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di Francesco Chierchia | MF-Dow Jones News

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Siria: la tregua in Ghouta est non regge, proseguono gli scontri

27/02/2018 16:40

Ancora esplosioni, vittime e feriti nella regione ad Est di Damasco. Troppo fragile la tregua a ore scattata questa mattina. Italia e Francia condannano l'accaduto

La tregua umanitaria approvata ieri da Mosca in Ghouta est, enclave in rivolta alle porte di Damasco, non è riuscita a fermare gli scontri tra l'esercito siriano ed i ribelli.

La sospensione "diurna" degli attacchi è scattata questa mattina alle 9h00 locali ed avrebbe dovuto tenere al sicuro i civili fino alle 14h00, ma dopo l'entrata in vigore del cessate il fuoco l'Osservatorio siriano dei diritti umani ha denunciato diversi raid aerei e lanci di razzi, specialmente ad opera delle forze del presidente Bashar al-Assad.

L'agenzia di stampa Sana ed alcune fonti russe hanno invece parlato di esplosioni dovute ad attacchi dei gruppi ribelli, intenzionati a tenere in ostaggio i civili.

Stando alle informazioni rilasciate dall'Osservatorio le truppe di Damasco avrebbero lanciato quattro razzi contro la città di Yisrin, mentre altri aerei da guerra avrebbero bombardato le aree nei pressi di Arbin, Kafr Batna e Al Iftiris. Due elicotteri governativi, infine, avrebbero sganciato barili di esplosivo ad Al Shifunia, provocando morti e feriti.

Dopo la mancata applicazione del cessate il fuoco di 30 giorni approvato sabato scorso dal Consiglio di sicurezza dell'Onu, nel Paese sembra essere dunque tramontata anche la possibilità di una tregua a ore.

L'evoluzione della guerra in Siria è stata prontamente condannata dalla comunità internazionale.

"I giochi di guerra sulla pelle della popolazione siriana continuano nonostante gli appelli delle Nazioni Unite e dell'Europa, che anche io qui stamattina rinnovo, al cessate il fuoco", ha affermato il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, secondo cui è necessario "non continuare a considerare la Siria come un luogo in cui ci si confronta militarmente, ignorando la realtá di un popolo e di un Paese da anni martoriato dalla guerra".

A stretto giro anche Parigi ha commentato l'accaduto. Durante un incontro con il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, l'omologo francese Jean-Yves Le Drian ha sottolineato che Mosca "è l'unico attore internazionale capace di influenzare il regime di Damasco affinchè attui la risoluzione 2401 del Consiglio di Sicurezza Onu", che prevede una tregua umanitaria nelle aree colpite.

La crisi deve essere affrontata con "tutti gli attori in campo che devono essere d'accordo sulla tregua", ha aggiunto Le Drian, evidenziando l'urgenza di "creare un meccanismo per monitorare le azioni, in modo da poter osservare se le parti rispettano tutte le disposizioni di cui abbiamo parlato. E' necessario usare questa tregua per riprendere il dialogo sotto l'egida Onu".


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