e la cura delle aree ecologiche (Efa) come le siepi, i terreni incolti e i margini dei campi.

Tuttavia, la nuova Pac potrebbe non essere così "verde" come afferma la Commissione europea. Uno studio dell'Ufficio europeo dell'ambiente (Eeb) e BirdLife Europe ha evidenziato una riduzione pari a 1 miliardo di euro nei finanziamenti per attuare le misure necessarie  a produrre benefici ambientali nei terreni agricoli.

Requisiti specifici per gli Efa e altre misure per l’ambiente sono fissati dai Governi degli Stati membri e nella sua revisione delle politiche verdi del 2016 (2016 review of the greening policy),  la Commissione ha riportato numerosi cambiamenti in tutta l'Ue.

Lo studio dell’Eeb ha rilevato che oltre l'80% delle colture estensive protette nei siti di Natura 2000 erano in  "condizioni sfavorevoli" ma ha sottolineato che l'idea originaria dietro alla riforma della Pac dopo il 2013 era quella di garantire che i soldi dei contribuenti fossero utilizzati per pagare beni pubblici.

"Questo si è tradotto in buone pratiche agronomiche connesse al pagamento diretto degli agricoltori e a misure più ambiziose per l'ambiente nel Pilastro dello sviluppo rurale", hanno dichiarato le Ong. Tuttavia, hanno puntualizzato che "questa intenzione è scomparsa rapidamente, lasciando regolamenti basilari molto deboli".

La Commissione europea ha difeso la sua politica di difesa dell’ambiente, affermando che per la prima volta i pagamenti diretti agli agricoltori erano collegati ad un elenco stabilito di pratiche ambientali.

"Sulla base delle notifiche ricevute finora, metà degli agricoltori dell'Ue è ora obbligata a seguire pratiche ambientali sull'80% della loro terreni agricoli", ha dichiarato ad Euractiv  un portavoce dell'Unione.

Il funzionario ha spiegato che esiste ora un obbligo legale di spendere almeno il 30% del bilancio dello sviluppo rurale dell'Unione europea per una serie di misure ambientali e climatiche.

"Guardando attraverso i 118 programmi di sviluppo rurale, stiamo spendendo quasi metà (49%) del bilancio per queste misure, rispettando dunque questo requisito giuridico", ha affermato il portavoce, aggiungendo che ciò include circa il 16% dei fondi destinati ai fondi per le aree con vincoli naturali, così da  "aiutare a prevenire l'abbandono di queste terre, mantenendo la biodiversità nei paesaggi coltivati".

"Le emissioni derivanti dall'agricoltura sono diminuite del 24% dal 1990, mentre la produzione agricola totale è stata sostenuta  dalla gestione del suolo attraverso tecnologie moderne, conoscenze migliorate e pratiche specifiche per combattere il cambiamento climatico", ha aggiunto il portavoce.

L'agricoltura è responsabile del 10% delle emissioni di gas a effetto serra dell'Ue, escluse quelle provenienti dalle macchine agricole e di trasporto.

Un'altra relazione della Corte dei conti europea (Eca) ha recentemente definito “ irragionevolmente elevati" i costi relativi ai regimi finanziati dall'Ue per sostenere l'agricoltura rispettosa dell’ambiente in Gran Bretagna, Italia, Danimarca e Portogallo. Secondo la relazione, solo cinque dei 28 progetti sottoposti a revisione si sono rivelati efficaci in termini di costo.

Il  portavoce della Commissione agricola, Daniel Rosario, ha sottolineato che i punti deboli rilevati dai revisori dell'Ue sono principalmente legati alla gestione dei progetti a livello nazionale.

Il funzionario dell'Unione europea ha inoltre cercato di ridimensionare la portata del regime di bilancio dell'Unione, affermando che i progetti per l’agricoltura ecologica hanno rappresentato circa lo 0,6% del bilancio della politica agricola comune (Pac) nel periodo fra il 2007 e il 2013, pari a 614 milioni di euro.

Rosario ha dichiarato inoltre che l'esecutivo dell'Ue sta lavorando per offrire agli Stati membri una migliore guida per l'attuazione dei programmi di sviluppo rurale 2014-2020 (Rdp).

Tuttavia, egli ha affermato che "occorre trovare un equilibrio" ed ha avvertito "sui rischi di un eccessivo carico amministrativo" e "di vincoli finanziari" imposti agli Stati membri, che spesso si riducono ad un eccesso di burocrazia proveniente da Bruxelles.

Sostenere i giovani agricoltori

Un altro obiettivo fondamentale della politica di sviluppo rurale dell'Ue è quello di sostituire la forza lavoro delle aziende agricole europee con lavoratori più giovani. Il numero complessivo degli agricoltori dell'Unione è sceso rapidamente nell'ultimo decennio, passando dai 14,5 milioni del 2005 ai 10,7 milioni del 2013. Il numero di giovani agricoltori è sceso da 3,3 milioni a 2,3 milioni nello stesso periodo.

Secondo un sondaggio di Eurostat, gli agricoltori con ruoli di gestione di età inferiore ai 35 anni rappresentano solo il 6% . Il 31,1%  delle imprese agricole è stato gestito da persone di età superiore ai 65 anni e un ulteriore 24,7% da manager fra i 55 e i 64 anni. Ciò solleva dubbi sulla vitalità del settore nel lungo periodo. Per cercare di affrontare questo problema, la Commissione afferma che la nuova Pac fornirà quasi 180.000 giovani agricoltori attraverso sovvenzioni per  il loro insediamento.

"La recente riforma della Pac ha sostenuto l'iniziativa della Commissione di fornire un aumento del 25% dell’importo dei pagamenti diretti  ai giovani agricoltori con meno di 40 anni per i primi cinque anni dall'ingresso nel settore", ha dichiarato ad Euractiv il portavoce della Commissione, Daniel Rosario.

Tuttavia, una relazione della Corte dei conti europea pubblicata nel giugno del 2017, ha sottolineato che troppo spesso il sostegno dell'Ue ai giovani agricoltori è poco definito, privo di risultati o impatti specifici.

In particolare, i revisori hanno chiesto che il sostegno sia mirato per favorire un efficace ricambio generazionale.

Secondo Janusz Wojciechowski, membro dell'Eca e responsabile della relazione, "il sostegno efficace per i giovani agricoltori è vitale se l'agricoltura vuole essere sostenibile per le future generazioni".
 
"Tuttavia, abbiamo trovato poche prove circa l'esito di queste misure, e se esse effettivamente aiutano i giovani agricoltori, soprattutto a causa di un insufficiente targeting ed a causa indicatori di bassa qualità", ha aggiunto Wojciechowski.
Per quanto riguarda il pilastro dei pagamenti diretti, la Corte ha rilevato che l'aiuto fornito non era basato su una valutazione giusta delle necessità, e non rispecchia l'obiettivo generale di incoraggiare il rinnovo generazionale. Per quanto riguarda il pilastro dello sviluppo rurale, i revisori hanno sottolineato che "è generalmente basata su una valutazione vagamente necessaria"; tuttavia gli obiettivi riflettono parzialmente lo scopo generale di incoraggiare il rinnovo generazionale.

Contattato da Euractiv, un portavoce della Commissione ha sottolineato che l'esecutivo è stato "molto  impegnato" a migliorare le proprie performance.

"Una valutazione sana dell'impatto della Pac, rispetto al rinnovo generazionale dovrebbe tener conto dell'effetto di varie misure, non solo quelle specifiche in materia dei giovani agricoltori. [...] Questa analisi sarà realizzata dalla Commissione in una valutazione specifica sul ricambio generazionale, e sarà lanciata alla fine del 2017 ", ha dichiarato il funzionario dell'UE.
 
Il portavoce della Commissione ha inoltre aggiunto che la Corte ha esaminato un campione relativamente piccolo del sostegno offerto, e che i giovani agricoltori beneficiano di altri tipi significativi di aiuti da parte dell'UE, oltre alle due misure specifiche oggetto di valutazione.
 
Il funzionario ha inoltre affermato che alcune delle misure controllate sono gestite dagli Stati membri, e l'esecutivo ha un ruolo consultivo.

Nuovi mercati chiusi
 
L'accesso a nuovi mercati è un'altra area in cui l'UE spera di fare la differenza per gli agricoltori in difficoltà. Tuttavia, non è riuscita a realizzare questa promessa.

L’embargo della Russia sui prodotti alimentari occidentali, insieme al ritiro delle quote latte dell’UE di marzo 2015,  il calo della domanda cinese e la modifica delle abitudini alimentari, hanno portato ad una caduta dei prezzi per le carni bovine, la carne di maiale ed il latte. Anche il settore ortofrutticolo è stato fortemente colpito.

La Commissione ha dovuto intraprendere azioni di emergenza, sbloccando 500 milioni di euro agli aiuti agli agricoltori, poiché i protestanti erano scesi in piazza a Bruxelles.

Le misure della cosiddetta rete di sicurezza per il settore ortofrutticolo sono state introdotte per la prima volta nel 2014 in risposta all’embargo russo sulle importazioni dell'UE, e sono state estese per la terza volta il primo luglio 2017, fino alla fine di giugno 2018.

Il regime copre i produttori ortofrutticoli dell'UE fino a 70 milioni di euro,  persone che altrimenti non potrebbero trovare un mercato per i loro prodotti, ha dichiarato la Commissione. Lo schema compenserà gli agricoltori che danno i loro prodotti in beneficenza, o li utilizzano per altri scopi come l'alimentazione animale o il compost.

"La situazione economica mondiale e la crescita economica non sono ottime, soprattutto in Cina. Il 3% in meno di Pil cinese significa l’1% in meno nel mondo ", ha dichiarato Peter Pascher , membro dell'associazione tedesca degli agricoltori. Pascher ha detto a Euractiv che è giunto il momento di riesaminare le sanzioni dell'UE contro Mosca, e trovare una soluzione al conflitto.

Il Giappone ha superato la Russia come il quarto più grande mercato dell'esportazione per i prodotti agricoli dell'UE nel 2016. Le esportazioni agroalimentari dell'UE verso il Paese hanno raggiunto i 5,84 miliardi di euro per il periodo di tempo da febbraio 2016 a gennaio 2017, in crescita del 9,1% rispetto all'anno precedente. Le esportazioni verso la Russia sono aumentate da febbraio 2016 a gennaio 2017, ma a un tasso molto inveriore, ovvero il 3,6%, raggiungendo un valore di 5,74 miliardi di euro.

In un discorso pronunciato in occasione della conferenza "Pac: dì la tua" del 7 luglio 2017, il Commissario Hogan ha sottolineato che l'accordo di libero scambio firmato dall'UE con il Giappone "eliminerebbe totalmente" le tariffe commerciali sul vino europeo, su altre bevande alcoliche, sui formaggi e sulla carne suina lavorata, e ridurrebbe la tariffa per le carni bovine dal 38,5% al 9%.

"Ciò significa che l'esportazione dell’85% dei prodotti agroalimentari dell'UE esportati in Giappone sarà liberalizzata nel tempo", ha aggiunto Hogan.

Il commercio e l'accesso ai mercati globali: il "terzo pilastro"

La Commissione ha descritto il commercio internazionale come il "terzo pilastro" della Pac. L'esecutivo dell'UE ritiene che l'agricoltura europea dovrebbe essere orientata al mercato e competitiva sul piano globale. Questo si riflette nel pilastro dello sviluppo rurale della Pac, che prova a sostenere 360.000 progetti di ammodernamento aziendale e migliorare l'accesso a nuovi mercati per i prodotti dell'UE.

Tuttavia, Bruxelles è stata fortemente criticata per la sua posizione negoziale con i Paesi stranieri.

In un'intervista a Euractiv, il ministro greco dello sviluppo agricolo, Evangelos Apostolou, ha dichiarato che l'Europa dovrebbe difendere gli interessi dei produttori che affrontano una concorrenza a basso costo da Paesi terzi. "È anche importante sviluppare uno strumento europeo di credito all'esportazione per incoraggiare l’export, insieme all'uso di strumenti finanziari per la concessione di prestiti agevolati", ha aggiunto il politico.

La Commissione ha risposto affermando che svolge sempre un'attenta valutazione degli effetti  prima di ratificare qualsiasi nuovo accordo commerciale.

"Gli accordi commerciali bilaterali offrono notevoli opportunità per il settore agroalimentare dell'Unione nel suo complesso", ha dichiarato Hogan a Euractiv, aggiungendo che l'aumento della quota del settore agricolo dell'UE nel commercio totale ha aiutato l'espansione del settore, garantendo così crescita e occupazione.

"In termini globali, le esportazioni agricole dell'UE hanno fatto molto meglio di molti altri settori negli ultimi anni e l'Unione è diventata un esportatrice netta, soprattutto di prodotti a valore aggiunto. Ciò significa che i trattati commerciali non hanno danneggiato l'agricoltura europea. Infatti, poiché le persone in Asia ed in Africa hanno maggiore reddito disponibile, vediamo che vogliono consumare cibo e bevande europee e che i nostri accordi commerciali ci inseriscono in questi mercati in crescita ".

Pekka Pesonen, segretario generale della Copa-Cogeca, associazione di agricoltori europei e cooperative agricole, ha dichiarato a Euractiv in un'intervista che gli sforzi della Commissione UE di aprire i mercati di nicchia per compensare le perdite negli scambi con la Russia non si sono trasformate in un aumento dei redditi per gli agricoltori, nonostante la crescita delle esportazioni.

"Dobbiamo commerciare, dobbiamo esportare e continuare a farlo, ma questo esige un prezzo", ha dichiarato Pesonen.

"Per accedere a questi mercati, abbiamo dovuto far calare i prezzi, e naturalmente il costo è stato avvertito di più dagli agricoltori. Ecco perché i redditi agricoli sono diminuiti nel 2016 rispetto al 2015, che è stato un anno difficile", ha aggiunto il segretario generale di Copa-Cogeca.

Indicazioni geografiche: una patata bollente per il Ttip

Tom Vilsack, segretario dell'Agricoltura americano, ha recentemente riferito ad Euractiv che Washington ha rispettato la richiesta da parte dell'Europa per la protezione geografica dei prodotti alimentari nei negoziati in corso fra Stati Uniti ed Unione europea sul Transatlantic Trade and Investment Partnership (Ttip).

Tuttavia, Vilsack ha dichiarato che ciò non dovrebbe impedire che prodotti statunitensi simili siano messi in commercio sotto marchi usati sul mercato americano.

"Non si tratta di un problema facile. È una questione che richiede molto lavoro per districarsi in una situazione in cui si vuole proteggere il valore dei beni agricoli, senza però farlo a spese dei prodotti commercializzati sotto un determinato brand già da lungo tempo", ha puntualizzato Vilsack.

Dal canto suo Atene ha alzato i toni sulla vicenda, dicendosi pronta a porre un veto sull’accordo a meno che non garantisca una maggiore protezione dei principali indicatori geografici ed agricoli dei prodotti.

Atene è particolarmente preoccupata per il tradizionale formaggio greco, la feta, la cui denominazione di origine protetta (Dop) è fondamentale per il bestiame greco. A conclusioni analoghe è giunta anche Roma per quanto riguarda il parmigiano.

Nuove tecniche di miglioramento genetico delle piante

Le nuove tecniche di miglioramento genetico delle piante (Nbt) sono considerate un  settore promettente per il comparto agroalimentare e "sono anche necessarie per affrontare le sfide globali come la crescita della popolazione e il cambiamento climatico", secondo una relazione del Joint Research Centre della Commissione europea. Le Nbt si concentrano fondamentalmente sullo sviluppo di nuove caratteristiche delle sementi all'interno di una determinata specie attraverso l'ingegneria genetica. La questione è se, secondo il diritto europeo, considerare tali tecniche come Ogm.

I sostenitori della tecnologia affermano che le Nbt non dovrebbero essere considerate come gli Ogm perché nessun Dna estraneo è presente nelle piante risultanti, che potrebbero essersi sviluppate naturalmente. Per gli oppositori invece, si tratta soltanto di un ulteriore tentativo di portare gli Ogm sul mercato europeo attraverso vie secondarie.

La Commissione europea ha tardato nel comunicare la tanto attesa analisi giuridica della questione, che che sarebbe dovuta essere pronta entro il primo trimestre del 2016. Dopo la richiesta di Vytenis Andriukaitis, commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare,  il 28 Aprile il Scientific Advice Mechanism  (Sam) ha pubblicato una nota esplicativa sulle nuove tecniche della biotecnologia agricola.

Una delle principali conclusioni della relazione è che queste nuove tecniche differiscono significativamente l'una dall'altra e che raggrupparle insieme non sarebbe "ottimale dal punto di vista scientifico e tecnico".

"Questa precisione e il controllo sui cambiamenti fatti sono superiori rispetto a quelli effettuati sulle nuove tecniche di miglioramento genetico delle piante o su quelle di modificazione genetica. Di conseguenza, queste nuove tecniche provocano meno effetti indesiderati", hanno sottolineato gli scienziati.

Per quanto riguarda la valutazione sanitaria e ambientale degli organismi risultanti da tali tecniche, la relazione sottolinea che occorre adottare un approccio caso per caso, tenendo conto di diversi fattori, come l'ambiente in cui viene utilizzato il prodotto finale e l pratica agricola applicata.

Contattate da Euractiv, alcune fonti della Commissione hanno sottolineato che la nota esplicativa fornita dal Sam non ha preso posizione sulle questioni giuridiche, né ha formulato raccomandazioni di natura politica.

Tuttavia, “in linea generale, la Commissione ritiene che sia necessaria un'ampia riflessione dell'Ue sulle nuove tecniche di miglioramento genetico delle piante e sull'innovazione nel settore".

Agricoltura di precisione

I legislatori dell'UE hanno già iniziato a pensare al futuro dell'agricoltura dell’Unione dopo il 2020.

L'aumento della pressione per aumentare i rendimenti, combinato alla necessità di proteggere l'ambiente, ha indotto gli agricoltori ad esplorare pratiche "innovative" per produrre di più con minori input. L'agricoltura intelligente o di precisione ha un ruolo centrale nella questione, ma l’esatto modo in cui verrà inclusa nella Pac del dopo il 2020 ancora divide le parti interessate.

Il concetto principale dell'agricoltura di precisione è l'ottimizzazione, ovvero l'applicazione precisa degli input, come i fertilizzanti, i pesticidi e l'acqua di irrigazione, che comporta un impatto positivo sull’ambientale. Come risultato, la qualità dei prodotti sarebbe migliore e il consumo energetico diminuito notevolmente.

Se produrre di più con minori input potrebbe avere un impatto positivo sui prezzi dei prodotti alimentari non è ancora chiaro. Tuttavia, le fonti consultive della Commissione europea sostiene che l'agricoltura di precisione potrebbe "potenzialmente" spingere al ribasso il costo dei beni alimentari. Gli esperti ritengono inoltre che la tecnologia potrebbe migliorare "l’agricoltura trasparente" e, di conseguenza, informare meglio i consumatori europei riguardo al cibo che mangiano.

Tuttavia, il settore agricolo europeo si trova a dover ancora affrontare una serie di sfide prima di entrare nell'era digitale, come i costi delle attrezzature tecnologiche, la mancanza di infrastrutture a banda larga nelle aree rurali, la "transizione elettronica" intergenerazionale e, ultima ma non meno importante, la raccolta e la gestione di big data.

Dei 300 milioni di cittadini dell'UEresidenti nelle zone rurali, solo il 25% è coperto dal servizio di banda larga veloce o ultra veloce, rispetto ad una copertura del 70% circa nelle aree urbane. L'obiettivo dell'Unione è quello di garantire che ogni azienda e famiglia abbia accesso alla banda larga alla velocità di almeno 30MB / s entro il 2020.

Il deputato democratico italiano, Paolo de Castro, del gruppo S&D, ha dichiarato a Euractiv che il quadro giuridico della Pac dovrebbe essere più semplice e flessibile, assicurando così un processo decisionale tempestivo ed efficace. "Sarebbe necessario attuare investimenti massicci per l'ulteriore sviluppo delle tecnologie agricole intelligenti e il loro utilizzo diffuso, integrando politiche climatiche, energetiche, agricole e digitali”, ha aggiunto de Castro.

D'altro canto, parte delle Ong ambientaliste e dei legislatori di sinistra dell'Unione europea affermano che l'agricoltura di precisione aiuterà a smantellare una situazione già difficile. 

Lidia Senra, deputata del Parlamento Europeo di Alternativa Galega (gruppo Gue/ Ngl) e capogruppo nel Comitato Agri, ha recentemente dichiarato a Euractiv.com che l'innovazione e la tecnologia potrebbero infatti dare valore aggiunto alla lotta al cambiamento climatico, al diritto al cibo e all'occupazione. 

"Tuttavia, questi strumenti sono utilizzati per incoraggiare ulteriore concentrazione di ricchezza e rendere la maggior parte della società più precaria e più povera", ha commentato la deputata, aggiungendo che l'agricoltura smart ha questa stessa logica.

Un grosso problema a cui i funzionari dovranno prestare attenzione è l'utilizzo dei dati. Il Commissario Hogan ha recentemente dichiarato ad Euractiv che: "Dipende tutto da come gestiamo la proprietà e l'accesso ai dati, in modo che la posizione degli agricoltori sia resa migliore, e non indebolita dalla nuova tecnologia".
 
Un altro elemento chiave dell'agricoltura di precisione è che, secondo la Commissione, potrebbe potenzialmente motivare e attirare i giovani a tornare nelle aziende agricole e contribuire a una più ampia trasformazione rurale, con le loro capacità di e-learning.





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