EurActive.it

Home > News > Sistemi di qualità aiutano i produttori Ue ad aprire nuovi mercati

di Sarantis Michalopoulos - EURACTIV.com | Traduzione di Francesco Chierchia

Facebook Twitter Linkedin
Sistemi di qualità aiutano i produttori Ue ad aprire nuovi mercati

24/07/2017 10:25

La promozione delle indicazioni geografiche alimentari (GI) ha aiutato i prodotti dell'Ue ad attrarre nuovi mercati emergenti in cerca di cibo di qualità. Tuttavia, l’Europol ha avvisato che le falsificazioni di prodotti GI sono in aumento in tutta l’Unione, e che i legislatori non dovrebbero ignorare la tutela della proprietà intellettuale

Questo articolo fa parte dello Special Report: 'The added value of Eu quality schemes'.

La promozione delle indicazioni geografiche alimentari (GI) ha aiutato i prodotti dell'Ue ad attrarre nuovi mercati emergenti in cerca di cibo di qualità. Tuttavia, l’Europol ha avvisato che le falsificazioni di prodotti GI sono in aumento in tutta l’Unione, e che i legislatori non dovrebbero ignorare la tutela della proprietà intellettuale.

Numerosi fattori, che vanno dall'embargo russo alla volatilità dei prezzi, hanno esercitato enormi pressioni sui mercati agricoli europei (già in difficoltà). Molti agricoltori dell’Ue hanno perso il loro principale mercato di esportazione da un giorno all’altro, per un valore totale di 5,5 miliardi di euro.

La Commissione europea è riuscita però ad aprire nuovi punti di distribuzione e le esportazioni agroalimentari del blocco sono aumentate. Secondo gli ultimi dati Eurostat, il valore annuo delle esportazioni agroalimentari Ue, nel 2016, ha raggiunto un livello record di 130,7 miliardi di euro.

Gli Stati Uniti e la Cina sono i principali partner commerciali dell’Unione, ma contemporaneamente sono emersi i nuovi mercati asiatici, come il Giappone, il Vietnam e la Corea. Nel 2017, per esempio, sono stati registrati notevoli guadagni nelle Filippine, in Singapore ed in Indonesia.

Tuttavia, gli agricoltori europei  credono che questo trend non abbia portato più soldi nelle loro tasche.

"Penso che una volta riusciti ad entrare in nuovi mercati dobbiamo assicurare che alcuni dei guadagni derivanti da questi ritornino anche agli agricoltori", ha dichiarato a EURACTIV Pekka Pesonen, segretario generale dell'associazione europea degli agricoltori Copa-Cogeca.

Sistemi di qualità e affari commerciali

Le esportazioni dall'Europa meridionale come l'olio d'oliva, il vino e le verdure fresche hanno avuto successo negli altri Paesi  in virtù della qualità particolarmente elevata dei prodotti.

Marc Vanheukelen, ambasciatore dell'Unione europea presso l'Organizzazione mondiale del commercio (OMC), lo scorso anno ha dichiarato che la domanda dei mercati emergenti è in crescita "a causa dell'incremento delle loro popolazioni ed in particolare della classe media, le cui abitudini alimentari stanno cambiando".

[vedi anche: Il cambiamento delle abitudini alimentari nei nuovi mercati favorisce le esportazioni Ue]

Vanheukelen , inoltre, ha sottolineato che i consumatori sono sempre più esigenti sulla qualità, la sicurezza ed il valore nutrizionale dei prodotti che mangiano e che "l'Europa è ben disposta a soddisfare le loro aspettative".

L'Unione europea si è concentrata molto sulla qualità del cibo prodotta nei territori del blocco ed ha creato delle indicazioni geografiche volte a proteggere e promuovere prodotti con caratteristiche uniche.

I prodotti di Francia, Italia, Portogallo, Spagna e Grecia sono in cima alla lista degli alimenti registrati nell'ambito degli schemi di qualità Ue. Tra i cibi "protetti" ci sono carne fresca, frutta, verdura, olio e formaggi.

I sistemi di qualità europei  riguardano prodotti alimentari, vini, alcolici e vini aromatizzati, ma anche i prodotti biologici. Attualmente sono stati registrati 1.402 prodotti alimentari con indicazioni geografiche (GI), mentre le esportazioni di merci protette valgono circa 11,5 miliardi di euro.

I GI sono anche parte integrante delle politiche commerciali comunitarie con Paesi terzi.

L'Unione europea ha recentemente firmato un accordo politico con il Giappone per accelerare l’adozione di un’intesa commerciale tra le parti entro la fine dell'anno. Il commissario per l'Agricoltura, Phil Hogan, ha sottolineato che i negoziatori dell'Ue hanno saputo proteggere più di 200 indicazioni geografiche.

[vedi anche: Ue-Giappone, un passo verso l'intesa commerciale]

"Poiché gli standard europei in materia di qualità e sicurezza alimentare sono i più alti del mondo, siamo riusciti ad ottenere una piena tutela dei nostri prodotti con indicazioni geografiche, nonché un miglior (o completo) accesso  al mercato per numerosi settori chiave", ha dichiarato il commissario.

Francia colpita dai prodotti contraffatti

Tuttavia, il tema dei prodotti GI contraffatti è fonte di preoccupazione a Bruxelles.

Secondo l'Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO), nel 2014 il 9% di tutti i prodotti GI sul mercato Ue sono stati contraffatti, per un valore totale di 4,3 miliardi di euro. Un fenomeno che ha sollevato preoccupazioni in molti Stati membri.

La Francia è stata tra i Paesi maggiormente colpiti dalla contraffazione, visto che il vino , tra quelli “protetti”, è il prodotto con il maggior margine di guadagno.

Il mercato di prodotti falsificati in Francia ha raggiunto la cifra di 1,6 miliardi di euro, seguito dall’Italia (682 milioni), dalla Germania (598 milioni), dalla Spagna (266 milioni) e dalla Grecia (235 milioni).

Peraltro, un report sulla contraffazione diffuso il mese scorso (23 giugno) dall'Europol ha evidenziato che la situazione è in continuo peggioramento. In particolare, l’Agenzia ha affermato che l'abuso e la contraffazione delle etichette di certificazione hanno continuato ad essere un "problema importante" per i produttori Ue.

"Il valore dei prodotti etichettati illegalmente nell'Unione europea rimane elevato, i principali produttori delle merci, come Germania, Spagna, Francia, Italia e Grecia, sono i più colpiti delle etichettature contraffatte”, ha spiegato l’Europol aggiungendo che i prodotti maggiormente presi di mira sono il vino, gli alcolici, i formaggi, la carne, la frutta, le verdure ed i cereali.

La Cina è il principale produttore di merci contraffatte, mentre la Turchia è considerata un importante centro di smistamento (hub).

L'Europol ha anche espresso preoccupazioni sulla necessità di una maggiore attenzione verso la tutela dei diritti di proprietà intellettuale (DPI), sostenendo che l’impegno degli ultimi anni in altri settori della criminalità e contro il terrorismo ha comportato un calo di interesse verso i reati sulla proprietà intellettuale.

"La violazione della proprietà intellettuale continua ad essere uno dei reati più redditizi, ed il report ha dimostrato come spesso questo illecito sia strettamente legato ad altri reati gravi", si legge nel report.

 

 ULTERIORI LETTURE

_______________________________________________





EurActiv Network
Milano Finanza Interattivo © Milano Finanza 2017 Partita IVA 08931350154